<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>CULTUMEDIA Magazine &#187; magia</title>
	<atom:link href="http://www.cultumedia.it/tag/magia/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.cultumedia.it</link>
	<description>Mensile di Cultura, Media, Società</description>
	<lastBuildDate>Thu, 02 Feb 2012 19:52:59 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.6</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>La Superstizione a tavola</title>
		<link>http://www.cultumedia.it/2008/11/01/la-superstizione-a-tavola/</link>
		<comments>http://www.cultumedia.it/2008/11/01/la-superstizione-a-tavola/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 31 Oct 2008 22:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Non è vero, ma ci credo]]></category>
		<category><![CDATA[magia]]></category>
		<category><![CDATA[superstizione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://cultumedia.syrus.it/2008/11/la-superstizione-a-tavola/</guid>
		<description><![CDATA[&#8230;chi non mangia lenticchie a Capodanno?di Santina Buscemi
La cucina di ogni popolo si fonde e nasce dalla cultura. Scrivendo su “google” piatti tipici o cucina tradizionale fra i risultati abbondano elenchi di festività e ricorrenze che sono contraddistinte dal consumo di determinati cibi. Perché avviene questo? La risposta è semplice: la storia e la fantasia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;" /><img style="margin: 5px; float: left;" title="copertina.jpg" alt="copertina.jpg" src="/images/stories/immagini2008/novembre/copertina.jpg" width="175" height="148" /><i><span style="font-family: arial; font-size: small;">&#8230;chi non mangia lenticchie a Capodanno?</span><br /><span style="font-family: arial; font-size: small;">di Santina Buscemi</span></i></p>
<p><span style="font-family: arial; font-size: small;">La cucina di ogni popolo si fonde e nasce dalla cultura. Scrivendo su “google” piatti tipici o cucina tradizionale fra i risultati abbondano elenchi di festività e ricorrenze che sono contraddistinte dal consumo di determinati cibi. Perché avviene questo? La risposta è semplice: la storia e la fantasia (ossia le credenze) di un popolo non restano nel mondo dell&#8217;astrattezza, ma si uniscono alla quotidianità delle persone, e basilare, nel vivere degli uomini, è il cibo.</span></p>
<p><span id="more-612"></span><br />
<span style="font-family: arial; font-size: small;">Scegliere di cibarsi di determinate vivande corrisponde, principalmente, ad un rituale scaramantico: si pensa che mangiare un piatto ben preciso in un momento dell&#8217;anno favorisca la buona sorte in generale e corrisponda inoltre a far sì che la persona ottenga dalla dea bendata dei regali ben precisi.</span><br /><span style="font-family: arial; font-size: small;">Questi gesti sono funzionali anche all&#8217;unità del gruppo: la condivisione del cibo unita alle doti propiziatrici di una particolare vivanda, creano momenti di forte condivisione fra le persone.</span><br /><span style="font-family: arial; font-size: small;">A porre il cibo al centro di rituali che si alternano durante l&#8217;anno, sono sia la tradizione religiosa, che quella pagana. Un esempio su tutti dell&#8217;utilizzo del cibo con significati legati alla fede è l&#8217;ostia durante la celebrazione eucaristica cristiana. L&#8217;ostia, un prodotto farinaceo il cui gusto ricorda il pane, simboleggia il corpo di Cristo e cibarsene significa unirsi al Divino. La Chiesa insegna agli adolescenti che si accostano alla Prima Comunione, una cerimonia di iniziazione al consumo dell&#8217;ostia, alcune regole che “preparano” il corpo e l&#8217;anima dell&#8217;individuo a tale rito: restare a digiuno almeno un&#8217;ora prima della Comunione, essere in pace ed aver confessato le proprie colpe, essere consapevoli dell&#8217;importanza del gesto.</span><br /><span style="font-family: arial; font-size: small;">Analizzare in questo modo il rituale della Comunione può far arricciare il naso ad alcuni credenti, ma astraendosi dai significati religiosi ed analizzando i gesti compiuti, si può osservare come non si tratti di nient&#8217;altro di diverso dalle credenze scaramantiche pagane. L&#8217;ostia e Il vino, bevuto dal sacerdote, consentono di compattare il gruppo di fedeli intorno alla chiesa, unendoli in un rito importante e sacro.</span><br /><span style="font-family: arial; font-size: small;">Per quel che concerne il consumo di determinati cibi da parte dei credenti, vi sono pietanze proibite ed altre di buon auspicio. Importante è questa suddivisione, a testimoniare come un particolare alimento possa influire sulla vita delle persone sia consumandolo, che astenendosene. L&#8217;esempio più significativo di ciò è l&#8217;osservanza dei digiuni, praticati anche in altre religioni (ad esempio il Ramadan islamico). La chiesa Cattolica impone al credente di rinunciare al consumo della carne durante il periodo di Quaresima. Tale usanza ha contribuito a diffondere anche nei bar e nei ristoranti la prevalenza di piatti a base di pesce il venerdì: questo non costituisce assolutamente una regola, soprattutto considerando la nostra epoca di secolarizzazione, ma da regole religiose ad abitudini laiche il passo è breve e spesso alcuni rituali si sono trasformati in semplici abitudini alimentari.</span><br /><span style="font-family: arial; font-size: small;">Questo è uno degli effetti della cucina legata alla scaramanzia: nel corso del tempo si affievolisce la consapevolezza dell&#8217;origine della tradizione e resta il semplice gesto; si sente spesso dire “Si usa mangiare questo cibo in questo particolare giorno dell&#8217;anno”, ma il significato di ciò resta nell&#8217;oblio.</span><br /><span style="font-family: arial; font-size: small;">Ogni nazione ed anche ogni regione, posseggono credenze legate ai prodotti agricoli della zona e alle influenze dei popoli che nel passato hanno occupato il territorio. </span><br /><span style="font-family: arial; font-size: small;">Vi sono inoltre tradizioni conosciute da praticamente tutti: le lenticchie a Capodanno, simbolo di prosperità economica, restano un piatto fisso all&#8217;interno dei menù della notte di San Silvestro. Mi è capitato di vedere tanta gente e, devo ammetterlo, io stessa l&#8217;ho fatto, “obbligarsi” a mangiare anche solo una cucchiaiata di lenticchie, nonostante la pancia piena ed un senso di nausea dovuta all&#8217;abbondante cena. Vien da sorridere, pensando a come credenze e superstizioni condizionino non solo il nostro agire, ma anche le nostre tavole. </span><br /><span style="font-family: arial; font-size: small;">E&#8217; un peccato, a mio avviso, che nel corso del tempo si perda il significato di queste tradizioni: senza essere accecati dalla scaramanzia e condizionati dalle regole del folklore, ricordare i gesti che nel passato legavano i cicli della natura al bisogno di credere di poter condizionare il fato, arricchisce il nostro legame con la storia dell&#8217;uomo.</span></div>
