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	<title>CULTUMEDIA Magazine</title>
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	<description>Mensile di Cultura, Media, Società</description>
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		<title>“Il Ritorno” in scena al Teatro Vittoria</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Apr 2012 13:15:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco A</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Il Ritorno” è la nuova commedia di Carlotta Clerici in scena al Teatro Vittoria fino al 22 aprile, per la Regia di Marco Bernardi, con Corrado d’Elia, Sara Bertelà, Roberto Zibetti, Aide Aste, Valentina Bardi, Fabrizio Martorelli, Giovanna Rossi, Roberto Tesconi, Angelo Zampieri.
Un gruppo di amici si ritrova dopo vent’anni sulle rive del lago dove [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">“Il Ritorno” è la nuova commedia di Carlotta Clerici in scena al Teatro Vittoria fino al 22 aprile, per la Regia di Marco Bernardi, con Corrado d’Elia, Sara Bertelà, Roberto Zibetti, Aide Aste, Valentina Bardi, Fabrizio Martorelli, Giovanna Rossi, Roberto Tesconi, Angelo Zampieri.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Un gruppo di amici si ritrova dopo vent’anni sulle rive del lago dove ha trascorso l’ infanzia. Un lago che ha visto partire Anne per Parigi ad inseguire il suo sogno di attrice e Matthieu per la Nuova Caledonia, dove ha fatto fortuna aprendo un hotel. Solo Yann è rimasto, rinunciando alla carriera artistica per gestire l’Hotel Du Lac, una struttura ormai fatiscente che andrà presto all’asta, a causa dei debiti di gioco accumulati dal disilluso e tormentato proprietario. Il ritorno di Anne e Matthieu risveglia ricordi, dolori e passioni della loro giovinezza, quando sfidavano la sorte tuffandosi dall’insidioso “Scoglio dell’Aquila”.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">L’idea parte da uno spunto autobiografico di Carlotta Clerici : “Il ritorno nasce da una nostalgia divorante. Quando l’ho scritto, vivevo in Francia da quindici anni, era una mia scelta, stavo bene. Ma c’era un tarlo. Questa nostalgia del mio lago, nostalgia di un paradiso perduto che sicuramente non è mai esistito, ma del quale ho un ricordo vivissimo”.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Un eccellente cast valorizza un’opera intensa, che fa i conti e affronta un passato ancora vivo e irrisolto: “Quello che mi interessava creare,- racconta l’autrice-  era l’incontro tra chi ha preso il volo e chi è rimasto, tra chi guarda all’avvenire e chi si rifugia nel passato, tra chi cerca di dirigere il proprio destino e chi si arrende, tra chi lotta per dare un senso alla propria vita e chi non vuole più credere in niente.”</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">di Marco Aresu</div>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><em><span style="font-size: 10.0pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt; font-style: normal;"><img class="alignleft size-medium wp-image-13483" title="Il_Ritorno" src="http://www.cultumedia.it/wp-content/uploads/2012/04/il-ritorno-300x199.jpg" alt="Il_Ritorno" width="300" height="199" />“Il Ritorno” è la nuova commedia di <strong>Carlotta Clerici </strong>in scena al <strong><a href="http://www.cultumedia.it/2011/05/13/un-estroso-%e2%80%9ccirano-di-bergerac%e2%80%9d-al-teatro-vittoria/">Teatro Vittoria</a> fino al 22 aprile</strong>, per la Regia di <strong>Marco Bernardi</strong>, con <strong><a href="http://www.cultumedia.it/2011/07/19/a-teatro-con-i-sogni-intervista-a-corrado-delia/">Corrado d’Elia</a>, Sara Bertelà, Roberto Zibetti, Aide Aste, Valentina Bardi, Fabrizio Martorelli, Giovanna Rossi, Roberto Tesconi, Angelo Zampieri</strong>.</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: white;"><span style="color: #211f1f;"><span style="font-size: 10pt;">Un gruppo di amici si ritrova dopo </span>vent&#8217;anni<span style="font-size: 10pt;"> sulle rive del lago dove ha trascorso l’ infanzia. Un lago che ha visto partire Anne per Parigi ad inseguire il suo sogno di attrice e Matthieu per la Nuova Caledonia, dove ha fatto fortuna aprendo un hotel. Solo </span></span></span><span style="font-size: 10pt; color: #211f1f; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-position: initial initial; background-repeat: initial initial;">Yann è rimasto, rinunciando alla carriera artistica per gestire l’Hotel Du Lac, una struttura ormai fatiscente che andrà presto all’asta, a causa dei debiti di gioco accumulati dal disilluso e tormentato proprietario.<em><span style="font-style: normal;"> Il ritorno di Anne e Matthieu risveglia ricordi, dolori e passioni della loro giovinezza, quando sfidavano la sorte tuffandosi dall’insidioso “Scoglio dell’Aquila”.</span></em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><em><span style="font-size: 10.0pt; color: #211f1f; background: white; font-style: normal;">L’idea parte da uno spunto autobiografico di Carlotta Clerici : </span></em><em><span style="font-size: 10.0pt; color: #211f1f; background: white;">“Il ritorno nasce da una nostalgia divorante. Quando l’ho scritto, vivevo in Francia da quindici anni, era una mia scelta, stavo bene. Ma c’era un tarlo. Questa nostalgia del mio lago, nostalgia di un paradiso perduto che sicuramente non è mai esistito, ma del quale ho un ricordo vivissimo”.</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><em><span style="font-size: 10.0pt; color: #211f1f; background: white; font-style: normal;">Un eccellente cast valorizza un’opera intensa, che fa i conti e affronta un passato ancora vivo e irrisolto: “</span></em><em><span style="font-size: 10.0pt; color: #211f1f; background: white;">Quello che mi interessava creare,- </span></em><em><span style="font-size: 10.0pt; color: #211f1f; background: white; font-style: normal;">racconta l’autrice</span></em><em><span style="font-size: 10.0pt; color: #211f1f; background: white;">-  era l’incontro tra chi ha preso il volo e chi è rimasto, tra chi guarda all’avvenire e chi si rifugia nel passato, tra chi cerca di dirigere il proprio destino e chi si arrende, tra chi lotta per dare un senso alla propria vita e chi non vuole più credere in niente.”</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><em><span style="font-size: 10pt; color: #211f1f; background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: white;"><!--[if !supportEmptyParas]--> </span></em><em><span style="font-size: 10pt; font-style: normal;">di Marco Aresu</span></em></p>
