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	<title>CULTUMEDIA Magazine &#187; Punto Società</title>
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		<title>70 euro, il prezzo della nostra dignità : Gheddafi mostra una parte dell’Italia per quello che è</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 08:54:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mu’ammar Abū Minyar al-Qadhdhāfī, altrimenti noto come colonnello Gheffadi, è il dittatore della Libia da quando nel 1969 con un colpo di stato ha di fatto portato alla caduta della monarchia di re Idris. Dichiaratamente anti-israeliano e anti-americano, negli anni ’80 sostenne gruppi terroristici, quali per esempio l&#8217; IRA e il palestinese Settembre Nero ( responsabile dell’omicidio di 11 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-6821" title="gheddaf" src="http://www.cultumedia.it/wp-content/uploads/2010/09/gheddaf-300x211.jpg" alt="gheddaf" width="300" height="211" />Mu’ammar Abū Minyar al-Qadhdhāfī</strong>, altrimenti noto come colonnello <strong>Gheffadi</strong>, è il dittatore della Libia da quando nel 1969 con un <strong>colpo di stato</strong> ha di fatto portato alla caduta della monarchia di re Idris. Dichiaratamente <strong>anti-israeliano e anti-americano</strong>, negli anni ’80 sostenne <strong>gruppi terroristici</strong>, quali per esempio l&#8217; <strong>IRA</strong> e il palestinese <strong>Settembre Nero</strong> ( responsabile dell’omicidio di 11 atleti israeliani ai Giochi olimpici estivi di <strong>Monaco di Baviera 1972</strong> ). Il leader libico fu inoltre accusato dalla <strong>CIA </strong>di aver coordinato una serie di <strong><a href="http://www.cultumedia.it/2010/04/attentati-a-mosca-quelle-donne-kamikaze/">attentati</a></strong> tra <strong>Sicilia, Scozia e Francia</strong>, nonostante egli si dichiari da sempre innocente.</p>
<p>Nel dicembre del 1988 esplodeva un aereo di linea sopra il centro scozzese di <strong><a href="http://www.cultumedia.it/2008/09/incidenti-aerei-catastrofe-d%E2%80%99appeal-in-tv/">Lockerbie</a></strong> : il bilancio fu di <strong>259 morti</strong> tra le persone a bordo ed 11 tra i cittadini di Lockerbie. L&#8217;<strong>ONU </strong>attribuì alla Libia la responsabilità, imponendo a <strong>Tripoli</strong> l&#8217;arresto dei due libici accusati dell’attentato. A causa di una serie di <strong>accordi petroliferi e politici</strong> ( soprattutto legati al contenimento dell’immigrazione clandestina ) il governo dittatoriale di Gheddafi da qualche anno è divenuto punto di riferimento e partner privilegiato dell’esecutivo italiano.</p>
<p>Silvio Berlusconi, l’imprenditore liberale eletto dal <strong>popolo cattolico</strong> di centro-destra per proteggere gli interessi delle aziende e difendere strenuamente <strong>le radici cristiane dell’europa</strong>, è infatti amico fraterno di uno dei più pittoreschi <strong>dittatori islamici</strong> attualmente presenti nel continente africano. Un connubio apparentemente impossibile se l’ideologia e la cultura dei due uomini fosse <strong>sincera </strong>e non invece la maschera dietro la quale si nasconde <strong>il medesimo individuo</strong>. Il <strong>Gheddafi-Berlusconi</strong>, lungi dall’essere un mostro biblico, è più che altro un <strong>modello tipizzato di gestione del potere</strong>; una <strong>sfinge politica</strong> che trova i suoi tratti comune nello spregio delle regole democratiche, nell’odio per l’informazione libera e nell’<strong>adorazione del denaro.</strong></p>
<p>Proprio per questa <strong>passione sregolata</strong> per la pecunia, ogni qual volta che l’ex terrorista libico decide di fare un viaggio a Roma, la città è costretta a rinnegare la sua cultura e le proprie tradizioni religiose ( tanto difese dagli alleati leghisti ) per accettare supina le <strong>volgarità </strong>dell’amico Gheddafi. Picchetti d’onore, tappeti rossi, frecce tricolore, manifestazioni e parate militare; il tutto in un tristissimo stile impero che ricorda tanto la Roma bardata del ventennio.</p>
<p>L’elemento nuovo, data la <strong>comune passione</strong> dei due leader <strong>per il gentil sesso</strong>, è il reclutamento di una <strong>legione di “hostess”</strong> dalle curve mozzafiato pronte a mettere in gioco le proprie idee, il proprio orgoglio di genere e dunque la propria identità per sole <strong>70 euro</strong>.</p>
<p>Come riporta <strong>Repubblica.it</strong> : “ <strong>Cinquecento hostess</strong>, tre conversioni lampo, copie del Corano in regalo per tutte e gettone di presenza legato alla consegna del silenzio. C&#8217;è tutto questo nella prima giornata romana del colonnello Gheddafi. All&#8217;Accademia libica di Roma si sono ritrovate in 500 questa mattina per il meeting con il Colonnello. Di reclutarle si è occupata l&#8217;agenzia Hostessweb. Centinaia di ragazze che hanno ascoltato per un&#8217;ora e <strong>mezzo il leader libico parlare di Islam</strong> e Corano. Per ognuna di loro in regalo una copia del libro sacro dei musulmani. Fuoriprogramma con tre hostess che si sono convertite all&#8217;Islam in una cerimonia celebrata dallo stesso Colonnello. Tutte le partecipanti sono state vincolate al silenzio pena il mancato pagamento dei <strong>70 euro</strong> promessi come compenso”.</p>
<p>L’unico uomo capace di mettere <strong>in ginocchio</strong> l’italico orgoglio, sempre pronto alla <strong>xenofobia anti-islamica</strong>, di buono forse qualcosa ce l’ha; grazie alle sue dichiarazioni prepotenti, al suo disprezzo di fondo per il nostro paese, il colonnello Gheddafi mostra una parte del nostro attuale governo per quello che è : lo specchio di una parte di paese senza valori, senza ideologia, pronto a svendere l’imponenza di un passato di splendore per <strong>quattro spiccioli</strong> sporchi di petrolio.</p>
<p>di <strong><a href="gangi@cultumedia.it">Mattia Gangi </a></strong></p>
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		<title>Nuovo Ulivo : la proposta &#8220;innovativa&#8221; di Bersani</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Aug 2010 15:29:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quando la nave sta affondando, si sa, bisogna salvare il salvabile. Cercare di tappare le falle, preoccuparsi di donne e bambini, turarsi il naso e gettarsi sperando di non morire affogati tra le onde del mare in tempesta. Con lo stesso spirito del capitano di un transatlantico ormai a picco, Pier Luigi Bersani ripropone una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-6795" title="Bersani" src="http://www.cultumedia.it/wp-content/uploads/2010/08/Bersani-300x229.jpg" alt="Bersani" width="300" height="229" />Quando la nave sta affondando, si sa, bisogna <strong>salvare il salvabile</strong>. Cercare di tappare le falle, preoccuparsi di donne e bambini, turarsi il naso e gettarsi <strong>sperando di non morire affogati </strong>tra le onde del mare in tempesta. Con lo stesso spirito del capitano di un transatlantico ormai a picco, <strong><a href="http://www.cultumedia.it/2010/07/berlusconi-e-battibile-la-sinistra-ed-i-consigli-dellamico-alemanno/">Pier Luigi Bersani </a></strong>ripropone una formula antica; con una lettera aperta a <strong>Repubblica</strong> infatti il leader del <strong>Pd</strong> indica la ricetta segreta per una possibile sconfitta del morente governo di centro-destra.</p>
