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	<title>CULTUMEDIA Magazine &#187; I Speak Slang &#8211; di Karen Pristipino</title>
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	<description>Mensile di Cultura, Media, Società</description>
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		<title>PEACE Y’ALL! CONGEDARSI IN SLANG</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 14:38:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[I Speak Slang - di Karen Pristipino]]></category>
		<category><![CDATA[LIFE]]></category>
		<category><![CDATA[RUBRICHE]]></category>

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		<description><![CDATA[Il topic di questo mese focalizza l’attenzione sui modi di congedarsi  più usati in slang. 
Se vi siete persi il numero di Settembre fateci un salto  e date un’ occhiata alle espressioni più comunemente usate per salutare qualcuno. Così come avviene nel mondo dei saluti, anche i modi di congedarsi si distinguono per la loro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il topic di questo mese focalizza l’attenzione sui modi di congedarsi  più usati in <strong><em>slang.</em></strong> <span id="more-5508"></span></p>
<p>Se vi siete persi il <a href="http://www.cultumedia.it/2009/09/what&quot; http://www.cultumedia.it/2009/09/what’s-uuuuup/">numero di Settembre</a> fateci un salto  e date un’ occhiata alle espressioni più comunemente usate per salutare qualcuno. Così come avviene nel mondo dei <strong>saluti</strong>, anche i modi di <strong>congedarsi</strong> si distinguono per la loro unicità. Mettete da parte il solito <em>goodbye</em> (arrivederci) o la sua abbreviazione <em>bye</em> e lasciateli alle occasioni più formali, così come il comunissimo <em>take care</em> (letteralmente: abbi cura di te) o il vecchio e ormai disusato <em>cheers</em>.</p>
<p>Se volete essere <em>cool </em>ed amalgamarvi al resto dovrete adattarvi ai tempi e alle nuove espressioni.</p>
<p>Iniziamo la nostra carrellata con <em>later</em> (a dopo), abbreviazione di <em>see you later</em> (ci vediamo dopo), che non deve essere preso alla lettera. Tale saluto, infatti, non vuol dire che vedrete necessariamente quella persona in un secondo momento, è  semplicemente un modo di dire.</p>
<p><em>I gotta go to a meeting</em>.  Devo andare ad un appuntamento.</p>
<p><em>Ok, then</em>.  Ok allora.</p>
<p><em>Later.</em> A dopo!</p>
<p>Simile al tradizionale <em>take care</em> è  <em>be good</em>, che può essere considerato come il nostro “stammi bene”.</p>
<p><em>I’ll see you at the party on friday.</em> Ci vediamo alla festa venerdì.</p>
<p><em>Sure, be good.</em> Certo, stammi bene.</p>
<p>Molto usata è l’espressione <em>I’m out</em>, che sta per <em>I’m out of here </em>(letteralmente: “sono fuori di qua”, nel senso di “me ne vado”) usato anche nella variante <em>I’m off</em>.</p>
<p><em>I’m tired, I’m out. </em> Sono stanco, vado via.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cultumedia.it/wp-content/uploads/2010/05/hand-goodbye.jpg"><img class="size-medium wp-image-5509 alignleft" title="hand- goodbye" src="http://www.cultumedia.it/wp-content/uploads/2010/05/hand-goodbye-300x199.jpg" alt="hand- goodbye" width="300" height="199" /></a>Ovviamente avrete già sentito molto spesso il famosissimo <em>peace!</em>, abbreviazione di <em>peace out! </em>generalmente accompagnato dal gesto corrispondente in cui a pugno chiuso ci si batte due volte il petto per poi fare il consueto segno di pace con le dita a V.   <!--more--></p>
<p><em>I gotta go to work, guys</em>. Ragazzi, devo andare al lavoro.</p>
<p><em>No problem, peace!</em> Non c’è problema, ciao!</p>
<p>Altra espressione molto usata per congedarsi è <em>keep it real! </em>(nel senso di “sii te stesso”) che abbandona il significato originario per essere un semplice saluto.</p>
<p><em>Tell the fam I said hello.</em> Salutami la tua famiglia.</p>
<p><em>Ok then, keep it real!</em> Ok allora, ciao!</p>
<p><em>Easy </em>(letteralmente: “facile”), è abbreviato per <em>be easy</em> o <em>take it easy,</em> nel senso di star calmi, non stressarsi o preoccuparsi che però è usato frequentemente anche per congedarsi.</p>
<p><em>That was such a nice concert</em>.  Il concerto è stato davvero bello.</p>
<p><em>Yeah, it’s late now, I’m heading home</em>.  Si, si è fatto tardi però, vado a casa.</p>
<p><em>Easy.</em> Ciao.</p>
<p>Questo è tutto&#8230;&#8230;<em>Peace!</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p>di Karen Pristipino</p>
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		<title>Crazy slang: part II</title>
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		<pubDate>Sat, 01 May 2010 07:30:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vanessa</dc:creator>
				<category><![CDATA[I Speak Slang - di Karen Pristipino]]></category>
		<category><![CDATA[RUBRICHE]]></category>

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		<description><![CDATA[Come anticipato nel numero di Aprile, ritorniamo alle prese con varie espressioni che vengono utilizzate di frequente al posto del termine crazy.
Anche in questo caso gli americani sanno essere molto metaforici allo scopo di rendere il significato delle loro espressioni slang il più possibile comprensibili all’interlocutore di turno.