<div></div>
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		<title>Arriva il trailer di “To Rome with love”, il nuovo film di Woody Allen in uscita il 20 aprile</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Apr 2012 10:31:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco A</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Arriva il primo trailer ufficiale di “To Rome with love”, il film che il regista Woody Allen ha girato la scorsa estate a Roma. La pellicola arriverà nelle sale italiane il 20 aprile (mentre negli Stati Uniti l’uscita è prevista per il 22 giugno). La prima mondiale del film si terrà il 13 aprile all&#8217;Auditorium [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-13479" title="to-rome-with-love" src="http://www.cultumedia.it/wp-content/uploads/2012/04/to-rome-with-love-300x178.jpg" alt="to-rome-with-love" width="300" height="178" />Arriva il primo trailer ufficiale di “<strong><a href="http://www.cultumedia.it/2011/03/08/un-film-a-roma-per-woody-allen/">To Rome with love</a></strong>”, il film che il regista <strong><a href="http://www.cultumedia.it/2011/07/30/woody-allen-non-mi-scappi-come-trovare-il-set-romano-del-regista-con-twitter/">Woody Allen</a></strong> ha girato la scorsa estate a Roma. La pellicola arriverà <strong>nelle sale italiane il 20 aprile</strong> (mentre negli Stati Uniti l’uscita è prevista per il 22 giugno). La prima mondiale del film si terrà il 13 aprile all&#8217;<strong>Auditorium Parco della Musica</strong> col regista e il cast al completo.</p>
<p style="text-align: justify;">Grande attesa dunque per il film capitolino di Allen, un film che ha cambiato nome ben quattro volte: dall’iniziale “<strong>The Wrong Picture</strong>” passando per “<strong>The Bop Decameron</strong>” (come era indicato nei ciak delle riprese), fino a “<strong>Nero Fiddled</strong>”, per concludersi con il politicamente corretto “<strong>To Rome with love</strong>”.</p>
<p style="text-align: center;"><!-- Smart Youtube --><span class="youtube"><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/quYMphMnugw&amp;rel=1&amp;color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0&amp;feature=player_embedded" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><embed wmode="transparent" src="http://www.youtube.com/v/quYMphMnugw&amp;rel=1&amp;color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0&amp;feature=player_embedded" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="355" ></embed><param name="wmode" value="transparent" /></object></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il trailer comincia con un  &#8220;pizzardone&#8221; che dirige il traffico a <strong>Piazza Venezia</strong> (un vero vigile scelto da Allen sul momento) e ci preannuncia un “set da cartolina”, popolato da un nutrito cast di star come <strong>Jesse Eisenberg, Ellen Page, Alec Baldwin, <a href="http://www.cultumedia.it/2010/09/16/penelope-cruz-in-dolce-attesa/">Penélope Cruz</a>, e gli italiani Riccardo Scamarcio, Isabella Ferrari, Sergio Rubini, Alessandra Mastronardi e Antonio Albanese</strong>. Senza dimenticare lo stesso Woody Allen, che dopo sei anni ritorna come attore in un suo film e <strong>Roberto Benigni</strong>, assente dagli schermi cinematografici dal suo ultimo film “<strong>La tigre e la neve</strong>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Marco Aresu</p>
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		<title>“GENIO E SREGOLATEZZA”  Recensione di Lorena Crisafulli</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Mar 2012 16:15:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dal 13 al 25 marzo, al Teatro Salaumberto di Roma, è in scena “Genio e Sregolatezza”, diretto e interpretato da Giuseppe Pambieri. La storia è quella di uno degli interpreti più famosi del teatro britannico dell’800: Edmound Kean. Attore ambizioso ed egoista, Kean (Giuseppe Pambieri), all’inizio della sua carriera trova enormi difficoltà ad affermarsi come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-13462" title="locandina_genio_sregolatezza.jpg" src="http://www.cultumedia.it/wp-content/uploads/2012/03/locandina_genio_sregolatezza.jpg.jpg" alt="locandina_genio_sregolatezza.jpg" width="214" height="249" />Dal 13 al 25 marzo, al <strong>Teatro Salaumberto di Roma</strong>, è in scena <strong>“Genio e Sregolatezza</strong>”, diretto e interpretato da <strong>Giuseppe Pambieri</strong>. La storia è quella di uno degli interpreti più famosi del teatro britannico dell’800: <strong>Edmound Kean. </strong>Attore ambizioso ed egoista, <strong>Kean (Giuseppe Pambieri)</strong>, all’inizio della sua carriera trova enormi difficoltà ad affermarsi come interprete di peso nei teatri londinesi. E così, costretto per necessità a vestire i panni di <strong>Arlecchino</strong>, una delle poche maschere che riempie i teatri dell’epoca, cova in sé l’umiliazione profonda che lo porterà a rigettare in seguito qualunque ruolo non sia alla sua altezza o lo mortifichi.</p>