<p>Non una banale riorganizzazione del partito in chiave democratica, né un <strong>rinnovo della classe dirigente </strong>che possa ridare credito alla sinistra, bensì <strong>un Ulivo nuovo di zecca</strong>, identico al primo degli <strong><a href="http://www.cultumedia.it/2009/09/anni-novanta-anni-ruggenti/">anni ’90 </a></strong>ma diverso negli intenti.</p>
<p>&#8221; Per dare l&#8217;impulso decisivo a questo cruciale passaggio – afferma Bersani &#8211; occorre l&#8217;impegno univoco, leale, convinto e coeso di <strong>tutte le forze progressiste</strong>, che sono adesso chiamate a mettersi all&#8217;altezza di una responsabilità democratica e nazionale. Come potrebbero queste forze essere credibili se in un simile frangente non dessero per prime una prova di consapevolezza, di unità e di determinazione comune? Ecco allora la proposta di un <strong>percorso comune delle forze di centrosinistra</strong> interessate ad una piattaforma fatta di lavoro, di civismo, di equità, di innovazione e disponibili ad impegnarsi ad una progressiva semplificazione politica e organizzativa che rafforzi il grande campo del centrosinistra “.</p>
<p>Una vera e propria <strong>inversione di marcia</strong> rispetto agli entusiastici proclami veltroniani che proprio sulla <strong>presunta forza elettorale </strong>del Pd avevano basato gran parte della campagna elettorale del 2008; un <strong>passo indietro</strong> mascherato da novità del secolo che tenta insomma di riparare ai danni ormai disastrosi di un <strong>isolazionismo evidentemente fallimentare.</strong></p>
<p>Ma, concretamente, cos’ha in mente il partito che appena due anni fa si fregiava di aver “fatto ordine” in parlamento riducendo lo scenario politico in un gioco dei più forti ?</p>
<p>Rispondendo idealmente alla domanda, l’ex Ds evoca l’immagine di  “ Un&#8217;alleanza capace finalmente di sconfiggere<strong> una interpretazione populista e distruttiva del bipolarismo</strong>, capace di riaffermare i principi costituzionali, di rafforzare le istituzioni rendendo più efficiente una salda democrazia parlamentare (a cominciare da una nuova legge elettorale) e di promuovere un federalismo concepito per unire e non per dividere.”</p>
<p>“ Sto parlando – continua Pier Luigi &#8211;  di una alleanza che può assumere, nell&#8217;emergenza, la<strong> forma di un patto politico ed elettorale vero e proprio,</strong> o che invece può assumere f<strong>orme più articolate di convergenza </strong>che garantiscano comunque un impegno comune sugli essenziali fondamenti costituzionali e sulle regole del gioco ”.</p>
<p>Come destato improvvisamente da un <strong>coma farmacologico</strong>, il mondo del centro-sinistra ha risposto con toni entusiastici alla disperata richiesta di soccorso proveniente dagli ambienti del Pd; per <strong>Piero Fassino</strong> quella di Bersani sarebbe addirittura &#8221; Una <strong>proposta forte</strong> che accelera la costruzione di un&#8217;alternativa e indica la via per realizzare una coalizione credibile e in sintonia con le domande del Paese&#8221;.</p>
<p>L’idea è piaciuta anche al <strong>veltroniano Walter Verini </strong>che, però, ha messo in dubbio l’originalità della soluzione &#8221; Ho letto la lettera di Bersani &#8211; ha detto Verini &#8211; e l&#8217;ho trovata apprezzabile su due punti: la riaffermazione abbastanza netta del bipolarismo e il richiamo all&#8217;Ulivo del &#8216;96. Ho però un rammarico: il nuovo Ulivo era il progetto del Pd al momento della sua nascita e se il Pd avesse portato avanti con determinazione lo spirito del Lingotto, che era non solo di Veltroni ma di un gruppo dirigente, a tre anni di distanza e con la crisi drammatica del berlusconismo, forse il nuovo Ulivo ci sarebbe già stato”.</p>
<p>Nonostante siano stati a suo tempo <strong>responsabili del fallimento</strong> di quello vecchio, <strong>l’Ulivo revival</strong> piace anche ai compagni di <strong>Rifondazione </strong>: “ Condivido in pieno – afferma in una nota il segretario del Prc/Federazione della Sinistra, <strong>Paolo Ferrero</strong> &#8211; la proposta di Bersani di dar vita ad una alleanza democratica per sconfiggere Berlusconi. Non si tratta solo di cacciare un governo mefitico, ma di ricostruire il quadro democratico del Paese. Questa alleanza deve porsi l&#8217;obiettivo di uscire definitivamente da questa sciagurata seconda repubblica e cementarsi attorno alla difesa e al rilancio della Costituzione, al varo di una legge elettorale proporzionale, alla giustizia sociale. Si tratta dell&#8217;unica strada per sconfiggere una destra populista antioperaia e pericolosa per la democrazia ”.</p>
<p><strong>Ok</strong> al progetto anche dai <strong>Verdi</strong> : “ La posizione espressa da Bersani è un fatto molto positivo che apre nuova stagione per il centrosinistra in Italia &#8211; dice il presidente nazionale <strong>Angelo Bonelli</strong> &#8211; Si tratta di quello che ci aspettavamo, in termini di assunzione di responsabilità, dal maggior partito del centrosinistra: si apre la strada non solo per creare un&#8217;alternativa al centrodestra che ha messo in ginocchio il Paese, ma anche per archiviare, definitivamente, la stagione berlusconiana. Noi Verdi siamo pronti a dare un contributo alla costruzione del &#8216;nuovo Ulivo&#8217;, prendendo gli aspetti migliori dell&#8217;Ulivo di Prodi ed eliminando quelli negativi come la litigiosità”</p>
<p>Più scettica <strong>Sinistra e Libertà</strong> che per bocca di <strong>Paolo Cento </strong>afferma comunque la necessità di un cambiamento : “ l&#8217;Ulivo del &#8216;96 vinse perché era un progetto e non la somma di partiti contro qualcuno. Le primarie in questo contesto non sono solo una questione di forma della democrazia, ma la sostanza di una nuova relazione ”.</p>
<p>Insomma in tempo di carestia a sinistra la <strong>minestra scaldata</strong> piace un po’ a tutti, grandi e piccini, uniti nuovamente per riconquistare il parlamento.</p>
<p>di <strong><a href="gangi@cultumedia.it">Mattia Gangi </a></strong></p>