Se qualcuno vi dice: “Your taco is not [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-4695" title="01_05_2010_Rubrica Io speak salng di Karen Pristipino" src="http://www.cultumedia.it/wp-content/uploads/2010/04/01_05_2010_Rubrica-Io-speak-salng-di-Karen-Pristipino-245x300.jpg" alt="01_05_2010_Rubrica Io speak salng di Karen Pristipino" width="245" height="300" />Come anticipato nel numero di <a href="../2010/03/crazy-slang/">Aprile</a>, ritorniamo alle prese con varie espressioni che vengono utilizzate di frequente al posto del termine crazy.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-4694"></span>Anche in questo caso gli americani sanno essere molto metaforici allo scopo di rendere il significato delle loro espressioni slang il più possibile comprensibili all’interlocutore di turno.</p>
<p style="text-align: justify;">Se qualcuno vi dice: “Your taco is not wrapped too tight”, non pensate che stia parlando della vostra cena messicana, vi sta chiamando crazy. Letteralmente: “Il tuo taco non è ben chiuso”, riferito, ovviamente, al piatto tipico messicano, composto da una tortilla di farina con ripieno.</p>
<p style="text-align: justify;">You got a screw lose. Letteralmente: “Hai una vite allentata”, in realtà sarebbe l’equivalente del nostro “Ti manca una rotella”.</p>
<p style="text-align: justify;">He ain’t got it all. Potrebbe essere tradotta con “Gli manca qualcosa”.</p>
<p style="text-align: justify;">One fry short of a Happy Meal. Al suo Happy Meal manca una patatina, con chiaro riferimento alla nota catena di fast food McDonald’s.</p>
<p style="text-align: justify;">One card short of a deck. Gli manca una carta per fare un mazzo. Questa  espressione si può anche trovare nella forma He’s not playing with a full deck, ovvero, “Non gioca con un mazzo di carte completo”.</p>
<p style="text-align: justify;">The lights are on but nobody is home. Le luci sono accese ma non c’è nessuno in casa, riferito sempre in modo figurato al cervello della persona di cui si sta parlando. Questo stesso concetto  è utilizzato anche in His elevator doesn’t go all the way to the top, ovvero, “Il suo ascensore non arriva all’ultimo piano”.</p>
<p style="text-align: justify;">He’s out to lunch. È uscito fuori a cena.</p>
<p style="text-align: justify;">He’s in the shallow end of the pool. È nella parte della piscina in cui l’acqua è bassa.</p>
<p style="text-align: justify;">He’s rowing with only one paddle. Sta remando con un remo solo, espressione che si riconnette alla metafora della barca come in “He has only one oar in the water”, cioè, “ha solo un remo in acqua”.</p>
<p style="text-align: justify;">He has no tools in his shed. La sua cassetta degli attrezzi è vuota.</p>
<p style="text-align: justify;">He must be off their meds. Deve  aver smesso di prendere le sue medicine.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa è un’espressione che deve essere usata con cautela in circostanze particolari perché piuttosto offensiva più che divertente.</p>
<p style="text-align: justify;">Per ultimo, un detto tratto da una vecchia canzone del gruppo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cypress_Hill">Cypress Hill</a> “Insane in the brain”, classico dell’ Hip Hop americano, da cui è stata ricavata l’espressione “insane in the membrane”, “insano nel cervello”, usata per indicare qualcosa che va addirittura oltre il semplice essere pazzo.</p>
<p>di Karen Pristipino</p>
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		<title>CRAZY SLANG</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Mar 2010 15:58:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[I Speak Slang - di Karen Pristipino]]></category>
		<category><![CDATA[RUBRICHE]]></category>

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		<description><![CDATA[Missione del mese: sostituire la parola crazy.
Lasciate perdere il vecchio vocabolario, il termine crazy è overrated, ovvero  superato. Se volete essere cool dovrete sostituire questa parola con termini ed espressioni che vengono oggi comunemente usati.
Oltre ai termini più classici quali crazed, mad o maddened (impazzito), insane (insano), deranged (disturbato), foolish, psycho, esistono termini più stravaganti.
Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cultumedia.it/wp-content/uploads/2010/03/01_04_2010_rubrica-io-speak-slang-di-Karen-Pristipino.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3837" title="01_04_2010_rubrica io speak slang di Karen Pristipino" src="http://www.cultumedia.it/wp-content/uploads/2010/03/01_04_2010_rubrica-io-speak-slang-di-Karen-Pristipino-300x300.jpg" alt="01_04_2010_rubrica io speak slang di Karen Pristipino" width="300" height="300" /></a>Missione del mese: sostituire la parola <strong><em>crazy</em></strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Lasciate perdere il vecchio vocabolario, il termine <em>crazy</em> è <em>overrated</em>, ovvero  superato. Se volete essere <em>cool</em> dovrete sostituire questa parola con termini ed espressioni che vengono oggi comunemente usati.<span id="more-3836"></span></p>
<p>Oltre ai termini più classici quali <em>crazed</em>, <em>mad </em>o <em>maddened</em> (impazzito), <em>insane</em> (insano), <em>deranged</em> (disturbato), <em>foolish</em>, <em>psycho</em>, esistono termini più stravaganti.</p>
<p>Il modo probabilmente più usato per definire qualcuno o qualcosa come pazzo è <em>nuts</em>, letteralmente noccioline, usato anche nella variante <em>nutty</em>. Tutti ricorderanno il film “<em>The nutty professor</em>”, “Il professore matto” con <strong>Eddie Murphy</strong>.</p>
<p><em>After listening to him Marc went totally nuts</em>. Dopo averlo ascoltato Marc è andato giù di matto.</p>
<p><em>Why are you getting nutty on me?</em> Perché stai facendo il pazzo?</p>
<p><em>Loony</em> è un altro aggettivo molto in voga a riguardo la cui origine ci sono pareri discordanti. Alcuni sostengono sia un’ abbreviazione di <em>lunatic</em> (lunatico), altri pensano venga da <em>loon</em>, una  tipologia di oca che emette un grido particolare durante la caccia. Da qui l’espressione <em>crazy as a loon </em>(pazzo come un&#8217; oca).</p>
<p>Altri ancora credono derivi dalla famosissima serie animata <em>Looney Tunes</em> della <em>Warner Bros</em>. A questa sarebbe connesso anche il termine <em>daffy</em> (pazzo), da <em>Daffy Duck</em>, il popolare papero nero che soffre di sdoppiamento della personalità.</p>
<p><em>Steve needs to quit acting so loony</em>.  Steve deve smetterla di comportarsi da fuori di testa.</p>
<p><em>I can’t believe Mary is so daffy!</em> Non riesco a credere che Mary sia così pazza!</p>
<p>Anche <em>bonkers</em> è un termine di origine incerta, probabilmente risalente alla Seconda Guerra Mondiale dal termine<em> bonk </em>( parola onomatopeica per indicare un colpo alla testa).</p>
<p><em>What did you do? I went absolutely bonkers. </em> Cosa hai fatto? Sono diventato completamente pazzo.</p>
<p>Il termine <em>cuckoo</em> viene dalla corrispondente specie di uccelli appartenente alla famiglia dei passeri: il tipico uccello da orologio a cucù, per intenderci.</p>
<p><em>After studying so much I went cuckoo</em>.  Dopo aver studiato così tanto non ci capisco più niente, sono diventato pazzo.</p>