<p>Lo spirito di <strong>Edmound</strong> brama per la tragedia, brama per indossare i panni dei personaggi più famosi di <strong>Shakespeare</strong>: <strong>Re Lear, Otello, Riccardo Terzo, Amleto, Macbeth</strong>. Tutti volti che appaiono sul palco, alternandosi al racconto della sua vita, in una commistione tra realtà e finzione dove la prima si confonde alla seconda, scolorendo i confini tra uomo e interprete, tra retroscena e ribalta. E nell’eterna rincorsa all’affermazione del sé su tutti, <strong>Kean</strong>, convinto di essere il primo al mondo per talento e capacità interpretative, tenta in ogni modo di abbattere qualunque ostacolo gli impedisca di percorrere la strada verso il successo. Ad accompagnarlo in questo sofferto viaggio la moglie, <strong>Mary Chambers (Lia Tanzi),</strong> che non comprende, davanti alle necessità della vita quotidiana e dei figli da sfamare, le velleità esorbitanti del marito. Quando tutto appare perduto, arrivano per <strong>Kean</strong> i primi ruoli importanti in uno dei teatri più antichi di <strong>Londra</strong>, il <strong>Drury Lane</strong>, i primi applausi a scena aperta, gli apprezzamenti della critica e del pubblico. Il successo ha finalmente bussato alla sua porta. Ma ben presto, nonostante sia riuscito a imporsi come grande attore shakespeariano sulla scena teatrale inglese e di tutto il mondo, la sua condotta mal sana, fatta di alcool, prostitute e adulteri, lo porta a perdere il controllo su se stesso, nella vita come in scena, e anche le sue interpretazioni ne risentono. Su di lui piombano inesorabili le critiche della stampa e dell’opinione pubblica. Non è più l’interprete ad esser giudicato, ma l’uomo. E il teatro, che dall’inizio aveva inglobato la sua vita, <strong>un’iperbole di alti e bassi, ricchezza e povertà, successi e sconfitte, </strong>finisce per diventare un tutt’uno con essa. Senza confini. Come forse anche lui desiderava.<span id="more-13461"></span></p>
<p><strong>Edmound Kean</strong>, personaggio complesso, megalomane, mutevole e dagli innumerevoli risvolti emotivi e interpretativi, viene riportato in scena con grande forza dallo stesso <strong>Pambieri</strong>, per cui il testo è stato riscritto e adattato, insieme alla moglie <strong>Lia Tanzi, </strong>che veste i panni dell’<strong>amante e della moglie di Kean</strong>, riproponendo all’attore/uomo i fantasmi della sua vita.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>crisafulli@cultumedia.it</strong></p>
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		<title>Young Adult: la recensione del film di Jason Reitman</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Mar 2012 11:54:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco A</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Young Adult” è un filone narrativo per adolescenti che da il nome alla nuova dark comedy del regista Jason Reitman e della sceneggiatrice Diablo Cody, alla seconda collaborazione dopo il fortunato “Juno”. Dopo la storia di un’adolescente alle prese con i problemi degli adulti, ecco che “Young Adult” ci propone un’adulta con dei problemi da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-13458" title="Young Adult locandina" src="http://www.cultumedia.it/wp-content/uploads/2012/03/locandina-210x300.jpg" alt="Young Adult locandina" width="210" height="300" />“<strong>Young Adult</strong>” è un filone narrativo per adolescenti che da il nome alla nuova dark comedy del regista <strong>Jason Reitman</strong> e della sceneggiatrice <strong>Diablo Cody</strong>, alla seconda collaborazione dopo il fortunato “<strong>Juno</strong>”. Dopo la storia di un’adolescente alle prese con i problemi degli adulti, ecco che “Young Adult” ci propone un’adulta con dei problemi da teenager.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nome di questo genere letterario identifica perfettamente Mavis Gray (<strong>Charlize Theron</strong>), una scrittrice di 37 anni rimasta bloccata nel limbo adolescenziale. Bella, egocentrica e allergica alla parola “famiglia”, Mavis conduce un’esistenza “borderline” fatta di solitudine e incontri occasionali. Da invidiata reginetta del Liceo a ghost writer (di una serie “Young Adult” appunto) divorziata e alcolizzata. L’invito al battesimo del figlio di Buddy Slade (<strong>Patrick Wilson</strong>), la sua ex fiamma del Liceo, farà ritornare Mavis nella sua città natale, con in testa l’insana idea di riconquistare il suo ex.</p>
<p style="text-align: justify;">Reitman e Cody ci presentano un personaggio emblematico e impenetrabile. Una bambocciona che va a letto ubriaca, vestita e fa colazione con cibo spazzatura. Una sbirciata dietro la facciata rose e fiori dell’american dream. Non riusciamo a capire cosa prova veramente Mavis, perché vive e ragiona in questo modo (qualche flashback sarebbe stato d’aiuto). La sua realtà si sovrappone alla fantasia dei romanzi per teenager che scrive “rubando” frasi e situazioni da centri commerciali e fast food.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La convinzione della pellicola è che le persone non cambiano</strong>, nonostante la vita dia delle opportunità per farlo. “Young Adult” è un universo di personaggi freddi (come i colori della fotografia), immutabili, dove l’ironia e la comicità grottesca nascondono situazioni dolorose che lo spettatore può solo immaginare, senza riuscire a comprendere completamente.</p>
<p style="text-align: justify;">di Marco Aresu</p>
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		<title>“Il Piccolo Principe” incanta il Teatro Vittoria</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Mar 2012 16:24:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco A</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si è conclusa il 4 Marzo la settimana che il Teatro Vittoria ha dedicato a “Il Piccolo Principe”. Italo Dall&#8217;Orto ha curato il riuscitissimo adattamento teatrale di uno dei classici più amati da grandi e piccini, pubblicato da Antoine de Saint-Exupéry nel 1943.