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		<title>Speciale Mondiali 2010. Tutte le giovani stelle della rassegna sudafricana</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 12:02:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Magazine</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Largo ai giovani”. Sembra essere uno dei tratti distintivi di questo primo mondiale in terra africana. E, visti i risultati, la scelta si sta rivelando decisamente azzeccata. Tra le squadre con l’età media più bassa, soltanto il Camerun è uscito nella fase a gironi. Al contrario, compagini anagraficamente vecchie, quali Italia e Francia, sono tornate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft size-medium wp-image-6367" title="mondiali6giugno" src="http://www.cultumedia.it/wp-content/uploads/2010/07/mondiali6giugno-300x194.jpg" alt="mondiali6giugno" width="300" height="194" />“Largo ai giovani”. Sembra essere uno dei tratti distintivi di questo primo mondiale in terra africana. E, visti i risultati, la scelta si sta rivelando decisamente azzeccata. <strong>Tra le squadre con l’età media più bassa, soltanto il Camerun è uscito</strong> nella fase a gironi. Al contrario, compagini anagraficamente vecchie, quali Italia e Francia, sono tornate a casa da tempo.</p>
<p style="text-align: justify">Abbiamo analizzato le rose di tutte le 32 nazioni partecipanti al campionato del mondo.  <strong>Considerando “giovani” quei calciatori nati dopo il 1986</strong>, la selezione che ne è derivata &#8211; osservando i protagonisti all’opera &#8211; si direbbe una sorta di <em>Dream Team</em>.</p>
<p style="text-align: justify">Vediamo i dettagli e iniziamo, ovviamente, dai portieri. Il migliore, un po’ a sorpresa, è <strong>Neuer</strong>, 24enne estremo difensore tedesco. Appena dopo di lui, c’è sicuramente <strong>Lloris</strong> della Francia, classe ’86. Nel ruolo di terzo guardiano dei pali, l’argentino <strong>Romero</strong> (23 anni).</p>
<p style="text-align: justify">In difesa, sulla fascia destra, si sono messi in evidenza <strong>Van der Wiel</strong> (22 anni) dell’Olanda e <strong>Isla</strong> (22), jolly cileno dell’Udinese. A sinistra c’è il lusitano <strong>Fabio Coentrao</strong> (22), seguito da <strong>Jerome Boateng</strong> (21), che nella Germania ha fatto meglio del compagno <strong>Badstuber</strong> (21).</p>
<p style="text-align: justify">Al centro della retroguardia, i nomi più importanti sono quelli degli spagnoli <strong>Piquè</strong> (23) e <strong>Sergio Ramos</strong> (24). Un gradino più in basso troviamo i promettenti <strong>Kjaer</strong> (21 anni, centrale danese del Palermo) e <strong>Otamendi</strong> (22, Argentina). Senza dimenticare il nostro <strong>Bonucci</strong> (classe ’87), il serbo <strong>Subotic</strong> (21 anni) e il ghanese <strong>Jonathan Mensah</strong> (19). Tra l’altro, va detto che Ramos e Otamendi vengono spesso impiegati nel ruolo di terzino destro, con risultati proficui solo nel caso del difensore madridista.</p>
<p style="text-align: justify">Passando al centrocampo, gli esterni più bravi si sono dimostrati <strong>Di Maria</strong> (22) dell’Argentina, <strong>Silva</strong> (24) della Spagna, il ghanese <strong>Kwadwo Asamoah </strong>(21) e il cileno <strong>Sanchez </strong>(21), con questi ultimi entrambi tesserati per l’Udinese. Prestazioni sotto le aspettative, invece, per gli inglesi <strong>Lennon</strong> (23) e <strong>Milner</strong> (24), gli olandesi <strong>Elia</strong> (23) e <strong>Babel</strong> (23), il brasiliano <strong>Ramires</strong> (classe ’87, unico under 23 della selezione verdeoro).</p>
<p style="text-align: justify">Nella zona nevralgica del campo, tanti nomi. Tre su tutti: <strong>Ozil</strong> (21 anni) della Germania, <strong>Fabregas</strong> (23) della Spagna e la rivelazione <strong>Kevin Prince Boateng</strong> (23), possente mediano del Ghana, nonché fratello del tedesco Jerome. Altri validi interni di centrocampo sono: <strong>Guardado</strong> (23, Messico), <strong>Alexandre Song</strong> (22, Camerun), <strong>Bradley</strong> (22, Usa), <strong>Khedira</strong> (23, Germania), <strong>Kroos</strong> (20, Germania), <strong>Kacar</strong> (23, Serbia), <strong>Miguel Veloso</strong> (24, Portogallo), <strong>Busquets</strong> (21, Spagna) e <strong>Mati Fernandez</strong> (24, Cile). Sulla trequarti, a inventare per le punte, ecco l’argentino <strong>Pastore</strong> (21), il tedesco <strong>Marin</strong> (21), il greco <strong>Ninis</strong> (20), il giapponese <strong>Honda</strong> (24), lo svizzero <strong>Shaqiri</strong> (18).</p>
<p style="text-align: justify">Tra i giovani centrocampisti più deludenti, troviamo <strong>Gourcuff</strong> (23) della Francia, <strong>Hamsik</strong> (22) della Slovacchia e, purtroppo, l’azzurro <strong>Marchisio</strong> (24). Meglio di loro ha fatto, meritandosi una menzione speciale, il semisconosciuto sudcoreano <strong>Lee Chung Yong</strong> (22enne del Bolton), autore di due reti nella fase a gironi. Un altro centrocampista, poi, figura quale calciatore più giovane del mondiale: il danese <strong>Eriksen</strong>, classe 1992.</p>
<p style="text-align: justify">In attacco, a parte il “solito” <strong>Messi</strong> (23), i migliori sono stati <strong>Muller</strong> (20) della Germania e <strong>Suarez</strong> (23) dell’Uruguay. Ottime punte si sono dimostrati anche i gioiellini messicani <strong>Barrera</strong> (23), <strong>Hernandez</strong> (22) e <strong>Dos Santos</strong> (21); e ancora, l’argentino <strong>Higuain</strong> (22), lo statunitense <strong>Altidore</strong> (20), lo spagnolo <strong>Pedro</strong> (22), lo svizzero <strong>Derdiyock</strong> (22). Potevano sicuramente far meglio, invece, i vari <strong>Cavani </strong>(23, Uruguay), <strong>Aguero</strong> (22, Argentina), <strong>Bendtner</strong> (22, Danimarca), <strong>Mata</strong> (22, Spagna), <strong>Obinna</strong> (23, Nigeria). D&#8217;altra parte, lo stesso Messi è apparso più volte sottotono.</p>
<p style="text-align: justify">Infine riserviamo un po’ di onore a quei talenti in erba che il campionato del mondo lo hanno vissuto solo in panchina. Come lo sloveno <strong>Khrin</strong>, centrocampista (classe ’90) dell’Inter di cui si dice un gran bene. Possono ancora sperare di scendere in campo, invece, i difensori <strong>Tasci</strong> e <strong>Aogo</strong>, entrambi 23enni, nazionali tedeschi e uomini-mercato.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Su 736 calciatori presenti a Sudafrica 2010, più di 100 non superano i 24 anni di età.</strong> La nazionale italiana, oltre ai citati Bonucci e Marchisio, aveva tra le sue fila anche i genoani <strong>Bocchetti</strong> e <strong>Criscito</strong>, nati nel 1986. <strong>Uruguay, Spagna e soprattutto Germania</strong> &#8211; tre delle quattro semifinaliste &#8211; hanno potuto disporre di molti più giovani, quasi tutti di valore. I risultati le hanno premiate.</p>
<p style="text-align: justify">Che questo possa servire da lezione ai padroni del nostro malridotto movimento calcistico.</p>
<p style="text-align: justify"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify">di Paolo Ceraldi</p>