<p>Di uso abbastanza comune è il termine <em>loco</em>, di etimologia spagnola, essendo lo spagnolo la seconda lingua più parlata dopo l’inglese.</p>
<p><em>Do you think he’s a little loco?</em> Pensi che sia un pò fuori di testa?</p>
<p>Esistono inoltre diverse espressioni molto comuni nel parlato che hanno tutte lo stesso significato e sono intercambiabili: <em>freak out</em>, f<em>lip out</em>, <em>go crazy</em>, <em>go bananas,</em> <em>lose it</em> ( da <em>to lose one’s mind</em>, ovvero, perdere la testa.)</p>
<p><em>When the plane started shaking that lady freaked out</em>. (<em>-flipped out</em>, <em>-went crazy,</em> <em>-went bananas</em>, <em>lost it</em>.)  Quando l’aereo ha attraversato la turbolenza quella signora è impazzita.</p>
<p>Particolare attenzione si deve porre al termine <em>bananas</em> che può essere inteso come diventare pazzi o usato come aggettivo per indicare qualcosa di grandioso.</p>
<p><em>She lost her phone and went bananas</em>. Ha perso il telefono ed è impazzita.</p>
<p><em>Last night concert was bananas!</em> Il concerto di ieri sera era davvero incredibile!</p>
<p>Questi sono solo alcuni modi di dire “pazzo”, ci sono altre e numerose espressioni davvero interessanti e curiose  di cui parleremo nel prossimo numero&#8230;.<em>Stay tuned!</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p>di Karen Pristipino</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>L’ ARTE DEL RIMORCHIO: PICK UP LINES</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 09:13:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[I Speak Slang - di Karen Pristipino]]></category>
		<category><![CDATA[RUBRICHE]]></category>

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		<description><![CDATA[Il bar, la discoteca, la strada, il supermercato&#8230;.ogni luogo è un potenziale posto ideale per incontrare persone che stuzzicano la vostra curiosità. Ma cosa dire per rompere il ghiaccio?   
Beh, negli USA i ragazzi tendono ad essere molto creativi.
Esistono delle frasi fatte, chiamate pick up lines, che vengono utilizzate proprio allo scopo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cultumedia.it/wp-content/uploads/2010/03/pick-up.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2716" title="pick up" src="http://www.cultumedia.it/wp-content/uploads/2010/03/pick-up.jpg" alt="pick up" width="228" height="300" /></a>Il bar, la discoteca, la strada, il supermercato&#8230;.ogni luogo è un potenziale posto ideale per incontrare persone che stuzzicano la vostra curiosità. Ma cosa dire per rompere il ghiaccio?   <span id="more-2713"></span></p>
<p>Beh, negli <em>USA</em> i ragazzi tendono ad essere molto creativi.</p>
<p style="text-align: justify;">Esistono delle frasi fatte, chiamate <strong><em>pick up lines</em></strong>, che vengono utilizzate proprio allo scopo di <em>pick up</em>, ovvero <strong>rimorchiare</strong>. Sfortunatamente essendo queste appunto frasi fatte, il risultato è spesso <em>corny,</em> banale, o <em>lame,</em> superficiale, come direbbero gli americani. Ma se riuscite a strappare un sorriso a qualcuno il gioco è quasi fatto.</p>
<p>Alcuni puntano sulla tattica delle lusinghe:</p>
<p><em>For a moment I thought I had died and gone to Heaven.</em> Per  un attimo ho pensato di esser morto ed essere in Paradiso.</p>
<p><em>Sorry but you owe me a drink. (Why?) Because I dropped mine when I looked at you. </em> Scusa ma mi devi un drink. Perché? Perché il mio mi è caduto appena ti ho vista.</p>
<p><em>You are so beautiful you made me forget my pick up line. </em> Sei così bella da avermi fatto dimenticare la mia battuta.</p>
<p><em>You shouldn’t wear make up. It’s messing with perfection.</em> Non dovresti truccarti, così rovini la perfezione.</p>
<p><em>If being sexy was a crime you would be guilty as charged.</em> Se essere sexy fosse un crimine ti  condannerebbero.</p>
<p><em>There isn’t a word in the dictionary for how good you look. </em>Non c’è termine nel vocabolario per definire la tua bellezza.</p>
<p><em>I didnt know angels could fly so low.</em> Non sapevo che gli angeli volassero così in basso.</p>
<p><em>Excuse me but I think I dropped something. My jaw. </em>Scusa mi è caduto qualcosa, la mia mascella.</p>
<p>Ci sono poi frasi più dirette e più fisiche:</p>
<p><em>You look cold, you want to use me as a blanket?</em> Sembra che tu abbia freddo, mi vuoi usare come coperta?</p>
<p><em>Is your name “swiffer”? Cause you swept me off my feet.</em> Ti chiami “swiffer” perché mi hai letteralmente spolverato via!</p>
<p><em>Is your last name “Gillette”? Cause you are the best a man can get.</em> Il tuo cognome è “Gillette”? Perché sei il meglio che un uomo possa avere.</p>
<p><em>Are you going to kiss me or I have to lie to my diary? </em> Mi bacerai o dovrò mentire al mio diario  segreto?</p>
<p><em>Something is wrong with my cell phone. Im missing your number.</em> Il mio cellulare ha qualcosa che non và: mi manca il tuo numero.</p>
<p><em>I hope you know CPR cause you take my breath away.</em> Spero tu sappia fare la respirazione bocca a bocca perché mi  togli il respiro.</p>
<p>E non possono mancare le frasi più romantiche:</p>
<p><em>Hello, Cupid called and said I need my heart back.</em> Ciao, ha chiamato Cupido e ha detto che mi devi ridare il mio cuore.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Here’s the key to my car, my house and my heart.</em> Tieni, qui ci sono le chiavi della mia macchina, della mia casa e del mio cuore.</p>
<p><em>I don’t know you but I love you already.</em> Non ti conosco neppure e già ti amo.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Are you religious? Cause you are the answer to all my prayers.</em> Sei credente? Perché tu sei la risposta a tutte le mie preghiere.</p>
<p style="text-align: justify;">La lista delle <em>pick up lines </em>è davvero molto lunga. Non considerate queste frasi come un manuale d’amore o la risposta alla vostra timidezza. Sappiate che esistono ma il loro scopo è comunque quello di far sorridere&#8230;nessuno vi prenderebbe sul serio e la prima impressione, si sa, è tutto!</p>
<p>Per rendere l’idea, c’è un video molto popolare negli <em>USA</em> in cui si ironizza sulle <em>pick up lines:</em></p>
<p style="text-align: center;"><!-- Smart Youtube --><span class="youtube"><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/ILbS7K2iF70&amp;rel=1&amp;color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><embed wmode="transparent" src="http://www.youtube.com/v/ILbS7K2iF70&amp;rel=1&amp;color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="355" ></embed><param name="wmode" value="transparent" /></object></span></p>
<p><em><span style="text-decoration: underline;">“Can i get your number?”</span></em></p>
<p><em><span style="text-decoration: underline;"> </span></em></p>
<p>di Karen Pristipino</p>
<p><map name='google_ad_map_2713_1e6aa0fb8a8e36ff'>
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		<title>PARTY LIKE A ROCKSTAR!</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 14:52:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[I Speak Slang - di Karen Pristipino]]></category>
		<category><![CDATA[LIFE]]></category>
		<category><![CDATA[RUBRICHE]]></category>

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		<description><![CDATA[Ready to party?