<h2  class="related_post_title">Gli utenti che hanno letto questo articolo, hanno letto anche ...</h2><ul class="related_post"><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/non-ci-credo-ma-mi-fermo/" title="Non ci credo, ma mi fermo">Non ci credo, ma mi fermo</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/le-funzioni-socialidei-rituali-scaramantici/" title="Le &#8220;funzioni sociali&#8221;dei rituali scaramantici">Le &#8220;funzioni sociali&#8221;dei rituali scaramantici</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/gli-alieni-terapia-dellimmaginario-occidentale-2/" title="Gli Alieni, terapia dell&#8217;immaginario occidentale">Gli Alieni, terapia dell&#8217;immaginario occidentale</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/amuleti-e-talismani/" title="Amuleti e Talismani">Amuleti e Talismani</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/volevo-un-gatto-nero/" title="Volevo un gatto nero">Volevo un gatto nero</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/17%e2%80%a6disgraziato-chi-lo-mette/" title="17…disgraziato chi lo mette">17…disgraziato chi lo mette</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/superstizione-dei-nostri-tempi/" title="Superstizione dei nostri tempi">Superstizione dei nostri tempi</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/arrivano-gli-alieni-storia-di-un%e2%80%99invasione/" title="Arrivano gli alieni? Storia di un’invasione">Arrivano gli alieni? Storia di un’invasione</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/il-disturbo-ossessivo-compulsivo/" title="Il disturbo ossessivo compulsivo">Il disturbo ossessivo compulsivo</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/linsostenibile-leggerezza-del-male/" title="L&#8217;insostenibile leggerezza del male">L&#8217;insostenibile leggerezza del male</a></li></ul>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cultumedia.it/2008/11/01/la-superstizione-a-tavola/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Non ci credo, ma mi fermo</title>
		<link>http://www.cultumedia.it/2008/11/01/non-ci-credo-ma-mi-fermo/</link>
		<comments>http://www.cultumedia.it/2008/11/01/non-ci-credo-ma-mi-fermo/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 31 Oct 2008 22:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Non è vero, ma ci credo]]></category>
		<category><![CDATA[magia]]></category>
		<category><![CDATA[superstizione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://cultumedia.syrus.it/2008/11/non-ci-credo-ma-mi-fermo/</guid>
		<description><![CDATA[Superstizioni e stregoni nello stress nazionaledi Federica Rondino
C’è chi teme il 17 e si terrorizza per venerdì 13; ci sono alberghi che non hanno la camera 13, e persone che frenano se vedono attraversare un gatto nero, e chi crede che i problemi si risolvano con una telefonata ad una rete locale. Credenze cristiane che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;"><img style="margin: 5px; float: left;" title="01_11_08_non ci credo ma mi fermo - copertina.jpg" alt="01_11_08_non ci credo ma mi fermo - copertina.jpg" src="/images/stories/immagini2008/novembre/01_11_08_non ci credo ma mi fermo - copertina.jpg" width="200" height="191" /><i>Superstizioni e stregoni nello stress nazionale<br />di Federica Rondino</i></p>
<p>C’è chi teme il 17 e si terrorizza per venerdì 13; ci sono alberghi che non hanno la camera 13, e persone che frenano se vedono attraversare un gatto nero, e chi crede che i problemi si risolvano con una telefonata ad una rete locale. Credenze cristiane che si mescolano a risposte pagane: 13 erano i discepoli al tavolo per l’ultima cena di Gesù e 13 sono i posti a tavola assolutamente da evitare. Se il sale cade bisogna lanciarlo per 3 volte dietro la schiena, e mai passare la saliera senza posarla sul tavolo; se c’è una scala meglio non passarle sotto e se uno specchio ti si rompe sono 7 anni di sfortuna. E se poi l’oroscopo dice che sarà una giornataccia, meglio chiudersi in casa.</p>
<p><span id="more-602"></span></p>
<p>Da un recente studio pubblicato su “Science” si scopre che tanto più si è stressati tanto più si è superstiziosi. Sembra infatti che lo stress provochi una perdita di controllo sulla vita che conduce a paranoie e pratiche superstizione. Se questo è vero, noi italiani siamo un popolo che cammina a braccetto con lo stress! Sono infatti 8 milioni gli italiani che fanno ricorso a maghi o indovini e 30000 gli stregoni operanti sul territorio nazionale. A differenza del luogo comune che ritiene gli abitanti del sud più inclini a questo tipo di comportamenti, su un 15% di popolazione nazionale che vi crede il 42% è residente al nord (Torino spicca in vetta) e solo un 19% al sud. Ad affidarsi a presunti maghi sono tutte le categorie sociali, con una prevalenza di donne casalinghe di media età.</p>
<p>Se pubblicizzarsi su radio, reti televisive e quotidiani resta la principale strategia adottata da sedicenti guaritori ed indovini, la nuova frontiera è www.e-bay.it dove vi si trovano inserzioni di cartomanti e si possono acquistare miracolose pozioni fatte per lo più di sostanze allucinogene vietate in Italia. L’esplodere della presenza di maghi nelle televisioni, soprattutto locali, ha portato alla sentenza di divieto alla trasmissione di tali programmi prima della mezzanotte. Questo divieto sembra però non aver placato il fenomeno: dal 1994 al 2007 sono state 15.000 le truffe confessate al Telefono Antiplagio. Si, confessate perché, seppure si parli dell’inganno che portano con sé le predizioni televisive (e non), tuttavia le persone continuano a cercarvi la speranza ed anche a vergognarsene. Se è di questi giorni la retata delle Fiamme Gialle ad una maga di Pordenone che aveva evaso 500mila€,  i nomi più noti tra i truffatori sono quelli di Vanna Marchi  e del mago Do Nascimiento, che con le loro truffe a base di sale sciolto nell’acqua e similari hanno derubato cittadini creduloni per 33milioni di € in cinque anni.</p>
<p>Quello della superstizione e del credere agli stregoni è un fenomeno che esiste da sempre ed ovunque, ma l’arrivare a rovinarsi per esso credo sia una delle più forti cause di crisi economica familiare. Se infatti chi lavora percepisce uno stipendio il più delle volte appena sufficiente alla sopravvivenza personale, indovinare i sei numeri del Superenalotto porta ad essere milionari (recente è il jackpot record di 100milioni di €): non è questa un’istigazione ad affidarsi ai “numeri”!? E se c’è qualcuno che dice di indovinarli per te, non è forse plausibile che un lavoratore che vive con 800€ al mese e paga un mutuo di 400 provi ad affidarsi ad essi? E se è stressato da questa vita super caotica, non avrà meno canali liberi per giudicare criticamente le sue azioni? Si può ritenere che giocare una volta i numeri per “provarci” non sia un dramma, invece che si permetta a persone senza scrupolo di arricchirsi con l’”ingenuità” e la disperazione altrui sia un comportamento inammissibile. “l’oroscopo dice che… meglio affrontare la vita con i propri occhi”</p></div>