Lo spettacolo ha debuttato nel 1998 e da allora ha percorso l&#8217;Italia in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-13454" title="20120228_piccolo-principe" src="http://www.cultumedia.it/wp-content/uploads/2012/03/20120228_piccolo-principe-300x179.jpg" alt="20120228_piccolo-principe" width="300" height="179" />Si è conclusa il 4 Marzo la settimana che il <a href="http://www.cultumedia.it/2011/12/12/salvatore-e-nicola-in-scena-al-teatro-vittoria/">Teatro Vittoria</a> ha dedicato a <strong>“Il Piccolo Principe”</strong>. <strong>Italo Dall&#8217;Orto</strong> ha curato il riuscitissimo adattamento teatrale di uno dei classici più amati da grandi e piccini, pubblicato da <strong>Antoine de Saint-Exupéry</strong> nel 1943.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo spettacolo ha debuttato nel 1998 e da allora ha percorso l&#8217;Italia in lungo e in largo con più di 400 repliche. Si tratta di un&#8217;opera fresca, che con semplicità e un tocco di ingenuità, parla del senso della vita, dell&#8217;amore, dell&#8217;amicizia, portando i grandi temi alla portata dei più piccoli, senza mai essere banale.</p>
<p style="text-align: justify;">Un cast eccezionale ha regalato al pubblico un&#8217;interpretazione fresca e dinamica. Il Pilota, interpretato dal regista stesso, incontra il Piccolo Principe (<strong>Pietro Santoro</strong> e <strong>Emilio Magni</strong>) nel deserto. Il pargoletto dai capelli color dell&#8217;oro narra la sua vicenda all&#8217;uomo che, benché adulto, ricorda di essere stato bambino e ha mantenuto in parte la genuinità tipica dell&#8217;infanzia. Magnifiche coreografie (<strong>Virginia Gori</strong> e <strong>Arianna Baldini</strong> nei ruoli del Serpente e della Rosa) trasportano  il pubblico in un&#8217;atmosfera magica e affascinante.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel suo viaggio fino alla Terra, il Piccolo Principe è passato attraverso numerosi pianeti e ha conosciuto parecchi adulti, uno più strano dell&#8217;altro: tutti impegnatissimi in attività inutili, per tappare i buchi di un tempo che scorre inesorabile.</p>
<p style="text-align: justify;">Sarà solo la piccola volpe, sulla Terra, a svelare un grande segreto al principino: <strong>“Non si vede bene che col cuore. L&#8217;essenziale è invisibile agli occhi”</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno spettacolo che lascia il segno e, in modo candido e leggero, ci regala una grande lezione di vita. La felicità è nascosta nelle piccole cose e spesso ci dimentichiamo di cercarla, troppo concentrati a raggiungere obiettivi superficiali e vacui.</p>
<p style="text-align: justify;">di Marianna Camillò</p>
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		<title>Teatro: torna il Marchese del Grillo</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Mar 2012 16:49:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorena</dc:creator>
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Al Salone Margherita di Roma, in scena ogni lunedì fino a fine stagione, “Il Marchese del Grillo”, di e con Pippo Franco. Il personaggio di Alberto Sordi dell’omonimo film di Mario Monicelli (Il Marchese del Grillo – 1981) rivive in teatro grazie alla capacità camaleontica del comico del Bagaglino, che da anni calca le [...]]]></description>
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<p><img class="alignleft size-full wp-image-13447" title="marchese_del_grillo" src="http://www.cultumedia.it/wp-content/uploads/2012/03/marchese_del_grillo.jpg" alt="marchese_del_grillo" width="200" height="251" />Al <strong>Salone Margherita di Roma</strong>, in scena ogni lunedì fino a fine stagione, “<strong>Il Marchese del Grillo</strong>”, di e con <strong>Pippo Franco</strong>. Il personaggio di <strong>Alberto Sordi</strong> dell’omonimo film di <strong>Mario Monicelli (Il Marchese del Grillo – 1981)</strong> rivive in teatro grazie alla capacità camaleontica del <strong>comico del Bagaglino</strong>, che da anni calca le scene con la sua simpatia e autoironia. La storia riprende la trama del film, adattandola al contesto e al linguaggio teatrale. Siamo nella <strong>Roma dell’800</strong>, personaggio principale è <strong>Onofrio del Grillo (Pippo Franco),</strong> noto per la sua passione per le donne e per la fantasia nell’ideare e mettere in atto scherzi e burle di ogni tipo. Accompagnato nelle sue “zingarate”, per riprendere un tema caro a <strong>Monicelli</strong>, dal fido compagno <strong>Ricciotto (Pino Cormani)</strong> che lo segue in ogni sua follia. Da contraltare all’ilarità del nobile romano fanno i familiari, la moglie <strong>Ortensia Del Lezzo (Gegia),</strong> caratterizzata da una terribile alitosi perenne, <strong>il fratello del Marchese, Oronzo del Grillo</strong>, monsignore avido e arrivista, il figlio <strong>Leopoldino</strong> (<strong>Francesco Mistichelli</strong>) e <strong>Fiorone de’ Fioravanti (Mimmo Ruggiero),</strong> amministratore dei beni della famiglia da generazioni. Tutti tramano alle sue spalle e cercano in ogni modo di liberarsi dello “scomodo” familiare. Ma il nobile è furbo e darà loro filo da torcere, con l’aiuto di <strong>Ricciotto</strong> e dell’avvenente serva <strong>Faustina</strong> (<strong>Laura Milani</strong>). Come nel film, anche il riadattamento teatrale ripropone il <strong>sosia di Onofrio</strong>, <strong>Gasperino</strong>, un carbonaio alcolizzato, che per volere del nobile si ritroverà a palazzo dopo una sbornia e che renderà ancor più esilarante il dispiegarsi degli eventi. Bravo <strong>Pippo Franco</strong> nella duplice veste <strong>Onofrio/Gasperino</strong>. <span id="more-13445"></span>Tra le “vittime” predilette degli scherzi del <strong>Marchese</strong> vi è persino il <strong>Papa Pio VII (Carlo Ettorre) </strong>che, tuttavia, non esiterà a schierarsi dalla sua parte al momento opportuno. Perché in fondo il <strong>Marchese del Grillo</strong>, che ama l’ozio e le belle donne, ha una vera nobiltà d’animo e dimostrerà, proprio attraverso le sue burle, un grande senso della giustizia in un’epoca la sua, come la nostra, caratterizzata da poteri forti che riescono a sovvertire l’ordine legittimo delle cose e a rendere ambiguo il concetto stesso di giustizia e equità.</p>