Ecco tutte le espressioni slang che dovete sapere per prepararvi al divertimento e al tempo libero negli USA in modo da poter interagire come dei veri e propri statunitensi.
Se c&#8217;è una cosa che gli americani adorano fare  è sicuramente hang out.
 Hang out è l’espressione più utilizzata per indicare l’uscita in compagnia di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.cultumedia.it/wp-content/uploads/2010/01/feste_party.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2112" style="margin: 5px 10px;" title="Cocktail party" src="http://www.cultumedia.it/wp-content/uploads/2010/01/feste_party-300x224.jpg" alt="Cocktail party" width="300" height="224" /></a>Ready to <strong>party</strong>?</em></p>
<p style="text-align: justify;">Ecco tutte le espressioni <strong><em>slang</em></strong> che dovete sapere per prepararvi al divertimento e al tempo libero negli USA in modo da poter interagire come dei veri e propri statunitensi.<span id="more-2111"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Se c&#8217;è<strong> </strong>una cosa che gli americani adorano fare  è sicuramente <strong><em>hang out</em></strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><em> Hang out</em> è l’espressione più utilizzata per indicare l’uscita in compagnia di amici ma può assumere diverse sfaccettature.</p>
<p style="text-align: justify;">Pare che il termine esistesse già nel 1816, usato dal poeta inglese  <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/John_Keats"><strong><span style="text-decoration: underline;">John Keats</span></strong></a>, con la stessa connotazione che gli viene oggi attribuita. L’autore, infatti, usava l’espressione come <em>slang </em>dell’epoca per indicare il “fermarsi in una taverna” per bere qualcosa o semplicemente trascorrere del tempo in compagnia.</p>
<p style="text-align: justify;">È proprio in questo senso che <em>hang out</em> viene utilizzato oggi, come sinonimo di <em>partying</em>,  &#8220;far festa&#8221;, anche se molte volte il suo significato viene ampliato fino ad essere paragonato al <strong><em>dating</em></strong><em>.</em> Tale termine si usa per indicare quello che noi definiremmo “uscire insieme” in un contesto di frequentazione tra due persone con l’intento di avere una relazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Hang out</em> invece,  è<strong> </strong>meno serio del <em>dating</em>, può essere considerato come la fase iniziale di una conoscenza, il periodo in cui ci si esplora a vicenda.</p>
<p style="text-align: center;"><!-- Smart Youtube --><span class="youtube"><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/k3LOSTpkrO4&amp;rel=1&amp;color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><embed wmode="transparent" src="http://www.youtube.com/v/k3LOSTpkrO4&amp;rel=1&amp;color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="355" ></embed><param name="wmode" value="transparent" /></object></span></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Esattamente  allo stesso modo viene usata l’espressione <strong><em>hook up</em></strong> che  potrebbe significare incontrarsi con gli amici o per un appuntamento romantico.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Hang out</em> viene spesso utilizzato anche come “parola in codice” , specialmente fra <em>teenagers</em>, per indicare <strong><em>make out</em></strong>, ovvero, il “sbaciucchiarsi”.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Il termine unico <em>hangout</em>, invece, non è un errore grammaticale ma diventa semplicemente il corrispettivo di <em>hang out spot</em>, ovvero “un luogo di ritrovo”, che potrebbe essere un bar, <em>lounge</em>, pub o un club.</p>
<p style="text-align: justify;">Un&#8217; altra espressione molto usata, specialmente dopo una notte di <em>hanging out</em>, è<strong><em> hangover.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217; <em>hangover </em>è<strong> </strong>uno stato fisico che indica  la spiacevole sensazione conseguente all’aver bevuto qualche drink di troppo.</p>
<p style="text-align: justify;">A volte <em>hang out</em> può essere considerato semplicemente come sinonimo di <strong><em>chilling</em></strong>, ovvero non un’azione specifica ma semplicemente un qualcosa di indefinito che potrebbe estendersi dal rilassarsi, star seduto a guardare la tv, al chiacchierare con gli amici, bere qualcosa o fare una passeggiata.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Chilling</em> è anche la tipica risposta che viene usata quando si chiede a qualcuno cosa stia facendo.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em>What you up to?</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Chilling, man.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Cosa stai facendo?</p>
<p style="text-align: justify;">Niente.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella <em>West Coast</em> l’espressione <em>hang out</em> viene spesso sostituita da <strong><em>kick it</em></strong>, con lo stesso identico significato di rilassarsi e non far niente di specifico.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em>Let&#8217;s kick it sometimes</em></p>
<p style="text-align: justify;">Vediamoci un giorno di questi.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche <strong><em>get together</em></strong> è un sinonimo di <em>hang out</em> ed esprime al meglio il significato di “riunirsi”, “incontrarsi”.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>We are getting together tonight at 8.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Ci vediamo stasera alle 8.</p>
<p style="text-align: justify;">Se le vostre intenzioni sono invece quelle di far serata in discoteca allora direte: “<em>let&#8217;s get it in”</em> o “<em>we are gonna go hard”</em>, che non hanno una vera e propria traduzione letterale ma che esprimono la volontà di esagerare con i festeggiamenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>When you come visit me we&#8217;ll get it in!</em></p>
<p style="text-align: justify;">Quando verrai a trovarmi faremo festa!</p>
<p style="text-align: justify;">Detto questo, fate tesoro di tutte queste espressioni e sarete<em> ready  to party like a rockstar!</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">di Karen Pristipino</p>
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		<title>Web slang</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 15:47:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[I Speak Slang - di Karen Pristipino]]></category>
		<category><![CDATA[RUBRICHE]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>

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		<description><![CDATA[Il linguaggio del web, si sa, va di pari passo con i cambiamenti del parlato e si arricchisce sempre più di neologismi e spesso abbreviazioni che rendono la comunicazione più veloce e diretta.