<h2  class="related_post_title">Gli utenti che hanno letto questo articolo, hanno letto anche ...</h2><ul class="related_post"><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/la-superstizione-a-tavola/" title="La Superstizione a tavola">La Superstizione a tavola</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/le-funzioni-socialidei-rituali-scaramantici/" title="Le &#8220;funzioni sociali&#8221;dei rituali scaramantici">Le &#8220;funzioni sociali&#8221;dei rituali scaramantici</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/gli-alieni-terapia-dellimmaginario-occidentale-2/" title="Gli Alieni, terapia dell&#8217;immaginario occidentale">Gli Alieni, terapia dell&#8217;immaginario occidentale</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/amuleti-e-talismani/" title="Amuleti e Talismani">Amuleti e Talismani</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/volevo-un-gatto-nero/" title="Volevo un gatto nero">Volevo un gatto nero</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/17%e2%80%a6disgraziato-chi-lo-mette/" title="17…disgraziato chi lo mette">17…disgraziato chi lo mette</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/superstizione-dei-nostri-tempi/" title="Superstizione dei nostri tempi">Superstizione dei nostri tempi</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/arrivano-gli-alieni-storia-di-un%e2%80%99invasione/" title="Arrivano gli alieni? Storia di un’invasione">Arrivano gli alieni? Storia di un’invasione</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/il-disturbo-ossessivo-compulsivo/" title="Il disturbo ossessivo compulsivo">Il disturbo ossessivo compulsivo</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/linsostenibile-leggerezza-del-male/" title="L&#8217;insostenibile leggerezza del male">L&#8217;insostenibile leggerezza del male</a></li></ul>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cultumedia.it/2008/11/01/non-ci-credo-ma-mi-fermo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Le &#8220;funzioni sociali&#8221;dei rituali scaramantici</title>
		<link>http://www.cultumedia.it/2008/11/01/le-funzioni-socialidei-rituali-scaramantici/</link>
		<comments>http://www.cultumedia.it/2008/11/01/le-funzioni-socialidei-rituali-scaramantici/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 31 Oct 2008 22:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Non è vero, ma ci credo]]></category>
		<category><![CDATA[magia]]></category>
		<category><![CDATA[superstizione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://cultumedia.syrus.it/2008/11/le-funzioni-socialidei-rituali-scaramantici/</guid>
		<description><![CDATA[La condivisione di sentimenti contro le avversità della vitadi Angelo Giuliani
Le scaramanzie e le superstizioni, come tutte le tradizioni rupestri, sono un bene inestimabile che la nostra Italia custodisce gelosamente, soprattutto nei piccoli centri di campagna. Sono parte integrante della nostra cultura da millenni, sono simbolo ancora efficace di quello che l’italica gente è stata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;"><img style="margin: 5px; float: left;" title="01_11_08_speciale_le funzioni sociali dei rituali scaramantici_copertina.jpg" alt="01_11_08_speciale_le funzioni sociali dei rituali scaramantici_copertina.jpg" src="/images/stories/immagini2008/novembre/01_11_08_speciale_le funzioni sociali dei rituali scaramantici_copertina.jpg" width="200" height="129" /><i>La condivisione di sentimenti contro le avversità della vita<br />di Angelo Giuliani</i></p>
<p>Le scaramanzie e le superstizioni, come tutte le tradizioni rupestri, sono un bene inestimabile che la nostra Italia custodisce gelosamente, soprattutto nei piccoli centri di campagna. Sono parte integrante della nostra cultura da millenni, sono simbolo ancora efficace di quello che l’italica gente è stata in tempi antichi. I tempi moderni hanno trasformato questo modo di essere, ma non hanno spento del tutto la paura dell’ignoto, della morte e dei segreti del mondo a cui nessuno, anche da tempi immemori, sa darne spiegazione.</p>
<p><span id="more-606"></span><br />
Spesso si assiste a rituali particolari eseguiti appunto “per scaramanzia”, specialmente per allontanare la cattiva sorte sempre “pronta” dietro l’angolo. Perché si eseguono con tanta convinzione e soprattutto perché sono così diffusi nella parte meridionale dell’Italia? Le risposte sono rinvenibili principalmente in due  argomentazioni intuitive che hanno una spiegazione antropologica di tutto rispetto. In tempi antichi, la paura dell’ignoto, della morte e di ciò che spaventa e che turba l’equilibrio della tranquillità (nella sua menzione più ampia), ha rappresentato per le popolazioni contadine più un handicap che un fattore di riscossa o di sprono. La povertà dei campi, le condizioni precarie sin dalla notte dei tempi fanno riemergere alla mente l’impossibilità dei contadini di reagire alla sorte avversa. Viene subito alla mente il Feudalesimo, decine di famiglie di contadini sotto il potere dei feudatari che in epoche più recenti (ovvero fino alla fine degli anni ’60 del novecento) si tramutarono in braccianti e latifondisti.</p>
<p>E’ quindi facilmente rinvenibile nelle tradizioni rupestri una sorta di “esorcismo” capace di far andare avanti le popolazioni afflitte in modo più “sicuro” . La convinzione che alcuni tipi di rituali creati ad  hoc per le varie occasioni potessero sconfiggere quello che la ragione umana, o la quantità di beni disponibili non poteva, si fa strada come verità e che quindi risulta “potenza reale” verso i malefici poteri della sventura. Bisogna tener conto, inoltre, del luogo come culla di alcuni tipi di comportamenti. Per quanto riguarda il  caso italiano, ad esempio, una presenza esasperata di superstizione è rinvenibile nel sud Italia proprio per la maggior debolezza che questa parte della penisola aveva verso i poteri forti. Le due accezioni sono strettamente collegate in quanto correlate dal filo storico che unisce il tempo e i luoghi come unica entità. Altro punto nodale della seconda accezione infatti, è la questione di “colonizzazione” avvenuta nei secoli. Non bisogna dimenticare, infatti, che il sud dell’Italia è stato per secoli “minacciato” da una continua invasione di culture diverse. Fenici, Arabi, Turchi, Spagnoli hanno influenzato non poco gli usi e costumi di queste terre, rendendole “multiculturali”. Non è raro venire a conoscenza di alcuni gesti scaramantici che non siano di provenienza prettamente italiana in quanto hanno una forte connotazione straniera e quindi un forte senso di diversità, ma che per cause storiche e sociali le popolazioni del mezzogiorno hanno finito per farle proprie. Un esempio è “l’affascino” usato per togliere il malocchio, il male da sventura per eccellenza, che proviene molto probabilmente dai greci, impiantatisi in Sicilia, e che i flussi migratori intorno all’anno mille hanno fatto sì che altre regioni dell’Italia meridionale ne venissero a conoscenza.</p>
<p>Si tratta, dunque, principalmente di un fattore di “Identità” di un popolo, ossia la coscienza che il popolo ha sul suo modo di essere, di cosa è veramente e di come attraversa gli anni della sua esistenza. I cambiamenti, le storie, gli eventi in genere attraverso le manifestazioni “pseudo pagane” come le scaramanzie sono lo specchio dell’evoluzione umana e del proprio cammino. Capire inoltre come religione e scaramanzia “vadano a braccetto” è invitante come sapere cosa succederà domani, essendo un passaggio interessante soprattutto dal punto di vista culturale. Ad esempio per le anziane del paese che praticavano “l’affascino” per poi andare la domenica a messa, era ed è (perché la pratica esiste ancora) per loro, del tutto normale che le due cose convivano pacificamente. Anzi, il più delle volte rispondono che questo potere derivi dal Signore e che bisogna imparare il metodo durante la notte di Natale. La coesione sociale, religiosa, culturale per molti sociologi ha segnato anni di ricerca, che alcuni definiscono  prerogativa essenziale del genere umano. “L’uomo è un animale sociale” asseriva Seneca, ed è quindi auspicabile che tutte le sue attività siano praticamente condivise da tutto il gruppo. In definitiva. la scaramanzia come fattore di coesione sociale e condivisa da tutti è sinonimo di verità, dato che anche con il passare del tempo alcune abitudini non si sono perse, anzi, si sono allargate sconfinando, grazie all’immigrazione, in luoghi con caratteristiche totalmente diverse dai luoghi d’origine. </div>