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		<title>G8 del 2001. Anche De Gennaro condannato in appello per i fatti della Diaz.</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 12:52:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Magazine</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nella sentenza del 18 maggio scorso, mancava solo il suo nome. Un mese dopo, anche Gianni De Gennaro è stato condannato dalla Corte d’Appello di Genova, nell’ambito del processo per le violenze avvenute nella scuola Diaz, durante il G8 del 2001. L’ex capo della Polizia è stato giudicato colpevole di falsa testimonianza, la pena prevista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft size-full wp-image-6295" title="de_gennaro" src="http://www.cultumedia.it/wp-content/uploads/2010/07/de_gennaro.jpg" alt="de_gennaro" width="300" height="230" />Nella <a href="../2010/05/g8-del-2001-condannati-in-appello-i-vertici-della-polizia-per-i-fatti-della-diaz/">sentenza del 18 maggio</a> scorso, mancava solo il suo nome. Un mese dopo, <strong>anche Gianni De Gennaro è stato condannato</strong> dalla Corte d’Appello di Genova, nell’ambito del processo per le violenze avvenute nella scuola Diaz, durante il G8 del 2001. L’ex capo della Polizia è stato giudicato colpevole di <strong>falsa testimonianza, la pena prevista per lui è di un anno e 4 mesi di carcere</strong>. Avrebbe indotto alla falsa testimonianza Francesco Colucci, l’ex questore del capoluogo ligure all’epoca dei fatti incriminati. Grazie all’intercettazione di un colloquio tra lo stesso Colucci e <strong>Spartaco Mortola (anch’egli condannato, a 14 mesi),</strong> gli inquirenti hanno scoperto che al primo fu ordinato, “dal capo”, di modificare la precedente versione resa ai giudici.</p>
<p style="text-align: justify">L’avvocato difensore di De Gennaro (assolto in primo grado)  ha definito la sentenza “sorprendente” e ha annunciato un <strong>immediato ricorso in Cassazione.</strong> Il suo assistito &#8211; che attualmente è direttore del Dipartimento delle Informazioni per la  Sicurezza &#8211; ha rassegnato le dimissioni. Il Governo le ha respinte, affidando le proprie motivazioni al seguente comunicato: “<strong>Il Consiglio dei Ministri ha collegialmente confermato all’unanimità piena e completa fiducia al dottor Gianni De Gennaro</strong> e, manifestando vivo apprezzamento e plauso per il lavoro finora svolto, ha invitato il Prefetto De Gennaro a proseguire con lo stesso spirito e con lo stesso impegno nel suo incarico al vertice dei Servizi di Informazione e Sicurezza”.</p>
<p style="text-align: justify">Numerose sono state reazioni di protesta alla decisione dell’esecutivo. Tra esse, riassumiamo <strong>il pensiero di Patrizio Gonnella, presidente dell’Associazione Antigone</strong> (che si batte per i diritti e le garanzie nel sistema penale): “Gianni De Gennaro è stato condannato dalla magistratura e non da associazioni eversive, non per fatti riguardanti la sua vita privata ma per un reato contro l&#8217;amministrazione della giustizia. <strong>Sino a quando non si puniranno disciplinarmente i colpevoli di abusi di polizia</strong> non ci sarà chance per il nostro Stato di essere un vero Stato di diritto”.</p>
<p style="text-align: justify">In effetti, la parola più ricorrente nei commenti sull’argomento è <strong>“impunità”. Per i potenti</strong>, ovviamente. Perché il dottor De Gennaro è un super poliziotto, stimato a destra come a sinistra. A tal proposito, basta ricordare <strong>che nel 2007, durante il Governo Prodi, fu nominato capo di gabinetto al Ministero dell’Interno.</strong> Nel maggio del 2008, un mese dopo essere stato rinviato a giudizio per l’accusa che oggi lo vede condannato, il premier Berlusconi gli affidò la sua attuale – e importantissima – carica.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Per Giuliano Giuliani, padre di Carlo:</strong> “Che il grande capo della polizia non sapesse nulla di che cosa stesse succedendo a Genova, poteva essere solo una favola di questa povera Italietta”. Dunque, seppur a passo lento<strong>, la giustizia italiana sembra fare un po’ di luce sulla pagina nera del G8 genovese.</strong> Il 5 marzo scorso la Corte d’Appello aveva condannato 30 tra medici carcerari, agenti penitenziari e forze di polizia coinvolti <strong>nelle violenze commesse alla caserma di Bolzaneto.</strong> Un mese fa erano stati giudicati colpevoli anche mandanti ed esecutori del sanguinoso assalto alla scuola Diaz. E ora, la condanna di De Gennaro.</p>
<p style="text-align: justify">Toccherà alla Cassazione scrivere la parola fine.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify"><strong>Paolo Ceraldi </strong></p>
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		<title>Legambiente presenta la “Guida Blu 2010”</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 13:02:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Magazine</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un mese fa avevamo anticipato l’estate, indicandovi le bandiere blu della FEE. Ora possiamo aggiungere un’alternativa &#8211; altrettanto valida &#8211; alla nostra voglia di mare: la Guida  Blu 2010 , realizzata da Legambiente, in collaborazione col Touring  Club Italiano. Una selezione delle migliori mete costiere, per una vacanza in  perfetta armonia con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft size-medium wp-image-6130" title="guidablu 2010" src="http://www.cultumedia.it/wp-content/uploads/2010/06/guidablu-2010-194x300.jpg" alt="guidablu 2010" width="194" height="300" />Un mese fa avevamo anticipato l’estate, indicandovi le <a href="../2010/06/bandiere-blu-2010-liguria-regina-discussa-delle-spiagge/">bandiere blu</a> della FEE. Ora possiamo aggiungere un’alternativa &#8211; altrettanto valida &#8211; alla nostra voglia di mare: <strong>la <a href="http://www.legambiente.eu/">Guida  Blu 2010</a> , realizzata da Legambiente,</strong> in collaborazione col Touring  Club Italiano. Una selezione delle migliori mete costiere, per una vacanza in  perfetta armonia con la splendida natura &#8211; talvolta snobbata &#8211; presente sul  nostro territorio.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-6110"></span>Vediamo, nel dettaglio, tutte <strong>le località che hanno ottenuto il massimo punteggio, ossia le famose “cinque vele”:</strong> Pollica (SA), Riomaggiore (SP), Ostuni (BR), Capalbio (GR), Castiglione della Pescaia (GR), Nardò (LE), Capraia Isola (LI), Santa Marina Salina (LE), San Vito lo Capo (TP), Bosa (OR), Baunei (OG), Posada (NU), Noto (SR) e Otranto (LE).</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Su 294 classificate, 14 sono dunque le eccellenze,</strong> mentre 41 ottengono quattro vele. Soltanto 34 spiagge vedono assegnarsi il riconoscimento minimo (che comunque significa piena sufficienza). Rispetto alle bandiere blu, qui <strong>il primato regionale tocca alla Sardegna, seguita da Puglia e Toscana.</strong></p>