<p><a href="mailto: crisafulli@cultumedia.it">Lorena Crisafulli</a></p>
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		<title>Il respiro del nuovo cinema italiano : intervista ad Enrico Maria Artale</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 15:13:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco A</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vincitore dell’edizione 2011 MarteLive con il corto “Hai in mano il tuo futuro”, Enrico Maria Artale è uno dei più interessanti giovani registi nel panorama italiano. Laureato in Filosofia all’Università di Roma La Sapienza, ha frequentato il corso di regia al Centro Sperimentale di Cinematografia. Il suo ultimo cortometraggio, “Il respiro dell’arco” sta girando le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-13435" title="Enrico Maria Artale foto" src="http://www.cultumedia.it/wp-content/uploads/2012/02/artale2-225x300.jpg" alt="Enrico Maria Artale foto" width="180" height="240" />Vincitore dell’edizione 2011 MarteLive con il corto “Hai in mano il tuo futuro”, Enrico Maria Artale è uno dei più interessanti giovani registi nel panorama italiano. Laureato in Filosofia all’Università di Roma La Sapienza, ha frequentato il corso di regia al Centro Sperimentale di Cinematografia. Il suo ultimo cortometraggio, “Il respiro dell’arco” sta girando le principali rassegne internazionali. Cultumedia ha realizzato un’intervista esclusiva con il regista.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span id="more-13404"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Parlando di “Hai in mano il tuo futuro”</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Possiamo definire “Hai in mano il tuo futuro” un’opera completa. Quali sono stati i passi fondamentali del tuo percorso professionale chi ti hanno portato a  realizzarla?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Credo che siano stati fondamentali in questo senso le mie prime esperienze da videomaker, piuttosto sperimentali. E occupandomi di videoproiezioni teatrali mi era capitato di lavorare in modo illustrativo rispetto ad una voce guida, una forma di narrazione che giustamente sconsigliano nelle scuole di cinema, ma che alle volte può essere interessante. Per me e per gli sceneggiatori, Francesca De Lisi e Luca Giordano, è stato quantomeno divertente. D’altra parte in passato, nei miei primi lavori, mi occupavo di tutto: fotografia, montaggio, colonna sonora, e questo ha permesso che con gli altri collaboratori (in ordine, Sammy Paravan, Francesco Di Stefano, Paolo Testa) si stabilisse uno stimolo reciproco che ci ha portato a sperimentare molto, anche ovviamente prendendo strade diverse da quelle che io avevo immaginato. Si dice sempre così, e suona come una banalità, ma credo veramente che in questo caso la completezza sia il risultato di un lavoro di squadra.</p>
<p style="text-align: center;"><!-- Smart Youtube --><span class="youtube"><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/SdXJtLuueC4&amp;rel=1&amp;color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0&amp;feature=player_embedded" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><embed wmode="transparent" src="http://www.youtube.com/v/SdXJtLuueC4&amp;rel=1&amp;color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0&amp;feature=player_embedded" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="355" ></embed><param name="wmode" value="transparent" /></object></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: bold;">Com’è nata l’idea di  questo cortometraggio?</span></p>
<p style="text-align: justify;">L’idea, e questo potrebbe sorprendere, è assolutamente autobiografica. Non entrerò nei dettagli in modo specifico, ma ad oggi in Italia sono previsti controlli di questo tipo su individui che svolgono determinate professioni o che subiscono le cosiddette pene accessorie per qualche violazione commessa in giovane età… E al dunque, la situazione non è molto diversa da quella descritta dal corto, con infermiere carine e invadenti, e persone in attesa che bevono liquidi in quantità esagerata per vincere l’imbarazzo. A quel punto, il primo vero sforzo d’immaginazione è stato concepire una società dove la cosa fosse diventata un obbligo generalizzato, e tutto il resto è venuto di conseguenza…</p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-weight: bold; text-align: justify;">Nonostante l’ironia, in  questa favola su un futuro prossimo emerge il tema del controllo sociale..</span></p>
<p style="text-align: justify;">Sì. O meglio, direi non tanto o non soltanto un controllo sociale, inteso come monitoraggio degli individui, quello che racconta Orwell in “1984” per capirci, quanto un controllo che potremmo quasi definire “biopolitico”, ossia un potere che esercita il controllo del comportamento morale attraverso il corpo e le funzioni fisiche delle persone. È un tema di estrema attualità, che abbiamo sotto gli occhi quotidianamente molto più di quanto non pensiamo, anche e soprattutto in relazione a questioni come l’aborto, l’accanimento terapeutico, etc. Certo, quando ho scritto e realizzato il corto non pensavo direttamente a tutto questo, sarebbe stato inutilmente ambizioso, ma erano delle riflessioni che venivano dai miei studi in filosofia e facevano da sfondo all’ispirazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Guardando il tuo  corto, rimane impresso “il laboratorio” con migliaia di provette. E’ stato difficile realizzarlo?