Anche lo slang americano non si sottrae a queste novità che nascono inizialmente nei messaggi sms e si diffondono poi nelle chat, nelle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cultumedia.it/wp-content/uploads/2009/12/01_12_2009_rubrica-Io-speak-slang_karen-pristipino.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1437" title="01_12_2009_rubrica Io speak slang_karen pristipino" src="http://www.cultumedia.it/wp-content/uploads/2009/12/01_12_2009_rubrica-Io-speak-slang_karen-pristipino-300x252.jpg" alt="01_12_2009_rubrica Io speak slang_karen pristipino" width="300" height="252" /></a>Il linguaggio del <strong>web</strong>, si sa, va di pari passo con i cambiamenti del parlato e si arricchisce sempre più di neologismi e spesso abbreviazioni che rendono la comunicazione più veloce e diretta.<span id="more-1436"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Anche lo slang americano non si sottrae a queste novità che nascono inizialmente nei messaggi <strong>sms</strong> e si diffondono poi nelle <strong>chat</strong>, nelle <strong>email</strong> fino ad arrivare alla comunicazione web in generale, ovvero ai siti web informativi che siano riviste <strong>online</strong> di gossip  o cronaca.</p>
<p style="text-align: justify;">La natura delle parole inglesi di per sé ricca di consonanti dà origine a delle sigle quasi impossibili da pronunciare ed usare nel parlato. È come se fosse nato una sorta di slang del web che si è diffuso in modo rapido specialmente fra i giovani e che viene spesso associato a delle <strong>emoticons</strong>, le cosiddette “faccine” usate per esprimere sensazioni ed espressioni.</p>
<p style="text-align: justify;">È difficile trovare qualcuno che non sappia il significato di questi <strong>acronimi</strong> anche se la lista si allunga quasi mensilmente.</p>
<p style="text-align: justify;">Il più diffuso è senza dubbio <strong>LOL</strong> da <em>laughing out loud</em> che potrebbe essere tradotto con “ridere a squarciagola” e che ha ormai da tempo sostituito l’onomatopeico  “hahaha”. Questo è  solo uno dei tanti modi in cui si esprime la risata online. Gli si affiancano infatti  <strong>LMAO</strong>, <em>laughing my ass off, </em>traducibile con un meno volgare “mi sto scompisciando dalle risate” e <strong>ROTFL</strong>, <em>rolling on the floor laughing,</em> letteralmente “rotolarsi  a terra dalle risate”.</p>
<p style="text-align: justify;">Per esprimere incredulità o sorpresa si può usare <strong>OMG</strong>, ovvero, <em>Oh my God!</em>, l’equivalente del nostro “oh Dio mio!”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>BTW</strong> invece sta al posto di <em>by the way</em>, “a proposito”.</p>
<p style="text-align: justify;">Se state chattando con un vostro amico e gli avete detto qualcosa con cui non è  d’accordo vi scriverà <strong>SMH</strong> da <em>shake my head</em>, ovvero, “scuotere la testa in senso di disaccordo”.</p>
<p style="text-align: justify;">Se nel mezzo della conversazione ci si deve assentare per qualche minuto si usa <strong>BRB, </strong><em>be right back</em>, l’equivalente del nostro “torno subito”.</p>
<p style="text-align: justify;">Se vi si chiede di far qualcosa<strong> ASAP</strong> vuol dire che la si deve fare al più presto possibile, ovvero, <em>as soon as possible</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>FYI</strong> è  un altro acronimo molto usato che sta per <em>for your info</em>, “per tua informazione”, mentre <strong>TMI</strong> sta per <em>too much info</em> “troppe informazioni” e si usa nel caso in cui qualcuno stia sproloquiando, fornendo troppe informazioni di cui non volevate realmente essere a conoscenza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>TTYL</strong> si usa spesso a fine conversazione al posto di <em>talk to you later</em>, ovvero, “ci sentiamo più tardi”.</p>
<p style="text-align: justify;">Molti personaggi hollywoodiani o cantanti nello ringraziare i fans spesso concludono le loro lettere con <strong>XOXO</strong>. Questo in realtà non e un acronimo ma semplicemente una sorta di disegno che sta ad indicare <em>kisses</em> and <em>hugs</em> ovvero baci e abbracci. La “X” indicherebbe le labbra socchiuse per baciare mentre la “O” indicherebbe le braccia che si uniscono in un abbraccio. Alcuni sostengono invece che tale trascrizione sia più fonica che visiva poiché la “X” ha un suono simile a <em> kiss </em>(bacio) e la “O” simile al verbo <em>hold</em> (abbracciare).</p>
<p style="text-align: justify;">L’elenco si arricchisce di altre sigle meno convenzionali e anche meno conosciute che ognuno aggiunge al proprio vocabolario rischiando però di non essere compreso.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">di Karen Pristipino</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Thanksgiving: Il giorno del tacchino</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 22:59:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[I Speak Slang - di Karen Pristipino]]></category>
		<category><![CDATA[RUBRICHE]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 26 novembre cade l’annuale festa del Giorno del Ringraziamento. Milioni di americani si accingono a trascorrere questo giorno tra i familiari come in una sorta di Natale anticipato, in occasione del quale si prestano ad offrire un pasto caldo ai più bisognosi.