<p style="text-align: justify">Ma quali sono i parametri utilizzati per stilare la classifica della Guida Blu? Due su tutti: <strong>qualità dei servizi ricettivi e qualità ambientale del territorio.</strong> Un equilibrio tra entrambi questi fattori, in pratica, garantisce un brillante risultato. <strong>Il numero delle vele, infatti, dipende dal punteggio complessivo</strong> (che va da 1 a 100) ottenuto considerando i vari indicatori. Sulla Guida potrete trovare questi ultimi sotto forma di simboli grafici. Per completezza di informazione, di seguito, li elenchiamo:</p>
<p style="text-align: justify">
<ul style="text-align: justify">
<li>Qualità ambientale;</li>
<li>Qualità dell’accoglienza;</li>
<li>Pulizia del mare e delle spiagge;</li>
<li>Luoghi di interesse storico-culturale;</li>
<li>Fondali interessanti per l’attività subacquea;</li>
<li>Presenza di servizi per disabili motori;</li>
<li>Pratiche di sostenibilità ambientale.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify"><strong>Il piccolo comprensorio di Pollica</strong> (28 chilometri quadrati), con le spiagge di Acciaroli e Pioppi, eccelle in ognuno dei valori presi in esame. La perla del Cilento, che conta circa 2500 residenti, si è distinta &#8211; tra l’altro &#8211; per <strong>la scelta di rendere autosufficienti i propri edifici pubblici,</strong> grazie all’uso delle energie rinnovabili. Pollica, l’avrete capito, è la località balneare prima in classifica. Se la scegliete come meta e siete fumatori, fate attenzione: per chi getta mozziconi di sigarette sulla spiaggia sono previste multe salate…</p>
<p style="text-align: justify">Vi rimandiamo alla lettura della Guida Blu 2010 per ogni altra valutazione. Un dato oggettivo, in conclusione, si può certamente trarre<strong>: l’Italia dispone di un fantastico paesaggio costiero, spesso sottovalutato</strong> &#8211; o, peggio ancora, ignorato &#8211; dai vacanzieri indigeni. Prima di partire per le Maldive, non ci starebbe bene un’occhiata intorno a noi?</p>
<p><strong>Paolo Ceraldi</strong></p>
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		<title>Famiglia o lavoro? Boom in Inghilterra delle mamme over 40</title>
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		<pubDate>Fri, 28 May 2010 06:00:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Magazine</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Prima la famiglia o la carriera? A quanto pare sono sempre più numerose le donne che nel nostro Paese mettono il successo lavorativo al primo posto, rimandando il progetto di un figlio oltre la soglia dei 40 anni (basti pensare a Monica Bellucci, che pochi giorni fa, all&#8217;età di 45 anni, ha dato alla luce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: normal;margin-bottom: 0cm;text-align: justify"><span style="font-size: small"><img class="alignleft size-medium wp-image-5480" title="321366A" src="http://www.cultumedia.it/wp-content/uploads/2010/05/Cherie-Blair-232x300.jpg" alt="321366A" width="232" height="300" />Prima la famiglia o la carriera? A quanto pare sono sempre più numerose le donne che nel nostro Paese mettono il successo lavorativo al primo posto, rimandando il progetto di un figlio oltre la soglia dei 40 anni (basti pensare a <a href="http://www.cultumedia.it/2010/04/monica-bellucci-il-diritto-di-essere-mamma/">Monica Bellucci</a>, che pochi giorni fa, all&#8217;età di 45 anni, ha dato alla luce Leonie). </span><span style="font-size: small">Il fenomeno però non riguarda solo il Bel Paese: <strong>il Regno Unito</strong> infatti, ha registrato un <strong>notevole incremento delle gravidanze tardive</strong>.<span id="more-5471"></span></span></p>
<p style="font-weight: normal;margin-bottom: 0cm;text-align: justify"><span style="font-size: small">Una ricerca dell&#8217;Ufficio Nazionale Statistiche della Gran Bretagna, ha portato alla luce un dato su cui riflettere: nel 2009 <strong>quasi 30 mila donne</strong>, in Inghilterra e Galles, hanno avuto un figlio a 40 anni e oltre. Nel Regno Unito non era mai stata registrata una cifra così consistente: quasi 30 mila mamme quarantenni, il doppio se confrontate a quelle del 1999, il triplo rispetto al 1989. La tendenza nel nostro Paese è simile: nel 1995 12 mila donne di 40 anni e più hanno partorito, nel 2008 il numero è salito a oltre 32 mila.</span></p>
<p style="font-weight: normal;margin-bottom: 0cm;text-align: justify"><span style="font-size: small">Sono molti i Paesi Occidentali interessati da questo fenomeno, proprio perché, essendo più sviluppati, danno la possibilità a molte donne di portare avanti una <strong>brillante carriera</strong>. Oltre a questo, le donne sono consapevoli del fatto che un lavoro di successo, possa garantire al futuro bambino un avvenire più sicuro e sanno che disporre di buone <strong>possibilità economiche</strong>, potrà permettere loro di farsi aiutare nella cura del piccolo, magari da una tata tuttofare.</span></p>
<p style="font-weight: normal;margin-bottom: 0cm;text-align: justify"><span style="font-size: small">Al fenomeno delle mamme che hanno superato gli “anta”, non contribuiscono soltanto le aspirazioni femminili: anche gli uomini hanno una loro dose di responsabilità. Il genere maschile di frequente allontana il progetto di creare una propria famiglia, a volte per <strong>paura di diventare marito/padre</strong>, spesso, come per le donne, per portare avanti una carriera.</span></p>
<p style="font-weight: normal;margin-bottom: 0cm;text-align: justify"><span style="font-size: small">Una <strong>“adolescenza prolungata”</strong>, che spesso si estende fino ai quarant&#8217;anni, ecco qual è la causa delle gravidanze tardive secondo gli psicologi. Adolescenza come voglia di ricerca, di evasione, di avventura, di spensieratezza: la stessa che si perde diventando genitore.</span></p>
<p style="font-weight: normal;margin-bottom: 0cm;text-align: justify">“<span style="font-size: small">E&#8217; l&#8217;effetto <strong>Cherie Blair</strong>” &#8211; ha commentato <strong>Tony Rutheford</strong>, Presidente della British Fertility Society &#8211; “Dopo che la First Lady rimase incinta a 45 anni, sono venute da me molte donne dicendo: <strong>“Posso farlo anche io”</strong>. Ma non è sempre così”.</span></p>
<p style="font-weight: normal;margin-bottom: 0cm;text-align: justify"><span style="font-size: small">di Marianna Camillò</span></p>
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		<title>Manovra da 24 miliardi : lo “sforzo disperato nel tentativo di salvare l’euro”</title>
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		<pubDate>Wed, 26 May 2010 06:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Magazine</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con un decreto legge speciale oggi il governo italiano varerà la manovra da 24 miliardi “necessaria per salvarci dal rischio Grecia” ha detto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta.