<h2  class="related_post_title">Gli utenti che hanno letto questo articolo, hanno letto anche ...</h2><ul class="related_post"><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/la-superstizione-a-tavola/" title="La Superstizione a tavola">La Superstizione a tavola</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/non-ci-credo-ma-mi-fermo/" title="Non ci credo, ma mi fermo">Non ci credo, ma mi fermo</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/gli-alieni-terapia-dellimmaginario-occidentale-2/" title="Gli Alieni, terapia dell&#8217;immaginario occidentale">Gli Alieni, terapia dell&#8217;immaginario occidentale</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/amuleti-e-talismani/" title="Amuleti e Talismani">Amuleti e Talismani</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/volevo-un-gatto-nero/" title="Volevo un gatto nero">Volevo un gatto nero</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/17%e2%80%a6disgraziato-chi-lo-mette/" title="17…disgraziato chi lo mette">17…disgraziato chi lo mette</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/superstizione-dei-nostri-tempi/" title="Superstizione dei nostri tempi">Superstizione dei nostri tempi</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/arrivano-gli-alieni-storia-di-un%e2%80%99invasione/" title="Arrivano gli alieni? Storia di un’invasione">Arrivano gli alieni? Storia di un’invasione</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/il-disturbo-ossessivo-compulsivo/" title="Il disturbo ossessivo compulsivo">Il disturbo ossessivo compulsivo</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/linsostenibile-leggerezza-del-male/" title="L&#8217;insostenibile leggerezza del male">L&#8217;insostenibile leggerezza del male</a></li></ul>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cultumedia.it/2008/11/01/le-funzioni-socialidei-rituali-scaramantici/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Gli Alieni, terapia dell&#8217;immaginario occidentale</title>
		<link>http://www.cultumedia.it/2008/11/01/gli-alieni-terapia-dellimmaginario-occidentale-2/</link>
		<comments>http://www.cultumedia.it/2008/11/01/gli-alieni-terapia-dellimmaginario-occidentale-2/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 31 Oct 2008 22:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Non è vero, ma ci credo]]></category>
		<category><![CDATA[magia]]></category>
		<category><![CDATA[superstizione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://cultumedia.syrus.it/2008/11/gli-alieni-terapia-dellimmaginario-occidentale-2/</guid>
		<description><![CDATA[Da “La guerra dei mondi” a “Cloverfield”: la rappresentazione di una minacciadi Alessio Di Lella
E’ forse la prospettiva di una chiarezza che non c’è, di una forma di conoscenza terapeutica a ridosso di un boom cognitivo senza precedenti, ma la figura dell’alieno è stata la più stressata valvola di rappresentazione dell’immaginario nella nostra civiltà moderna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;"><img style="margin: 5px; float: left;" title="speciale _ gli alieni terapia dellimmaginario occidentale - copertina.jpg" alt="speciale _ gli alieni terapia dellimmaginario occidentale - copertina.jpg" src="/images/stories/immagini2008/novembre/speciale _ gli alieni terapia dellimmaginario occidentale - copertina.jpg" width="159" height="200" /><i>Da “La guerra dei mondi” a “Cloverfield”: la rappresentazione di una minaccia<br />di Alessio Di Lella</i></p>
<p>E’ forse la prospettiva di una chiarezza che non c’è, di una forma di conoscenza terapeutica a ridosso di un boom cognitivo senza precedenti, ma la figura dell’alieno è stata la più stressata valvola di rappresentazione dell’immaginario nella nostra civiltà moderna da due secoli a questa parte. Onore a Herbert George Welles, padre della fantascienza, che nel 1897 pubblica il suo romanzo più famoso, “La guerra dei mondi”, critica indiretta al colonialismo europeo ed alla sua violenta presunzione di poter governare ovunque alla luce della propria superiorità tecnologica. Superiori erano gli alieni, più alti, forti, tecnologicamente potenti. Tanto di cappello anche agli illustratori della prima edizione londinese che uscì nel finire del XIX secolo: in copertina erano disegnati cervelloni striscianti dai mille tentacoli orali invadono una terra desolata a cavallo dei loro veicoli, i tripodi, simili a dischi volanti con capsula sporgente di pilotaggio: sembrano i satelliti odierni.</p>
<p><span id="more-604"></span></p>
<p>La sfida di una rappresentazione esorcistica dei propri limiti, dei propri parametri di civiltà nei confronti di un diverso, di un abitante dell’altrove, è stata oggetto del cinema hollywoodiano e delle sue politiche culturali del secondo dopoguerra. Nel 1950 Irving Pichel gira “Uomini sulla luna”, dove tre arditi statunitensi si alleano per organizzare una spedizione sulla luna prima dei sovietici. Primo film politico sul “viaggio nello spazio”, è nella fiction che gli americani pronosticano e vincono la guerra tecnologica aggiudicatasi dal vero in quel 20 luglio 1969 per mezzo del razzo vettore “Saturno 5”. Quel film portò a casa il riflesso della guerra contro i Russi ed un immaginario sullo Spazio che verteva sugli antagonisti di quello scontro. Non è azzardato affermare che gli alieni nel cinema americano, negli anni ’50, erano comunisti. “Ultimatum alla terra” (Robert Wise, 1951) parla di un alieno, Klaatu, che arriva sulla terra portando un piccolo dono. Quando un nostro spaventato soldato apre il fuoco, dal disco volante esce un gigantesco robot, Gort, che annienta le forze militari circostanti con un raggio ad energia nucleare. Klaatu decide allora di ispezionare il nostro pianeta e lascia in sorveglianza Gort: per tutto il film, l’agghiacciante presenza di quell’automa dai poteri nucleari tiene a bada le intenzioni militari del Governo. Resosi conto dopo alcuni diplomatici tentativi che sul nostro pianeta è impossibile aprire un dialogo se non accordandosi con parti di fazioni in guerra permanente, Klaatu avvisa i nostri Governatori: se non cessano subito lo stato di belligeranza, in quanto pericoloso per l’ordine del sistema galattico, sarà costretto ad annientare l’intero pianeta Terra. Klaatu riparte con questo monito, un ultimatum di terrore che lascia senza parole, così come “senza conclusione” è il film, che si chiude proprio dopo la pronuncia dell’ultimatum. “Ultimatum alla terra” è un film sulla deterrenza nucleare, quella che poi determinerà la guerra fredda tra Stati Uniti e Russia. Se il film di Wise parla di una sovversiva diplomazia di guerra da parte di un invasore, con “La cosa da un altro mondo” (Christian Nyby, 1951) succede il contrario: il problema inizia in fase di missione esplorativa per ispezionare un oggetto non identificato atterrato in Antartide. Alla riscoperta di un corpo congelato di un extraterrestre, per errore un nostro soldato pone su di esso una coperta termica, riportandolo in vita. E’ il primo film su un mostro venuto dallo spazio: la cosa, l’invasore d’oltreoceano, è un nemico crudele e sanguinario. Non sanguinari, ma “manipolatori” mentali sono invece gli alieni che atterrano attraverso enormi bacilli ne L’invasione degli ultracorpi (Don Siegel, 1956). Anch’esso parabola anticomunista, il film è un’inquietante e suggestiva invasione della coscienza degli abitanti di una tranquilla cittadina americana. La “civilizzazione aliena” conduce ad uno stato di terrore quotidiano dove l’ordine politico e sociale viene sovvertito da un principio piatto di uguaglianza e indifferenza.</p>