Il Thanksgiving Day risale al 1863 quando il Presidente Abramo Lincoln decise di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cultumedia.it/wp-content/uploads/2009/11/Thanksgiving-feast2.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1413" title="Thanksgiving- feast" src="http://www.cultumedia.it/wp-content/uploads/2009/11/Thanksgiving-feast2-150x150.jpg" alt="Thanksgiving- feast" width="150" height="150" /></a>Il <strong>26 novembre</strong> cade l’annuale festa del <strong>Giorno del Ringraziamento</strong>. Milioni di americani si accingono a trascorrere questo giorno tra i familiari come in una sorta di Natale anticipato, in occasione del quale si prestano ad offrire un pasto caldo ai più bisognosi.<span id="more-1365"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>Thanksgiving Day</strong> risale al 1863 quando il P<strong>residente Abramo Lincoln</strong> decise di rendere la commemorazione ufficiale, facendola coincidere con il quarto giovedì di novembre anche se in <strong>Canada </strong>viene celebrato il secondo lunedì di ottobre.</p>
<p style="text-align: justify;">Il significato di questa festa  è un ringraziamento per tutto ciò che si ha: salute, famiglia, lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">Inizialmente il Giorno del Ringraziamento fu istituito in ricordo dei <strong>Padri Pellegrini s</strong>barcati nel 1620 nell’inospitale territorio americano dell’odierno <strong>Massachusetts</strong>. I pionieri partiti dall’Inghilterra affrontarono con molta fatica la rigidità delle temperature invernali e le ostilità con i Nativi Americani. Proprio per questi ultimi tale giorno non è mai stato un giorno di festa ma piuttosto una commemorazione dei defunti in conseguenza allo sterminio della propria gente.</p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante non sia precisamente documentato che i Padri Pellegrini abbiano celebrato la loro buona sorte con un pranzo a base di tacchino questo resta l’elemento caratteristico di tale giorno, tanto che oggi al tradizionale  augurio “Happy Thanksgiving” (<strong>Buon Giorno del Ringraziamento</strong>) si è aggiunto “<strong>Happy Turky Day</strong>” (Felice giorno del tacchino).</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni anno gli americani consumano 40.000.000 tacchini  che vengono accompagnati da una serie di <strong>piatti tipici</strong>: <strong>pumpkin pie</strong> (torta di zucca), <strong>smocked ham</strong> (prosciutto affumicato al miele), <strong>stuffing </strong>(una sorta di ripieno di pan grattato), <strong>yams </strong>(patate dolci con cannella), <strong>greens </strong>(una verdura simile agli spinaci), <strong>corn </strong>(mais) e <strong>cranberries </strong>(mirtilli).</p>
<p style="text-align: justify;">Il Giorno del Ringraziamento viene celebrato anche nel vicino  <strong>Porto Rico</strong>, dove, così come nelle strade statunitensi, si svolgono delle parate con tanto di bande musicali, spettacoli teatrali e giochi per bambini.</p>
<p style="text-align: justify;">Qualche giorno prima del Thanksgiving Day si ha la “Presentazione Nazionale del tacchino del Ringraziamento” durante la quale il <strong>Presidente americano grazia due tacchini</strong>, che sfuggono alla loro sorte di portata principale. I due fortunati saranno imbarcati su un volo di prima classe da <strong>Washington a Los Angeles</strong> e uno dei due godrà addirittura dell’onore di aprire la parata di <strong>Disneyland</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">A partire dal 2003 i cittadini statunitensi hanno la possibilità di votare il nome da assegnare ai  tacchini collegandosi al sito ufficiale della <strong>Casa Bianca</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Non può essere tralasciato poi il tanto atteso Black Friday, ovvero il venerdì successivo al Giorno del Ringraziamento, durante il quale si svolge la svendita più vantaggiosa dell’anno. Ed è proprio in questo giorno che gli americani si dedicano ad uno spericolato shopping natalizio.</p>
<p>di Karen Pristipino</p>
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		<title>Nicknames. Dude o Shorty?</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 16:49:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[I Speak Slang - di Karen Pristipino]]></category>
		<category><![CDATA[RUBRICHE]]></category>
		<category><![CDATA[GRANDE FRATELLO]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>

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		<description><![CDATA[ Se seguite il programma televisivo  Grande Fratello sicuramente i nomignoli Chicco, Vecchio o Pio Pio non vi suoneranno poco familiari. Ma come vengono tradotti questi  soprannomi in slang americano? La risposta è piuttosto variegata.