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-medium wp-image-13409" title="Hai in mano il tuo futuro_laboratorio" src="http://www.cultumedia.it/wp-content/uploads/2012/02/Hai-in-mano-il-tuo-futuro_laboratorio-300x225.jpg" alt="Hai in mano il tuo futuro_laboratorio" width="300" height="225" />In quel periodo ero rimasto molto colpito dai film di Roy Andersson, dall’impatto visivo delle scene di massa, dalla cura maniacale degli ambienti. Per cui ho insistito con gli scenografi (Laura Boni e Vasco di Salvo) per evitare una soluzione di compromesso, più comoda; in effetti è stato abbastanza difficile, soprattutto estremamente faticoso; non per me a onor del vero, ma per tante persone che per giorni hanno passato il loro tempo riempiendo barattolini con liquidi e miscele di ogni genere, birra, terre rosse, the; qualcuno dice che in uno dei quattromiladuecento barattolini ci fosse dell’urina vera, ma la cosa non è mai stata appurata.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Guardando al “futuro”</strong> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il tuo  ultimo lavoro, “Il respiro dell&#8217;arco”, indaga sugli istinti umani più arcaici e violenti, ed è un film stilisticamente e tematicamente molto diverso da “Hai in mano  il tuo futuro”. Come mai questo cambio di registro?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Stilisticamente quest’ultimo cortometraggio rispecchia maggiormente lo stile dei miei altri lavori, e si avvicina a quello degli autori che ho amato di più negli ultimi anni. Al contrario “Hai in mano il tuo futuro” è stato una sorta di divertissement, un po’ per volersi mettere alla prova o in discussione (ad esempio, io detestavo lo split screen, e tuttora mi piace raramente). Tematicamente il discorso è più complesso: nei miei primi due cortometraggi sono partito da elementi autobiografici, ed è stato naturale muoversi in un terreno affine alla commedia. Ma in realtà le storie che immagino includono sempre una certa dose di violenza, una fascinazione per gli elementi primordiali, per l’animalità; e in quest’ultimo corto ho deciso che avrei trovato quel po’ di coraggio necessario per trasporre in immagini tutto questo. Certo, anche lì esiste un’ironia, solo che per poterla cogliere è richiesto un tantino di pelo sullo stomaco…</p>
<p style="text-align: center;"><!-- Smart Youtube --><span class="youtube"><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/5oA_vjQEohw&amp;rel=1&amp;color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0&amp;feature=player_embedded" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><embed wmode="transparent" src="http://www.youtube.com/v/5oA_vjQEohw&amp;rel=1&amp;color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0&amp;feature=player_embedded" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="355" ></embed><param name="wmode" value="transparent" /></object></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tu scrivi e dirigi:  ti senti più regista o sceneggiatore?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong>L’affermazione suona ridicola, ma direi che “mi sento più regista”. Anche perché fino ad ora non ho mai scritto veramente qualcosa per qualcun altro, al massimo ho collaborato a dei soggetti. L’idea di partecipare alla stesura di una sceneggiatura per un altro regista non mi dispiacerebbe affatto, ma so che dovrei in qualche modo contenere il desiderio di appropriarmene del tutto. E proverei volentieri a dirigere un film scritto da qualcun altro, magari anche tratto da un romanzo, sarebbe un tipo di lavoro diverso. Comunque non posso farci nulla, per me la scrittura è un momento faticoso ma estremamente creativo, e anche quando lavoro assieme agli sceneggiatori tendo quasi ad obbligarli ad un lavoro di revisione, di confronto critico, cercando di assorbire le loro idee ma scrivendo il più possibile per conto mio. Forse alle volte esagero, e mi dispiace. Dovrei migliorare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Enrico Maria Artale  “Ha in mano il suo futuro”? Quali sono i tuoi prossimi progetti?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Le cose stanno andando bene: il mio ultimo corto sta girando un po’ il mondo e ho appena ultimato la sceneggiatura del mio primo lungometraggio, scritta assieme a Luca Giordano e Francesco Cenni; se tutto va bene dovrei iniziare a girare tra pochi mesi. Un po’ per scaramanzia, un po’ per preservare le giuste energie, preferisco non dire altro. Per quanto riguarda la sensazione di avere in mano il proprio futuro credo che in questo settore, e ancor di più in questo paese, sia una chimera. Prevale un senso di precarietà assoluta, di chiusura degli spazi professionali, di indistinzione tra sogni e possibilità concrete; uno tenta di combatterlo quotidianamente, lavorando e ponendosi sempre degli obiettivi alti, cercando di difendere il più possibile la qualità della propria passione.</p>
<p style="text-align: justify;">Intervista a cura di Marco Aresu</p>
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		<title>Barbara Foria torna a teatro&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 17:41:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenza</dc:creator>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[PRIMO PIANO]]></category>
		<category><![CDATA[barbara foria]]></category>
		<category><![CDATA[il piacere è tutto mio]]></category>
		<category><![CDATA[teatro dei satiri]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ pronta a scatenarsi sul palco del Teatro dei Satiri di Roma l’attrice più amata dalle donne e temuta dagli uomini. Irriverente, vulcanica, eclettica, Barbara Foria prenderà di mira il complicato universo femminile con Il Piacere&#8230; è tutto mio!, in scena dall’8 al 26 febbraio nella prestigiosa culla della risata capitolina.  