<p>Servirà un regista dichiaratamente “di sinistra” come John Carpenter per ribaltare l’immagine aliena nel cinema americano. Nel suo film “Essi vivono” (1988), un operaio disoccupato di Los Angeles viene in possesso di occhiali da sole magici che permettono di vedere “attraverso” la realtà. Una volta indossati, scopre che la nostra società è colonizzata dagli alieni, i volti dei quali si celano dietro le persone che ci circondano, e molti dei quali allacciano rapporti con “umani” magnati e grandi industriali. Il protagonista legge messaggi subliminali dietro le banconote, i cartelloni pubblicitari, la televisione: “obbedisci”, “guarda la tv”, “il denaro è il tuo Dio”. Se dunque gli alieni negli anni ’50 erano comunisti, nella spietata disamina di John Carpenter essi sono capitalisti, affaristi liberali. Eppure, era proprio un virus che attaccava il “libero mercato” ad essere il soggetto dello stupendo “Alien” di Ridley Scott (1979, avente due sequel: “Aliens”, 1986, di James Cameron, e “Alien3”, 1996, di David Fincher). Suggestiva macchina per mettere spavento, il film di Ridley Scott sfocia nell’horror nel momento in cui rappresenta la figura dell’ignoto in quella deforme figura aliena dal cervello enorme. L’astronave da carico Nostromo, durante una sosta fuoriprogramma in un pianeta sconosciuto, viene invasa da una creatura aliena che semina terrore nell’equipaggio. Sono in errore i commercianti, che deviano le proprie operazioni di trasporto, o è sotto accusa la terra straniera dove il commercio, il progresso, viene portato ma rimane vittima di un attacco sanguinoso?</p>
<p>La trilogia di Scott – Cameron – Fincher introduce la caratterizzazione mostruosa nella figura dell’alieno. Se prima gli alieni erano “umanoidi”, razze meglio sviluppate o eleganti figure diplomatiche come il Klaatu di “Ultimatum alla terra”, negli ultimi due decenni la sua figura s’è intrisa di una mostruosità informe e disgustosa. Ciò è probabilmente dovuto all’assenza di una minaccia territoriale o politica ben definita nella società della violenza di fine secolo. E’ anche vero, però, che a tale palinsesto di orrore mostruoso c’è stato un antipodo di “non rappresentazione” che ha visto nella figura dell’alieno una semplice entità, un punto interrogativo, un “x-file”. Nel 1998 fu Barry Levinson, regista sempre attento alle politiche culturali e comunicative del mondo americano, a portare sul grande schermo un romanzo di Michael Crichton del 1987, “Sfera”. Nel film di Levinson, l’alieno è una creatura informe, para-dimensionale, che non ha fisicità se non nella sua essenza perfetta, che è appunto quella di una sfera. Thriller suboceanico, “Sfera” sembra essere il punto di non ritorno del nostro immaginario sull’alieno: esso c’è, agisce sulle nostre menti e sulle nostre percezioni spaziotemporali, ma non si lascia interpretare, scrutare con dovizia. Del resto, giusto un anno prima, il film “Contact” di Robert Zemeckis indagava proprio questa tematica aliena: le forme di vita aliene si captano, ma non si mostrano a noi, né si presentano sul nostro territorio; cercano soltanto di instaurare una forma di comunicazione fredda con le nostre migliori menti. Film sulla percezione, sul fuoricampo, sulla poetica del sentire che suggestiona il senso della vista, “Contact” era uno degli ultimi disillusi interpreti di una minaccia che non c’è, di un diverso che vuole conoscerci. Tutto il resto, nel terzo millennio, è storia. Buona parte del mondo occidentale è oggi in guerra. Hollywood riporta sul grande schermo la minaccia in tutta la sua mostruosità. Profetico, al finir del secolo, fu Roland Emmerich, che col suo fantacolosso “Independence Day” (1996) ridiede forma e volto alla figura aliena in un periodo in cui questa sembrava andarsi spegnendo. Mostruosi, telepatici e polipeschi alieni invadono l’America e il resto del mondo. Il film, americocentrico più che mai, patriottico, ottimista, deridente del pacifismo e dell’ecologia, porta la guerra agli alieni alla ribalta. Si apre un decennio di lotte al cinema, remake, guerre, contatti, culminato col catastrofico “Cloverfield” (2008) del geniale J.J.Abrams, produttore di Lost. Manhattan, sede ideale di un mostro dalle dimensioni sproporzionate (Godzilla insegna), viene invasa da un distruttore senza nome che sovverte la stabilità dei civili. Brand multimediale della vendita del terrore, in rete, al cinema, sulla carta e in televisione questo mostro non si è visto se non nella sua uscita al cinema. Un film potente, che congiunge l’avvento del terrore con la sua visione “in diretta”, così come gli strateghi dell’11 settembre hanno mirabilmente messo in atto con la regia degli attentati, lasciando un gap di 18 minuti tra il primo e il secondo attacco aereo affinché avessimo il tempo di piazzare le telecamere e vedere la morte in diretta mondiale. Contemporaneo,<br />
documentaristico, digitale, accumulatore psichedelico di lampi di catastrofe, “Cloverfield” è un sovraccarico ideologico dell’invasore di Manhattan, il terrorista apocalittico, l’alieno inaffrontabile nei confronti del quale abbiamo solo una possibilità: filmare, e vedere impassibili la distruzione della nostra storia.</div>
<h2  class="related_post_title">Gli utenti che hanno letto questo articolo, hanno letto anche ...</h2><ul class="related_post"><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/la-superstizione-a-tavola/" title="La Superstizione a tavola">La Superstizione a tavola</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/non-ci-credo-ma-mi-fermo/" title="Non ci credo, ma mi fermo">Non ci credo, ma mi fermo</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/le-funzioni-socialidei-rituali-scaramantici/" title="Le &#8220;funzioni sociali&#8221;dei rituali scaramantici">Le &#8220;funzioni sociali&#8221;dei rituali scaramantici</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/amuleti-e-talismani/" title="Amuleti e Talismani">Amuleti e Talismani</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/volevo-un-gatto-nero/" title="Volevo un gatto nero">Volevo un gatto nero</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/17%e2%80%a6disgraziato-chi-lo-mette/" title="17…disgraziato chi lo mette">17…disgraziato chi lo mette</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/superstizione-dei-nostri-tempi/" title="Superstizione dei nostri tempi">Superstizione dei nostri tempi</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/arrivano-gli-alieni-storia-di-un%e2%80%99invasione/" title="Arrivano gli alieni? Storia di un’invasione">Arrivano gli alieni? Storia di un’invasione</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/il-disturbo-ossessivo-compulsivo/" title="Il disturbo ossessivo compulsivo">Il disturbo ossessivo compulsivo</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/linsostenibile-leggerezza-del-male/" title="L&#8217;insostenibile leggerezza del male">L&#8217;insostenibile leggerezza del male</a></li></ul>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cultumedia.it/2008/11/01/gli-alieni-terapia-dellimmaginario-occidentale-2/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Amuleti e Talismani</title>