Senza mezzi termini, dopo le iniziali rassicurazioni di qualche settimana fa al vertice d’emergenza di Bruxelles, passa la linea del ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ritenuta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><img class="alignleft size-medium wp-image-5402" title="GIULIO TREMONTI" src="http://www.cultumedia.it/wp-content/uploads/2010/05/20100521_111205_63BBED59-1-287x300.jpg" alt="GIULIO TREMONTI" width="287" height="300" />Con un decreto legge speciale oggi il governo italiano varerà la <strong>manovra da 24 miliardi</strong> “necessaria per salvarci dal rischio Grecia” ha detto il <strong>sottosegretario alla Presidenza del Consiglio</strong>, <strong>Gianni Letta</strong>.</p>
<p>Senza mezzi termini, dopo le iniziali rassicurazioni di qualche settimana fa al vertice d’emergenza di Bruxelles, passa la linea del <strong>ministro dell’Economia</strong>, <strong>Giulio Tremonti</strong>, ritenuta l’unica plausibile dal <strong>Fondo Monetario Internazionale</strong> viste le pesanti condizioni del nostro debito pubblico.</p>
<p>La manovra del 2011-2012 è imperniata sui tagli alla spesa attuale, sulla lotta all’evasione fiscale e su un condono  edilizio, definito e ribattezzato “accertamento sulle case non censite”. “E’ lo sforzo disperato, ma spero vittorioso – ha detto Letta- che ci viene imposto da Bruxelles, così come anche a Spagna, Portogallo, Francia, Gran Bretagna e  Germania, nel tentativo di salvare l’euro”.</p>
<p>Se per il momento la manovra dei tagli non ha con certezza definito chi sarà coinvolto e chi no, sono invece già accese le polemiche mosse dai vari schieramenti politici. Così <strong>il leader dell’opposizione Pier Luigi Bersani</strong>, non crede a Tremonti e parla di “pasticcio” che non garantirà la stabilità dei nostri conti pubblici, mentre si prefigura un nuovo sciopero della <strong>Cgil </strong>che attraverso le parole della <strong>Segretaria confederale</strong>, <strong>Susanna Camusso</strong>, duramente afferma come “il governo ha negato finora la crisi e non dice la verità sul fatto che l’Europa ha richiesto la manovra perché non abbiamo i conti in ordine. Questi saranno tagli ai soliti noti.”</p>
<p>Intanto il <strong>Pd</strong> accoglie le parole di <strong>Giorgio Napolitano</strong> a proposito di “sacrifici equi che richiedono condivisione dell’opposizione”, con un pacchetto di proposte ma “a patto che – spiega il <strong>portavoce dell’Idv Leoluca Orlando</strong>- il Cavaliere venga alla Camera e apra un confronto vero”.</p>
<p>Dopo le rassicurazioni degli ultimi due anni sulla possibilità di uscire dalla crisi, gli avvertimenti dunque. Ma quali sono? Chi saranno i primi a doversi “sacrificare”?</p>
<p>Innanzitutto onorevoli deputati e senatori, con un sforbiciata da 1.400 euro a partire dal 2011 che, anche se non viene toccato il benefit per la libera circolazione aerea e ferroviaria, comporterebbe un risparmio di 15milioni 993 mila euro l’anno. Il piano ipotizza poi un <strong>taglio del 10% sulla retribuzione di tutti i funzionari e gli impiegati</strong> che superano il tetto dei 90mila euro l’anno e un servizio di lavoro gratuito per gli amministratori di enti locali che hanno un reddito lordo maggiore a 80mila euro.</p>
<p>Stop alle pensioni “baby” (57 anni) e <strong>innalzamento dell’età per gli uomini da 65 a 67 anni</strong> con la probabilità, per  chi matura nel 2011, di ritardare di un anno l’uscita. Avvitata anche la <strong>percentuale di invalidità</strong> per avere diritto alla pensione, che salirà dal 74% all’85%.</p>
<p>La manovra porterà poi al <strong>congelamento del contratto</strong> degli statali, al <strong>blocco delle assunzioni</strong> per università e ricerca e al taglio degli stipendi dei dirigenti, dei magistrati, dei docenti universitari e dei medici di base.</p>
<p>Infine <strong>le Regioni</strong> subiranno tagli per 4 miliardi e <strong>i Comuni</strong> per 800 milioni, con l’annessa riduzione dei componenti dei consigli di amministrazione delle società locali.</p>
<p>Quindi, se insieme a Regioni e Comuni, le pensioni daranno 1,6miliardi, il pubblico impiego 1 miliardo e la lotta all’evasione sociale insieme alle  sanatorie 3 miliardi, da dove proverrà il resto dei 24 miliardi?</p>
<p>di Chiara Privitera</p>
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		<title>G8 del 2001. Condannati in appello i vertici della Polizia per il pestaggio della Diaz</title>
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		<pubDate>Mon, 24 May 2010 07:47:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Magazine</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Amnesty International la definì “la più grande sospensione dei diritti democratici, in un paese occidentale, dalla fine della Seconda Guerra Mondiale ad oggi”. La notte del 21 luglio 2001, durante il G8 di Genova, i poliziotti del Reparto Mobile di Roma, guidati da Vincenzo Canterini, fecero irruzione nella scuola Diaz, picchiando e ferendo, prima di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft size-medium wp-image-5305" title="diaz" src="http://www.cultumedia.it/wp-content/uploads/2010/05/diaz-261x300.jpg" alt="diaz" width="261" height="300" />Amnesty International la definì “<strong>la più grande sospensione dei diritti democratici, in un paese occidentale,</strong> dalla fine della Seconda Guerra Mondiale ad oggi”. La notte del 21 luglio 2001, durante il G8 di Genova, i poliziotti del Reparto Mobile di Roma, guidati da Vincenzo Canterini, fecero <strong>irruzione nella scuola Diaz</strong>, picchiando e ferendo, prima di arrestarli tutti, i 93 manifestanti che vi albergavano.</p>