Lo spettacolo: Piacere&#8230; è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">E’ pronta a scatenarsi sul palco del Teatro dei Satiri di Roma l’attrice più amata dalle donne e temuta dagli uomini. Irriverente, vulcanica, eclettica, Barbara Foria prenderà di mira il complicato universo femminile con <em>Il <strong>Piacere&#8230; è tutto mio!</strong></em><strong>,</strong> in scena dall’8 al 26 febbraio nella prestigiosa culla della risata capitolina. <strong> </strong></p>
<p><em><strong>Lo spettacolo: Piacere&#8230; è tutto mio!</strong></em></p>
<p><em>C’è a chi piace soffrire e a chi piace il soffritto, a chi piace lavorare dietro le quinte e chi preferisce stare davanti alle quarte. C’è a chi piace guardare e chi muore dalla voglia di farsi spiare, chi adora farsi frustare e chi riesce a fare l’amore soltanto davanti al computer. C’è a chi piace il Grande Fratello, chi legge solo fumetti e chi sogna di fare un viaggio sulla luna, sperando che non sia piena, altrimenti non si trova posto in albergo. Comunque la mettiate, la ricerca del piacere è il vero motore che fa girare il mondo. Perciò, come diceva Oscar Wilde, che della materia era maestro, “il piacere è l’unica cosa su cui valga la pena avere una teoria”. </em></p>
<p><em>Ed ecco allora la teoria di Barbara Foria: una teoria fatta di acute osservazioni sul nostro vivere quotidiano, sulle nostre manie e i nostri desideri più inconfessabili. Una disamina ironica e disincantata sul concetto di piacere a 360 gradi (passando naturalmente per i novanta). Uno spettacolo organizzato come una seduta di laurea, in cui il pubblico non solo partecipa, ma addirittura giudica! E giudicando, la laureanda attrice, in fondo mette un voto anche a sé stesso, esorcizzando così le proprie debolezze attraverso il potere liberatorio della risata. </em></p>
<p style="text-align: left;">Teatro dei Satiri</p>
<p style="text-align: left;">Via di Grottapinta 18 Roma</p>
<p style="text-align: left;">Dall’ 8 al 26 febbraio ore 21:00</p>
<p style="text-align: left;">domenica ore 18:00</p>
<p style="text-align: left;">(dal mercoledì alla domenica)</p>
<p style="text-align: left;"><strong>BARBARA FORIA</strong></p>
<p>Attrice, autrice e presentatrice napoletana; vulcanica e irriverente, vincitrice nel 2001 del Festival del “Cabaret in rosa” di Torino, Barbara Foria si è fatta apprezzare dal pubblico televisivo per le sue partecipazioni in diversi programmi Rai.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-13402" title="_MG_2689" src="http://www.cultumedia.it/wp-content/uploads/2012/02/MG_2689.jpeg" alt="_MG_2689" width="460" height="405" /></p>
<p>Personaggio fisso dalla prima edizione di <strong><em>Tintoria</em></strong> su <strong>Raitre</strong>, inviata del programma cult di <strong>Raidue</strong> <strong><em>Pirati, </em></strong>ha partecipato anche a <strong><em>Notte Mediterranea</em></strong> sulla stessa Rete. Nel suo bagaglio anche <strong><em>Ride…Rai</em></strong> su <strong>Raiuno</strong> ed <strong><em>Assolo. H</em></strong>a partecipato a <strong>Cuork_Al centro della Coppia </strong>su <strong>La7</strong>.</p>
<p>Protagonista su <strong>Comedy Central</strong> (Sky) di <strong><em>Comicittà in tour,</em> </strong>Barbara Foria, è stata anche uno dei volti di <strong><em>Rai 4</em></strong>, inviata di spicco del pungente magazine <strong><em>Sugo</em> </strong>di Gregorio Paolini, ed il recente successo di <strong><em>Bambine Cattive Comedy Central</em></strong>.</p>
<p>Ospite ricorrente di <em><em>Ottovolante</em></em><strong>-Live</strong>, show comico di <em>Radio Due</em>, Barbara ha recitato in<strong><em> Faccia da Comico </em></strong>di Serena Dandini.</p>
<p>In teatro è al fianco di Rosalia Porcaro in <strong><em>Sesso senza Cuore.com </em></strong>(regia di Serena Dandini) e in <strong><em>Assundam e le sue sorelle.</em></strong></p>
<p>Nel 2008 è nel cast del varietà teatrale <strong><em>Parola di donna</em></strong> di G.Ansanelli, di cui è anche autrice.</p>
<p>Nella stagione teatrale 2010 ha portato in giro per l’Italia il suo spettacolo <strong><em>Sto matrimonio non sa d’..affare! </em></strong> regia di Marco Simeoli,<strong><em> </em></strong>scritto a quattro mani con Luciano Recano, il cui adattamento televisivo, con la collaborazione di Gregorio Paolini e Simonetta Martone, è andato in onda per <strong><em>Palco e Retropalco </em></strong>su <strong>Raitre</strong>. Sempre su <strong><em>Palco e Retropalco, </em></strong>ma<strong><em> </em></strong>nel 2009, è andato in onda <strong><em>Precari e contenti </em></strong>ancora una volta<strong><em> </em></strong>con Rosalia Porcaro. La stagione teatrale 2011 è stata segnata da un grandissimo successo al teatro dei Satiri di Roma ed al Gatto Blu di Catania.</p>
<p>Per maggiori informazioni: <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.barbaraforia.it">www.barbaraforia.it</a></span></p>
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		<title>Sarkozy&#8230; il figlio</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 17:32:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenza</dc:creator>
				<category><![CDATA[LIFE]]></category>
		<category><![CDATA[Trend Culturali]]></category>
		<category><![CDATA[milano marittima]]></category>
		<category><![CDATA[pierre sarkozy]]></category>
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		<description><![CDATA[In anteprina nazionale al PINETAbyVisionnaire a Milano Marittima Venerdì 17 Febbraio special guest PIERRE SARKOZY aka dj MOSE.