Gli americani adorano i soprannomi e li usano con molta frequenza  nei loro discorsi, riferendosi a sconosciuti e non. Sono un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.cultumedia.it/wp/wp-content/uploads/2009/11/Dude-Wheres-My-Car.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1253" title="Dude Where's My Car" src="http://www.cultumedia.it/wp/wp-content/uploads/2009/11/Dude-Wheres-My-Car-300x277.jpg" alt="Dude Where's My Car" width="300" height="277" /></a> Se seguite il programma televisivo  <span style="text-decoration: underline;"><a href="../2009/11/grande-fratello-10">Grande Fratello </a></span>sicuramente i nomignoli <strong>Chicco</strong>, <strong>Vecchio</strong> o <strong>Pio Pio</strong> non vi suoneranno poco familiari. Ma come vengono tradotti questi  soprannomi in slang americano? La risposta è piuttosto variegata.<span id="more-1246"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Gli americani adorano i soprannomi e li usano con molta frequenza  nei loro discorsi, riferendosi a sconosciuti e non. Sono un modo per rendere più colorita una frase, dimostrare la propria antipatia o simpatia nei confronti di qualcuno o aggiungere una nota di sarcasmo a ciò che si sta dicendo, esattamente come nella lingua italiana.</p>
<p style="text-align: justify;">Negli <strong>U.S.A.</strong> esistono diversi modi di rivolgersi a qualcuno, parole diverse che cambiano addirittura allo spostarsi da uno stato all’altro.</p>
<p style="text-align: justify;">Apre la lista la parola <strong><em>shorty</em></strong>, spesso pronunciata nella forma più dialettale <em>shawty</em> o <em>shortie</em>. Traduzione letterale ovvia è  “piccoletto”, quello che non è  affatto ovvio è  invece il modo in cui viene contestualizzato. <em>Shorty</em> viene usato prevalentemente negli stati del sud e trova la sua definizione più alta nella città di Atlanta.</p>
<p style="text-align: justify;">Inizialmente il termine veniva usato indicando non necessariamente una persona di statura bassa ma sicuramente una persona di età inferiore al parlante, quasi ad indicare uno status di anzianità o una superiorità nel campo dell’esperienza. Pian piano <em>shorty</em> è entrato nello slang indicando indistintamente  <strong>uomini e donne</strong>. Nel caso maschile può essere paragonato al nostro “giovane”, mentre nel momento in cui viene riferito ad una donna ne si vuole sottolineare la sua avvenenza. <strong>Quindi, ragazze, se vi sentite chiamare <em>shorty</em> per strada non prendetela come un insulto alla vostra altezza ma come un complimento!</strong></p>
<p style="text-align: justify;">E’ proprio in questo senso che <em>shorty</em> viene ampiamente usato nei testi di rapper degli stati del sud come <strong>T.I, </strong><strong>T-Pain,  Ludacris</strong> e la lista potrebbe continuare a lungo.</p>
<p style="text-align: justify;">Spostandosi più al nord, nella cosiddetta <em>East Coast</em>, <em>shorty</em><strong> </strong>viene sostituito con <strong><em>son</em></strong>, in italiano “figlio”.</p>
<p style="text-align: justify;">Pare che tale termine sia nato negli ambienti mafiosi, utilizzato dai gangstar per esprimere il proprio potere rispetto all’interlocutore e può essere paragonato all’usanza tipica delle nostre regioni del sud di rivolgersi a qualcuno di minore esperienza con l’equivalente dialettale di “figlio”. <em>Son</em> non viene utilizzato al femminile, ha infatti mantenuto la sua natura prettamente maschile nel corso degli anni ed è stato esteso alle masse  grazie all’uso che se ne è  fatto nel mondo <strong>hip hop</strong>. Non a caso il termine si sente molto spesso nei testi di molti artisti newyorkesi  tra cui  <strong>Jay-Z</strong> e  <strong>Fabulous</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Più radicato nella città degli angeli, Los Angeles, e rappresentante di uno status legato al mondo dei surfisti e amanti dello skate-board, è  il termine <strong><em>dude</em></strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">I linguisti ritengono che il termine derivi da <em>dandy</em> indicando inizialmente una persona ben vestita e di buone maniere e che si sia poi evoluto nell’uso  odierno tipicamente californiano.</p>
<p style="text-align: justify;">Non esiste una vera e propria traduzione del termine ma potrebbe essere paragonato all’italiano “tipo” per indicare una persona di cui non si sa o non si ricorda il nome. <em>Dude</em> è  usato sia al maschile che al femminile, è  dunque un termine universale con cui ci si può rivolgere ad amici e sconosciuti o viene semplicemente utilizzato come intercalare all’interno di una frase.</p>
<p style="text-align: justify;">Altro termine spesso utilizzato è <strong> <em>homie</em></strong>. Questo deriva specificatamente dalla comunità latina, dal termine <em> hombre</em> e viene utilizzato nella fattispecie per riferirsi ad una persona che si conosce bene, quasi ad indicare un forte legame di amicizia e di fiducia, esattamente come nel termine <strong><em>homeboy.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">I termini <strong><em>bro’</em></strong> (diminutivo di “brother”) e <strong><em>sis’</em></strong> (diminutivo di “sister”), invece, appartengono allo slang afroamericano e indicano un rapporto di amicizia fraterna.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">di Karen Pristipino</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
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		<title>What’s uuuuup!</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 15:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[I Speak Slang - di Karen Pristipino]]></category>
		<category><![CDATA[RUBRICHE]]></category>

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		<description><![CDATA[Il variegato mondo dei saluti americani
Mi è balzata alla memoria la vecchia campagna pubblicitaria di una nota bibita alcolica: due amici, sprofondati comodamente sul divano di casa a guardare la TV e sorseggiare con gusto il loro drink, prendono la cornetta del telefono e si scambiano un contagiosissimo “What’s uuup!”, che si estende allegramente ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.cultumedia.it/wp/wp-content/uploads/2009/09/01_10_09-rubrica-IO-SPEAK-SLANG-di-Karen-Pristipino..jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1052" style="border: 2px solid black; margin: 5px;" title="01_10_09 rubrica IO SPEAK SLANG di Karen Pristipino." src="http://www.cultumedia.it/wp/wp-content/uploads/2009/09/01_10_09-rubrica-IO-SPEAK-SLANG-di-Karen-Pristipino..jpg" alt="01_10_09 rubrica IO SPEAK SLANG di Karen Pristipino." width="168" height="129" /></a>Il variegato mondo dei saluti americani</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Mi è balzata alla memoria la vecchia campagna pubblicitaria di una nota bibita alcolica: due amici, sprofondati comodamente sul divano di casa a guardare la TV e sorseggiare con gusto il loro drink, prendono la cornetta del telefono e si scambiano un contagiosissimo <strong>“<em>What’s uuup!</em>”</strong>, che si estende allegramente ad altri amici che prendono parte alla conversazione.<span id="more-761"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Questo è un chiaro esempio dei cambiamenti che sono accorsi nell’evoluzione dello slang americano. Lasciate da parte i più comuni e conosciuti <em><strong>Hello, Hi, How are you doing?