		<link>http://www.cultumedia.it/2008/11/01/amuleti-e-talismani/</link>
		<comments>http://www.cultumedia.it/2008/11/01/amuleti-e-talismani/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 31 Oct 2008 22:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Non è vero, ma ci credo]]></category>
		<category><![CDATA[magia]]></category>
		<category><![CDATA[superstizione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://cultumedia.syrus.it/2008/11/amuleti-e-talismani/</guid>
		<description><![CDATA[Come proteggersi contro la malasortedi Maria Rosaria RE

Tutti, malgrado la nostra volontà di definirci scettici, ci circondiamo nella vita di ogni giorno di strani oggetti contro la malasorte; amuleti e talismani sono ormai considerati, da millenni, insostituibili elementi della nostra esistenza. Di cosa stiamo parlando? Il ferro di cavallo, il quadrifoglio, le coccinelle, la medaglia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="margin: 5px; float: left;" title="01_11_08_speciale_amuleti e talismani_copertina.jpg" alt="01_11_08_speciale_amuleti e talismani_copertina.jpg" src="/images/stories/immagini2008/novembre/01_11_08_speciale_amuleti e talismani_copertina.jpg" width="188" height="200" /><i>Come proteggersi contro la malasorte<br />di Maria Rosaria RE</i></p>
<p></p>
<div style="text-align: justify;">Tutti, malgrado la nostra volontà di definirci scettici, ci circondiamo nella vita di ogni giorno di strani oggetti contro la malasorte; amuleti e talismani sono ormai considerati, da millenni, insostituibili elementi della nostra esistenza. Di cosa stiamo parlando? Il ferro di cavallo, il quadrifoglio, le coccinelle, la medaglia di S. Cristoforo nel cruscotto della macchina, il cornetto, un soldo bucato…e l’elenco è ancora lungo!</p>
<p><span id="more-607"></span><br />
La pratica di preservare la propria incolumità a fronte di aspetti del quotidiano oscuri è molto antica ed è nata con la superstizione: la volontà di aggrapparsi con tutte le forze alle probabili occasioni di protezione offerte da oggetti e riti scaramantici. Garantire serenità e pace ai loro possessori, allontanare da sé e dalle persone care ogni forma di malattia e malignità: ecco i compiti di amuleti  e talismani. E sono proprio queste le proprietà che maggiormente hanno destato l’interesse dell’antico popolo egizio, arrivato a creare degli amuleti una vera e propria religione. Lo Scarabeo assunse il simbolo di rigenerazione dopo la vita terrena e oggetto che mai avrebbe dovuto abbandonare il corpo del defunto durante il viaggio dopo la morte; l’occhio di Horus, rappresentante dell’energia femminile, divenne un rappresentazione legata a poteri terapeutici e protettivi. Ed è grazie a queste antiche fonti che l’amuleto (dal latino A-MÒLIOR “allontanare, tener lungi”) giunge nelle culture odierne.</p>
<p>Esso è oggi considerato “protettivo-passivo”, protegge e porta fortuna in generale; il talismano, al contrario,  è “attivo”, propizia e attira particolari benefici, arrivando anche a donare delle potenzialità al suo possessore. L&#8217;amuleto e&#8217; solitamente o un oggetto semplice, naturale (una pietra) o un manufatto &#8220;artificiale&#8221; (un ciondolo a forma di quadrifoglio); il talismano e&#8217; invece un manufatto o un oggetto naturale lavorato appositamente per uno scopo, secondo le corrispondenze, in particolare quelle astrologiche.  Per quanto, quindi, virtualmente esso si possa associare all’amuleto, compie un’azione del tutto diversa o addirittura opposta. L’origine della parola talismano è araba, e significa oggetto consacrato (dal persiano &#8220;tilisma¯n&#8221; e questo dal greco télesma “rito religioso”). Ed è infatti mediante un rituale ben preciso che viene costruito un talismano, tenendo conto del giorno in cui vengono costruiti, dell’influsso dei pianeti, scegliendo accuratamente i metalli e i segni cabalistici più adatti al lavoro che dovrà compiere.</div>
<h2  class="related_post_title">Gli utenti che hanno letto questo articolo, hanno letto anche ...</h2><ul class="related_post"><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/la-superstizione-a-tavola/" title="La Superstizione a tavola">La Superstizione a tavola</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/non-ci-credo-ma-mi-fermo/" title="Non ci credo, ma mi fermo">Non ci credo, ma mi fermo</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/le-funzioni-socialidei-rituali-scaramantici/" title="Le &#8220;funzioni sociali&#8221;dei rituali scaramantici">Le &#8220;funzioni sociali&#8221;dei rituali scaramantici</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/gli-alieni-terapia-dellimmaginario-occidentale-2/" title="Gli Alieni, terapia dell&#8217;immaginario occidentale">Gli Alieni, terapia dell&#8217;immaginario occidentale</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/volevo-un-gatto-nero/" title="Volevo un gatto nero">Volevo un gatto nero</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/17%e2%80%a6disgraziato-chi-lo-mette/" title="17…disgraziato chi lo mette">17…disgraziato chi lo mette</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/superstizione-dei-nostri-tempi/" title="Superstizione dei nostri tempi">Superstizione dei nostri tempi</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/arrivano-gli-alieni-storia-di-un%e2%80%99invasione/" title="Arrivano gli alieni? Storia di un’invasione">Arrivano gli alieni? Storia di un’invasione</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/il-disturbo-ossessivo-compulsivo/" title="Il disturbo ossessivo compulsivo">Il disturbo ossessivo compulsivo</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/linsostenibile-leggerezza-del-male/" title="L&#8217;insostenibile leggerezza del male">L&#8217;insostenibile leggerezza del male</a></li></ul>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cultumedia.it/2008/11/01/amuleti-e-talismani/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Volevo un gatto nero</title>
		<link>http://www.cultumedia.it/2008/11/01/volevo-un-gatto-nero/</link>
		<comments>http://www.cultumedia.it/2008/11/01/volevo-un-gatto-nero/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 31 Oct 2008 22:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Non è vero, ma ci credo]]></category>
		<category><![CDATA[magia]]></category>
		<category><![CDATA[superstizione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://cultumedia.syrus.it/2008/11/volevo-un-gatto-nero/</guid>
		<description><![CDATA[Evoluzione semantica dell’animale legato al concetto di S-fortunaSilvia Costa
Superstiziosi o non superstiziosi, ancora la maggior parte degli italiani preferisce rischiare di essere tamponato piuttosto che incrociare per primi il passaggio di un gatto nero; ma quale l’origine di questa credenza popolare, e quale l’atteggiamento nel resto del mondo?