 

 
Venerdì 17 Febbraio arriva in anteprima nazionale al PINETAbyVisionnaire di Milano Marittima, e per la prima vota in consolle del locale più glamour d’Italia lo strepitoso Pierre Sarkozy, uno dei figli di Nicolas Sarkozy, ormai notissimo deejay col nome d’arte di dj Mosey. Capelli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><span style="COLOR: #ff0000">In anteprina nazionale al <strong>PINETAbyVisionnaire </strong>a<strong> </strong>Milano Marittima <strong>Venerdì 17 Febbraio </strong>special guest <strong>PIERRE SARKOZY aka dj MOSE.</strong></span></div>
<div><span style="COLOR: #ff0000"><strong> </strong></span></div>
<div style="text-align: center;"><span style="COLOR: #ff0000"><img class="alignnone size-full wp-image-13397" title="Pierre-Sarkozy-2" src="http://www.cultumedia.it/wp-content/uploads/2012/02/Pierre-Sarkozy-2.jpg" alt="Pierre-Sarkozy-2" width="280" height="418" /></span></div>
<div><span style="COLOR: #ff0000"> </span></div>
<div>Venerdì 17 Febbraio arriva in anteprima nazionale al <strong>PINETAbyVisionnaire</strong> di Milano Marittima, e per la prima vota in consolle del locale più glamour d’Italia lo strepitoso <strong>Pierre Sarkozy</strong>, uno dei figli di Nicolas Sarkozy, ormai notissimo deejay col nome d’arte di <strong>dj Mosey</strong>. Capelli biondi e selvaggi sottolineano il giovane fascino ribelle di Pierre, sempre più protagonista anche del gossip internazionale.</div>
<div>
<div><span style="FONT-FAMILY: 'Myriad Pro'"><strong> </strong></span></div>
<div><span style="FONT-FAMILY: 'Myriad Pro'"><strong>PINETAbyVisionnaire Milano Marittima</strong></span></div>
<div><span style="FONT-FAMILY: 'Myriad Pro'"><strong>Indirizzo: V.le Romagna, 66</strong></span></div>
<div><span style="FONT-FAMILY: 'Myriad Pro'"><strong>Milano Marittima (Ra)</strong></span></div>
<div><span style="FONT-FAMILY: 'Myriad Pro'"><strong>Tel: 0544.994728</strong></span></div>
</div>
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		<title>“LA DONNA CHE SBATTEVA NELLE PORTE” Recensione di Lorena Crisafulli</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 13:33:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorena</dc:creator>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
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		<description><![CDATA[In scena al Teatro Salaumberto di Roma, dal 24 gennaio al 5 febbraio 2012, “La donna che sbatteva nelle porte” è l’adattamento teatrale dell’omonimo romanzo di Roddy Doyle. Protagonista un’inedita Marina Massironi nei panni di Paula, una donna di 39 anni, che ha subìto inerme la violenza del marito. Diciassette lunghi anni fatti di percosse, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-13388" title="07_02_2012_la_donna_che_sbatteva_nelle_porte" src="http://www.cultumedia.it/wp-content/uploads/2012/02/07_02_2012_la_donna_che_sbatteva_nelle_porte-216x300.jpg" alt="07_02_2012_la_donna_che_sbatteva_nelle_porte" width="216" height="300" />In scena al <strong>Teatro Salaumberto di Roma</strong>, dal 24 gennaio al 5 febbraio 2012, <strong>“La donna che sbatteva nelle porte”</strong> è l’adattamento teatrale dell’omonimo romanzo di <strong>Roddy Doyle</strong>. Protagonista un’inedita <strong>Marina Massironi</strong> nei panni di <strong>Paula</strong>, una donna di 39 anni, che ha subìto inerme la violenza del marito. Diciassette lunghi anni fatti di percosse, fratture “incidentali”, corse all’ospedale per l’ennesima “caduta dalle scale”. Nel suo raccontare la tragedia vissuta, mediante flash back continui, in un grido che sa di speranza <strong>Paula</strong> urla <strong>“Chiedetemelo”! “Chiedetemi il perché di questi lividi, di questo braccio rotto, di questo sangue”.</strong> Ma nessuno attorno a lei si è mai accorto di nulla. <strong>Paula</strong> ha subìto silenziosamente la violenza, finendo senza più appigli nel baratro dell’alcolismo, vedendo e coltivando intorno a sé il vuoto. Nessuno ha potuto aiutarla, confortarla. Nessuno ha potuto salvarla dal nemico dentro casa. E in un monologo che parte da lontano, dall’adolescenza, dai banchi di scuola e dalle prime esperienze, <strong>Paula</strong> racconta al pubblico in sala la nascita del suo amore malato. Quando ancora ignara del futuro, si sentiva protetta da quell’uomo che sarebbe diventato suo marito e con cui avrebbe avuto quattro figli. Ma, sebbene il ricordo del passato le ridona speranza, riaccendendo il suo sguardo ormai spento, il presente più crudo le racconta inconfondibile la verità della violenza subìta senza colpa. Nota al grande pubblico per il sodalizio con il<strong> trio Aldo, Giovanni e Giacomo</strong>, <strong>Marina Massironi</strong>, in questo monologo curato da <strong>Giorgio Gallione</strong>, si presenta in tutta la sua completezza d’interprete. Non più soltanto comica, ma anche attrice drammatica, in grado di riportare in scena con intensità e convinzione una storia complicata, comune a molte, ma mai scontata. Il <strong>dramma di Paula</strong> è quello di tante donne che non riescono a ribellarsi ai soprusi, alle angherie, che sono costrette a sopportare tra le mura domestiche. Che cercano di giustificare la violenza o che, peggio ancora, si colpevolizzano pensando di essere state loro a catalizzare il male, con qualche atteggiamento, con una risposta poco cortese nei confronti del carnefice di turno.<span id="more-13387"></span> E, come <strong>Paula</strong>, finiscono per perdersi nella droga, nell’alcol, assenti a se stesse e ai loro figli. Ma se lei si è ribellata, trovando in sé la forza per reagire, vuol dire che la speranza le ha ridato quella dignità che sembrava sepolta. Quando infatti il racconto giunge al culmine, il germe della ribellione si è ormai insinuato nella sua mente, e finalmente riesce ad allontanare il pericolo e suo marito dalla sua vita. Ma la fatalità le riserverà un’amara sorpresa, che non allevierà il dolore, ma lo farà riemergere prepotentemente. Perché la violenza non si cancella mai e le ferite, che il tempo trasforma in cicatrici, resteranno lì per sempre a ricordarle chi era e chi è.</p>
<p align="right">
<p align="right"><strong>crisafulli@cultumedia.it</strong></p>
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