<p style="text-align: justify">Nel novembre 2008, il Tribunale di Genova condannò in primo grado lo stesso Canterini e 12 suoi sottoposti, mentre furono assolti i 16 superiori che ordinarono l’irruzione.</p>
<p style="text-align: justify">Il 18 maggio 2010, quella sentenza è stata ribaltata. <strong>I vertici della Polizia allora coinvolti sono stati tutti condannati dalla Corte di Appello del capoluogo ligure</strong>, con pene individuali che oscillano tra i 3 e i 4 anni di reclusione (più l’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni). Complessivamente, <strong>condanne superiori agli 85 anni di carcere per 25 dei 27 imputati</strong> in appello. Tra di essi, attuali pezzi grossi delle forze dell’ordine: Francesco Gratteri (oggi capo dell’Anticrimine), Giovanni Luperi (capo dipartimento analisi dell’Aisi), Gilberto Caldarozzi (direttore dello Sco), Spartaco Mortola (vicequestore vicario di Torino), tutti colpevoli di falso ideologico. Pena aumentata per Vincenzo Canterini e per gli altri giudicati in primo grado.</p>
<p style="text-align: justify">Quando si ricorda quella triste pagina di storia italiana, <strong>spesso ricorre il termine “macelleria messicana”.</strong> A coniarla fu uno dei funzionari imputati per i fatti della Diaz, Michelangelo Fournier, il quale proprio così definì la scena che gli presentò davanti la notte dell’irruzione, con <strong>sangue e terrore ovunque. </strong>Per la cronaca,<strong> tutti i giovani no global arrestati furono  poi prosciolti.</strong> La sentenza dell’appello ha anche stabilito che le due bottiglie molotov ritrovate nel blitz furono portate nella scuola da due dirigenti della polizia (Pietro Troiani e Michele Burgio), come pretesto per eseguire gli arresti.</p>
<p style="text-align: justify">Purtroppo, come al solito accade in Italia, gli esponenti del Governo e del Parlamento (maggioranza e opposizione) hanno commentato la notizia della sentenza facendone una questione di parte politica. Particolarmente preoccupanti sono le dichiarazioni del ministro dell’Interno, Maroni, e del suo sottosegretario, Mantovano, i quali hanno affermato che <strong>i soggetti condannati non saranno rimossi dalle proprie cariche.</strong> A tal proposito, ecco il commento dell’Associazione Giuristi Democratici: “La presunzione d&#8217;innocenza degli imputati sino a condanna definitiva non ha nulla a che vedere con la totale e incondizionata solidarietà espressa agli imputati. <strong>Le istituzioni rappresentano tutti i cittadini,</strong> ivi comprese le 93 persone massacrate e calunniate la notte della Diaz. A fronte della scarsa o nulla considerazione espressa nei confronti delle vittime, il Governo finisce per confermare la legittimità di quel blitz che è stato sempre difeso negli anni, ed anzi, <strong>molti dei funzionari oggi condannati sono stati promossi ad incarichi di maggiore responsabilità</strong>, a dimostrazione del fatto che chi agì quella notte aveva una piena copertura politica”.</p>
<p style="text-align: justify">Un giorno prima dell’assalto alla Diaz, moriva Carlo Giuliani. Lasciamo alle parole di suo padre la chiusura di questo articolo. Giuliano Giuliani: “Certo, <strong>molte condanne non avranno effetti perché i reati sono prescritti:</strong> gli accorciamenti dei tempi non aiutano soltanto il principale beneficiario delle leggi ad personam. <strong>Ma il valore della sentenza sta proprio nelle condanne per reati gravi accertati</strong>. Ora occorre attendere la sentenza di terzo grado, necessaria anche perché diventi operativa una parte della sentenza d’appello: quella che prescrive l’interdizione per cinque anni dai pubblici uffici degli imputati eccellenti. Capito? Vertici della polizia e dei servizi azzerati, <strong>un grave colpo anche per chi sta al di sopra di tutti, quel Gianni De Gennaro</strong> che, così si racconta, non sapeva, non commentava, non induceva a falsa testimonianza, insomma quasi ignorava che a Genova ci fosse un G8 con annesse manifestazioni no global! <strong>Un atto di coraggio, quello dei giudici della corte d’appello,</strong> di grande coraggio, così è stato detto. Ed è una considerazione sulla quale riflettere. Siamo davvero un Paese nel quale un atto di giustizia consapevole richiede, da parte di chi ha il dovere di compierlo, un grande coraggio? <strong>A questo siamo ridotti?</strong> A quando un’ autentica e diffusa rivolta morale per provare ad essere un Paese normale?”.</p>
<p style="text-align: justify">Paolo Ceraldi</p>
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		<title>Immigrati, non lasciateci soli</title>
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		<pubDate>Sat, 01 May 2010 07:30:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vanessa</dc:creator>
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		<category><![CDATA[immigrati]]></category>

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		<description><![CDATA[Cinquantatre le persone ferite il 7 gennaio del 2010, dopo la guerriglia urbana a Rosarno:  21 immigrati, 14 italiani, 10 agenti di polizia e 8 carabinieri. “Gli uomini neri” lamentavano condizioni inumane e  una paga quotidiana di 10 euro, per 12/14 ore di lavoro nei campi di agrumi.