</strong> </em>per le occasioni più formali o l’ambiente lavorativo, e fate spazio a nuove e più colorite espressioni che vengono oggi largamente usate per porgersi saluto. Il sopracitato <em>What’s up</em> è forse il saluto più in voga tra gli americani, specialmente i giovani che amano giocare con il linguaggio dando vita a nuove forme e variazioni di quest’espressione.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>What’s up</em> non è una domanda, anche se suona come un’interrogazione è considerato un vero e proprio saluto. In principio nasce dall’abbreviazione di “<strong><em>What’s the upgrade?</em></strong>” ovvero <strong>“cosa c’è di nuovo?</strong>” e si è fatto strada nel corso degli anni nel linguaggio colloquiale, fino ad arrivare ad essere l’espressione di saluto più usata in slang americano. Ovviamente non ci si poteva fermare lì, così la forma <em>What’s up</em> viene ulteriormente abbreviata nell’uso di “<em>Sup</em>” o usata in variazioni come <em>wazzup </em>o<em> wassup. </em></p>
<p style="text-align: justify;">Ma come si risponde ad un <em><strong>What’s up?</strong> </em>Sembra che il 99% degli americani risponda effettivamente come fosse una vera e propria domanda: “nothing” (niente), “good” (tutto bene), ma non manca chi ad un <em>What’s up </em>risponde con un altro sonoro <em><strong>What’s up</strong>.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Es.</p>
<p style="text-align: justify;">1)    Hey wassup, man<em>? </em>(ciao, come va?)</p>
<p style="text-align: justify;"><em>-</em>Nothing much, going to work (niente di che, sto andando a lavoro)</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">2)    What’s up, dude? (come va?)</p>
<p style="text-align: justify;">-Sup (come va).</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Esistono poi, altre espressioni nel vivace mondo dei saluti che danno largo spazio all’immaginazione. Così, dilagano una serie di saluti che inizialmente potrebbero lasciare un ignaro visitatore un po’ spaesato. Si fanno largo, dunque, i vari <strong>“</strong><em><strong>How it going?, How’s it hanging?, what’s happening?, what’s popping?, what’s cracking?, what’s really good?, what’s going dow?”</strong>.</em> Tutte espressioni che sono letteralmente intraducibili ma che svolgono la funzione di un più semplice “come va?”.</p>
<p style="text-align: justify;">Negli ultimi posti della Top Ten dei saluti si incontra il meno creativo e ormai poco usato “<em><strong>Howdy”.</strong> </em>Il termine si pensa sia nato come abbreviazione di “<strong><em>how do ye?</em>”</strong>,<em> </em>espressione utilizzata nel dialetto degli Stati del Sud nel 1840 e che oggi viene ancora informalmente usato e riconosciuto come saluto negli Stati: <strong>Texas, Tennessee, Louisiana, Alabama, North Carolina, Georgia e Mississippi</strong>. Addirittura è stato adottato come saluto ufficiale dell’università texana A&amp;M.</p>
<p style="text-align: justify;">Non vi meravigliate dunque, se nell’incontrare qualcuno sentirete quelle che suonano come intraducibili domande. Ricordatevi che il linguaggio gestuale è uguale in tutto il mondo: un sorriso o una stretta di mano tolgono sempre dall’impiccio dell’incomprensione di espressioni che sembrano insensate, e comunque, un <em>What’s up</em> è sempre una valida risposta ad ogni saluto.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em>Rubrica a cura di Karen Pristipino</em></p>
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		<title>Per iniziare parliamo di Finger Food</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Aug 2009 22:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[I Speak Slang - di Karen Pristipino]]></category>
		<category><![CDATA[RUBRICHE]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa rubrica vuole nascere come aiuto alla comprensione del cosiddetto slang americano. Una vera e propria lingua a sé stante, fatta di nuovi termini, modi di dire e abbreviazioni,  che non vengono insegnati nelle scuole ma  con cui si viene in contatto nella comunicazione quotidiana durante soggiorni negli States e di cui si sente parlare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;" /><img style="margin: 5px; float: left;" title="finger-food.jpg" alt="finger-food.jpg" src="/images/stories/immagini2009/Settembre/finger-food.jpg" width="200" height="200" /><span style="font-size: small;">Questa rubrica vuole nascere come aiuto alla comprensione del cosiddetto slang americano. Una vera e propria lingua a sé stante, fatta di nuovi termini, modi di dire e abbreviazioni,  che non vengono insegnati nelle scuole ma  con cui si viene in contatto nella comunicazione quotidiana durante soggiorni negli States e di cui si sente parlare anche nei film o nella musica made in Usa. </span><br />
<br /><span id="more-521"></span><br />
<span style="font-size: small;">Lo slang è ormai parte integrante dell’identità socio-culturale americana e viene utilizzato in ogni contesto del parlato. </span><br /><span style="font-size: small;">Ogni mese in quest’angolo potrete venire a contatto con le espressioni e i termini più comunemente usati e i relativi contesti in cui vengono inseriti.</span><br /><span style="font-size: small;">Sicuramente, la prima cosa che viene in mente o di cui si abbia necessità di parlare arrivati in America è il cibo. Da qui nasce l’importanza, e direi, l’esigenza dell’introduzione del cosiddetto finger food. Il termine ormai usatissimo nell’America del Nord e oggi adottato in quasi tutte le altre lingue, indica semplicemente una tipologia di cibo che si gusta con le mani. Gli americani sono dei grandi amanti del finger food, scelta un po’ dettata dal gusto, un po’ dalla necessità di consumare il pranzo, la cena o uno snack in poco tempo o come dicono loro, on the go, per strada.</span><br /><span style="font-size: small;">La quotidianità americana è scandita da ritmi frenetici che non concedono molto tempo per assaporare un pasto completo. Da qui nasce l’abitudine di consumare il cibo in auto o sul posto di lavoro e il finger food si sposa perfettamente con tale necessità. Nascono così stuzzichini sfiziosi come alette di pollo, pop-corn fritti di pollo, mini-sandwich, bastoncini fritti di mozzarella e così via. Tutta una serie di piatti mignon a cui anche le grandi catene di fast food, come McDonald’s, Burger King, Kentuky Fried Chicken etc. si sono adeguate allargando il proprio menu. Tale cibo viene molto spesso anche utilizzato come catering a feste di compleanno o ricevimenti.</span><br /><span style="font-size: small;"> Addirittura, l’incidenza di questa novità ha portato un tizio creativo a inventare dei piattini da finger food che si indossano comodamente sul dito proprio come fossero anelli.</span><br /><span style="font-size: small;">Dunque, durante il vostro viaggio negli USA avrete la possibilità di passare attraverso i numerosissimi Drive Through e  richiedere la vostra porzione di finger food comodamente seduti nella vostra auto. Abitudine che alcuni troveranno discutibile e forse non molto salutare, ma anche questa è l’America!</span><br /><i><br /><span style="font-size: small;">di Karen Pristipino</span></i></div>
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