Per gli antichi Egizi il gatto nero era [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;"><img style="margin: 5px; float: left;" title="01_11_08_speciale_volevo un gatto nero_copertina.jpg" alt="01_11_08_speciale_volevo un gatto nero_copertina.jpg" src="/images/stories/immagini2008/novembre/01_11_08_speciale_volevo un gatto nero_copertina.jpg" width="200" height="147" /><i>Evoluzione semantica dell’animale legato al concetto di S-fortuna<br />Silvia Costa</i></p>
<p>Superstiziosi o non superstiziosi, ancora la maggior parte degli italiani preferisce rischiare di essere tamponato piuttosto che incrociare per primi il passaggio di un gatto nero; ma quale l’origine di questa credenza popolare, e quale l’atteggiamento nel resto del mondo?</p>
<p><span id="more-608"></span><br />
Per gli antichi Egizi il gatto nero era la perfetta incarnazione di Bastet, divinità con corpo di donna e testa felina, simbolo di fertilità e maternità. Per gli antichi Greci era Rhea, dea della Natura e dell’Universo, che ancora una volta trovava la sua perfezione nella rarità del felino dal colore nero. Le cose iniziano a cambiare con l’avvento del Cristianesimo, dove si risponde alla necessità di individuare il maligno, con la persecuzione di tutti gli esseri ritenuti demoniaci per la loro abitudine o associazione al notturno. Così insieme alla conosciuta caccia alle streghe, si procede anche allo sterminio di circa 1500 milioni di gatti, ritenuti colpevoli di incidenti notturni, non perchè invisibili ai cavalli che trainavano le carrozze, ma per inspiegabili poteri soprannaturali. Viene quasi da ridere pensando poi che la mattanza del felino iettatore abbia in realtà portato disastrose conseguenze sanitarie, riempiendo le strade di ratti a piede libero.</p>
<p>Col passare del tempo, e mentre la cultura mediterranea rimane fedele all’ignorante superstizione medievale, l’Europa nordica eleva il gatto nero a simbolo di fortuna e prosperità, addirittura di amore per le giovani ragazze che incrociano il suo cammino, facendolo soggetto di ciondoli e soprammobili per apprezzatissimi doni. La data della rivalsa è il 17 novembre 2007, quando anche in Italia il felino scuro ha iniziato la sua rivincita con il primo “Gatto nero day” indetto dall’Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente, e avente come inno niente di meno che la celebre frase di Totò “Signori si nasce. E io, modestamente, lo nacqui!”.</div>
<h2  class="related_post_title">Gli utenti che hanno letto questo articolo, hanno letto anche ...</h2><ul class="related_post"><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/la-superstizione-a-tavola/" title="La Superstizione a tavola">La Superstizione a tavola</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/non-ci-credo-ma-mi-fermo/" title="Non ci credo, ma mi fermo">Non ci credo, ma mi fermo</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/le-funzioni-socialidei-rituali-scaramantici/" title="Le &#8220;funzioni sociali&#8221;dei rituali scaramantici">Le &#8220;funzioni sociali&#8221;dei rituali scaramantici</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/gli-alieni-terapia-dellimmaginario-occidentale-2/" title="Gli Alieni, terapia dell&#8217;immaginario occidentale">Gli Alieni, terapia dell&#8217;immaginario occidentale</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/amuleti-e-talismani/" title="Amuleti e Talismani">Amuleti e Talismani</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/17%e2%80%a6disgraziato-chi-lo-mette/" title="17…disgraziato chi lo mette">17…disgraziato chi lo mette</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/superstizione-dei-nostri-tempi/" title="Superstizione dei nostri tempi">Superstizione dei nostri tempi</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/arrivano-gli-alieni-storia-di-un%e2%80%99invasione/" title="Arrivano gli alieni? Storia di un’invasione">Arrivano gli alieni? Storia di un’invasione</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/il-disturbo-ossessivo-compulsivo/" title="Il disturbo ossessivo compulsivo">Il disturbo ossessivo compulsivo</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/linsostenibile-leggerezza-del-male/" title="L&#8217;insostenibile leggerezza del male">L&#8217;insostenibile leggerezza del male</a></li></ul>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cultumedia.it/2008/11/01/volevo-un-gatto-nero/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>17…disgraziato chi lo mette</title>
		<link>http://www.cultumedia.it/2008/11/01/17%e2%80%a6disgraziato-chi-lo-mette/</link>
		<comments>http://www.cultumedia.it/2008/11/01/17%e2%80%a6disgraziato-chi-lo-mette/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 31 Oct 2008 22:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Non è vero, ma ci credo]]></category>
		<category><![CDATA[magia]]></category>
		<category><![CDATA[superstizione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://cultumedia.syrus.it/2008/11/17%e2%80%a6disgraziato-chi-lo-mette/</guid>
		<description><![CDATA[di Sara Iacoboni
Inutile fingere di essere avulsi a qualunque scaramanzia, perché alla fine anche il più razionale tra gli uomini strizza l’occhio alla numerologia: c’è chi ha il proprio numero fortunato, chi non partirebbe mai il giorno “tal dei tali”, chi non si siede a tavola in 13, chi si vuole sposare proprio in quella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;"><img style="margin: 5px; float: left;" title="01_11_08_immagine17 iacoboni.jpg" alt="01_11_08_immagine17 iacoboni.jpg" src="/images/stories/immagini2008/novembre/01_11_08_immagine17 iacoboni.jpg" width="135" height="135" /><em>di Sara Iacoboni</em></p>
<p>Inutile fingere di essere avulsi a qualunque scaramanzia, perché alla fine anche il più razionale tra gli uomini strizza l’occhio alla numerologia: c’è chi ha il proprio numero fortunato, chi non partirebbe mai il giorno “tal dei tali”, chi non si siede a tavola in 13, chi si vuole sposare proprio in quella data, chi alla tombola prende sempre la stessa cartella; magari non si tratta di credere alla iella, ma chi negherebbe con certezza assoluta un possibile legame mistico tra i numeri e le nostre vite?</p>
<p><span id="more-609"></span><br />