Quel 7 gennaio, i subalterni parlarono, incendiando cassonetti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-4689" title="IMMIGRATI; NON LASCIATECI DA SOLI" src="http://www.cultumedia.it/wp-content/uploads/2010/04/IMMIGRATI-NON-LASCIATECI-DA-SOLI-275x300.jpg" alt="IMMIGRATI; NON LASCIATECI DA SOLI" width="275" height="300" />Cinquantatre le persone ferite il 7 gennaio del 2010, dopo la guerriglia urbana a <strong>Rosarno</strong>:  21 immigrati, 14 italiani, 10 agenti di polizia e 8 carabinieri. “Gli uomini neri” lamentavano condizioni inumane e  una paga quotidiana di 10 euro, per 12/14 ore di lavoro nei campi di agrumi.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-4688"></span>Quel 7 gennaio, i subalterni parlarono, incendiando cassonetti e distruggendo autovetture: dove l’integrazione è un affare da leghisti,  gli extracomunitari, è ovvio, non sanno la nostra lingua. Dai campi di lavoro, così, 440 stranieri furono deportati nei cpa di  Crotone e 269 in quello di Bari, galere di terza classe,  in letti sbrindellati, senza cibo ma con tanti topi. «<strong><em>Qua viviamo come gli animali, peggio dei cani</em></strong>», denuncia un video girato da Beseghaier Fahi nel cpa barese. Altri, &#8220;<em>prima in fuga dal nostro Paese d&#8217;origine in cui la situazione sociale ed economica non ci permette di vivere, poi da Rosarno dove siamo stati cacciati</em>&#8220;, hanno fondato a Roma l’<strong>Alar</strong> e ricordano Rosarno come una specie di deportazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli immigrati di Rosarno, sono circa 2.500. Algerini, marocchini e tunisini, sono quella “<em>forza lavoro che la letteratura internazionale ha ricondotto al sistema delle tre D ovvero individui che sono chiamati a prestare la propria opera in attività sporche, pericolose e faticose</em> (<em>dirty, dangerous, demanding; Oliviero Forti, Uomini senza qualità</em>)”.</p>
<p style="text-align: justify;">Hanno protestato nelle terre del <strong>Sud,</strong> dove “<em>le caratteristiche di un’economia che poggia su settori come l’agricoltura, la pesca o la pastorizia offre opportunità di inserimento lavorativo stagionale … In tale ambito lo sfruttamento lavorativo e l’alta ricattabilità di forza lavoro illegalmente presente sul territorio rendono spesso arduo il rivendicare anche diritti fondamentali e denunciare disparità di trattamento subite</em>” (Rapporto Caritas Migrantes 2007).</p>
<p style="text-align: justify;">A tre mesi di distanza, quella contestazione, porta al carcere trenta caporali, sia italiani sia extracomunitari, storica e camorristica figura di reclutamento-avviamento al lavoro, accusati, guarda caso, di schiavizzare i rivoltosi. Sequestrati, inoltre, 20 aziende e 200 terreni.</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>L’umanità si divide in due classi: uomini e caporali</em>”, blaterava Totò”, ma nessuno l’ha mai visto, quel film.  Una letteratura a riguardo, documentari a carico di associazioni umanitarie, e t’oh, tutti scendono dalla nuvole, non certo come i mandarini di Rosarno<strong>. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cassabile, Foggia, Pachino, Rosarno, Alcamo, </strong>sono alcuni dei lager postmoderni istituzionalizzati e legalizzati, dove schiavismo e capitalismo ben se se la intendono. Ma gli immigrati di Rosarno, quelli della “ragazzata” del 2010 hanno raccontato il senso della collettività, colpendo a bastonate, un sistema, quello italiano, dove il non vedo, non sento e non parlo, sono qualità omertose. Per un giorno, cittadini seppure senza cittadinanza, hanno arrestato la criminosità dei caporali e mostrato, non su un maxischermo, le contraddizioni di questo bel paese, fatto da chi muore di fame e chi magna e magna.</p>
<p style="text-align: justify;">In fondo, per <strong>Foucault</strong> i totalitarismi mangiavano sulla miseria e sulla povertà: “<em>L’organizzazione dei grandi partiti, lo sviluppo degli apparati polizieschi, l’esistenza di tecniche repressive (come i campi di lavoro), rappresentano un’eredità già bell’e fatta delle società occidentali liberali, che lo stalinismo e il fascismo non hanno dovuto far altro che raccogliere. E’ questa esperienza che ci obbliga a sollevare la questione del potere</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">E se a Rosarno, gli <strong>immigrati</strong> si sono opposti a questo potere, dobbiamo sperare che non ci lascino soli.</p>
<p>LINK:</p>
<p><a href="http://alar.noblogs.org/">http://alar.noblogs.org/</a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=o2tDLZ2XNog">http://www.youtube.com/watch?v=o2tDLZ2XNog</a></p>
<p style="text-align: justify;">Giovanna D&#8217;Ambrosio</p>
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		<title>Crisi nel PDL. Ma l&#8217;opposizione dorme</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 16:18:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Magazine</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politici]]></category>
		<category><![CDATA[Punto Società]]></category>
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		<category><![CDATA[Politica italiana]]></category>

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Mentre nel PDL sta succedendo di tutto, dalle parole di Fini, alle dimissioni di Bocchino, il PD sonnecchia. “Aprile dolce dormire”, sembra questa la posizione attuale del Partito Democratico. Eppure qualcosa sembrava si fosse mossa.
Un po&#8217; di giorni fa c&#8217;era stato un avvicinamento con Di Pietro, che aveva provato a mettere sul tavolo la proposta di trovare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P.sdfootnote { margin-left: 0.5cm; text-indent: -0.5cm; margin-bottom: 0cm; font-size: 10pt } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		A:link { so-language: zxx } 		A.sdfootnoteanc { font-size: 57% } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: justify"><span><span style="font-size: small"><img class="alignleft size-medium wp-image-4652" title="dalema-bersani-large" src="http://www.cultumedia.it/wp-content/uploads/2010/04/dalema-bersani-large-300x210.jpg" alt="dalema-bersani-large" width="300" height="210" />Mentre nel <strong>PDL</strong> sta succedendo di tutto, dalle parole di Fini, alle dimissioni di Bocchino, il <em><strong><span style="font-style: normal;">PD</span></strong><strong><span style="font-style: normal;"> sonnecchia</span></strong></em>. “Aprile dolce dormire”, sembra questa la posizione attuale del Partito Democratico. Eppure qualcosa sembrava si fosse mossa.<span id="more-4649"></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: justify"><span><span style="font-size: small">Un po&#8217; di giorni fa c&#8217;era stato un <strong>avvicinamento con Di Pietro</strong>, che aveva provato a mettere sul tavolo la proposta di trovare una persona carismatica di centro-sinistra, in modo da approfittare di questo auto-goal degli avversari.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: justify"><span><span style="font-size: small">Adesso, timidamente, Bersani cerca di aggiustare il proprio programma con “dieci parole”. Dopo tre anni di anonimato, un segretario cambiato e primarie a non finire, il PD tenta di darsi un profilo che, a quanto pare, non ha mai avuto. Tutto ciò, entro il 2011, ha dichiarato<a name="sdfootnote4anc"></a> Bersani. Naturalmente non si contestano le buone intenzioni, ma fino ad adesso <strong>il PD cosa è stato?</strong> E&#8217; possibile rimanere in uno stato perenne di lavori in corso?</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: justify"><span><span style="font-size: small"><!--more--></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: justify"><span><span style="font-size: small">Il fatto è che il PD, fin quando non si “sburocratizzerà”, non riuscirà mai a riprendersi tutti i voti <strong>dell&#8217;astensionismo</strong>, di cui è l&#8217;artefice e la vittima principale. Scrivo questo, perché per il PD pesano veramente tanto le <strong>“logiche di potere”</strong> e hanno creato una maglia pesantissima, da cui non riesce a smuoversi. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: justify"><span><span style="font-size: small">Mentre il PDL, con tutti i suoi limiti, riesce ad avere la dinamicità per inglobare movimenti estremi, come la <strong>Lega</strong>, o alleati esterni, come <strong>AN</strong>; il PD rimane chiuso nel suo mondo, fatto di argomentazioni che un elettore medio non riuscirebbe a capire e che minimamente lo toccano. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: justify">
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: justify">
<p><span><span style="font-size: small">di Mariano Belmonte</span></span><a name="sdfootnote3sym"></a></p>
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