Nonostante l’assenza di prove matematiche o scientifiche che dimostrino l’esistenza di proprietà simboliche nei numeri, la tradizione vuole che alcuni più di altri siano segno di eventi funesti. E così accade che nei Paesi anglosassoni il 13 sia un numero nefasto, il 4 in Cina, fino ad arrivare al gatto nero di casa nostra: il 17.<br />Nonostante nella Cabala ebraica, il 17 sia un numero propizio, nella tradizione nostrana lo stesso è portatore di sfortuna, anche se, con molta probabilità, la sua fama disgraziata è dovuta solo e soltanto ad un errore di lettura. Sulle tombe dei defunti dell&#8217;antica Roma era comune la scritta &#8220;VIXI&#8221; (sono vissuto), durante il Medioevo le popolazioni Italiane che avevano abbandonato il latino in favore dei dialetti e che attraversavano un periodo storico caratterizzato da un elevato analfabetismo, confusero tale iscrizione con XVII che nel sistema di numerazione romano rappresentava appunto il 17. <br />Il dubbio che il numero fosse portatore di eventi negativi ha fatto sì che si scavasse oltre, cercando tutte le coincidenze che la storia offriva a favore di questa tesi. Ed è così che si sono rintracciate altre prove: il diluvio universale, secondo l’Antico Testamento, iniziò il 17° giorno del secondo mese, i pitagorici disprezzavano il 17 perché intermedio tra 16 e 18, perfetti nella loro rappresentazione di quadrilateri 4×4 e 3×6 e ancora, Luigi XVII, in piena Rivoluzione francese, non salì mai al trono e morì in carcere.<br />È per tutte queste ragioni, e forse per altre ancora ignote, che il numero 17 è arrivato ai nostri giorni con la fama sciagurata ed è entrato a far parte della smorfia napoletana simboleggiando “la disgrazia”. La sfortuna di cui è portatore aumenta inoltre se al numero si associa il venerdì, giorno in cui secondo la Bibbia sarebbe morto Gesù. <br />Ma infondo se dovessimo cercare coincidenze particolari nella storia universale ogni numero porterebbe con se un bagaglio di eventi negativi, quindi ognuno di noi può rintracciare nella propria vita il suo numero sfortunato, “il suo 17”, e crederci quanto vuole facendo gli scongiuri del caso o tappandosi in casa per evitare sciagure, intanto per esorcizzare la sorte quale miglior soluzione che scrivere questo articolo proprio di venerdì 17.</div>
<h2  class="related_post_title">Gli utenti che hanno letto questo articolo, hanno letto anche ...</h2><ul class="related_post"><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/la-superstizione-a-tavola/" title="La Superstizione a tavola">La Superstizione a tavola</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/non-ci-credo-ma-mi-fermo/" title="Non ci credo, ma mi fermo">Non ci credo, ma mi fermo</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/le-funzioni-socialidei-rituali-scaramantici/" title="Le &#8220;funzioni sociali&#8221;dei rituali scaramantici">Le &#8220;funzioni sociali&#8221;dei rituali scaramantici</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/gli-alieni-terapia-dellimmaginario-occidentale-2/" title="Gli Alieni, terapia dell&#8217;immaginario occidentale">Gli Alieni, terapia dell&#8217;immaginario occidentale</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/amuleti-e-talismani/" title="Amuleti e Talismani">Amuleti e Talismani</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/volevo-un-gatto-nero/" title="Volevo un gatto nero">Volevo un gatto nero</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/superstizione-dei-nostri-tempi/" title="Superstizione dei nostri tempi">Superstizione dei nostri tempi</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/arrivano-gli-alieni-storia-di-un%e2%80%99invasione/" title="Arrivano gli alieni? Storia di un’invasione">Arrivano gli alieni? Storia di un’invasione</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/il-disturbo-ossessivo-compulsivo/" title="Il disturbo ossessivo compulsivo">Il disturbo ossessivo compulsivo</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/linsostenibile-leggerezza-del-male/" title="L&#8217;insostenibile leggerezza del male">L&#8217;insostenibile leggerezza del male</a></li></ul>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cultumedia.it/2008/11/01/17%e2%80%a6disgraziato-chi-lo-mette/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Superstizione dei nostri tempi</title>
		<link>http://www.cultumedia.it/2008/11/01/superstizione-dei-nostri-tempi/</link>
		<comments>http://www.cultumedia.it/2008/11/01/superstizione-dei-nostri-tempi/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 31 Oct 2008 22:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Non è vero, ma ci credo]]></category>
		<category><![CDATA[magia]]></category>
		<category><![CDATA[superstizione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://cultumedia.syrus.it/2008/11/superstizione-dei-nostri-tempi/</guid>
		<description><![CDATA[Creatività rimediatadi Francesca Ranazzi
Cosa sia la superstizione è una domanda interessante, soprattutto per la risposta che si ottiene: indefinita, vaga e decisamente personale ma comunemente condivisa e subita; ecco cosa fa della superstizione un consumo personale e sociale allo stesso tempo. 

Religione, tradizione, cultura sono stati da sempre vincolo e stimolo nel perpetuare comportamenti superstiziosi; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;"><i>Creatività rimediata<br />di Francesca Ranazzi</i></p>
<p>Cosa sia la superstizione è una domanda interessante, soprattutto per la risposta che si ottiene: indefinita, vaga e decisamente personale ma comunemente condivisa e subita; ecco cosa fa della superstizione un consumo personale e sociale allo stesso tempo. </p>
<p><span id="more-610"></span><br />
Religione, tradizione, cultura sono stati da sempre vincolo e stimolo nel perpetuare comportamenti superstiziosi; tuttavia ciò che è insito nella superstizione è l’aspetto umano o si potrebbe dire zoologica. Un condizionamento culturale che interferisce nella vita sociale e personale degli individui, ma anche un rito appreso dall’infanzia che viene rinforzato e rinnovato nei diversi contesti sociali in cui viviamo. Una strategia di apprendimento per associazione risalente alle teorie comportamentiste nel secolo scorso, in cui uno tra i maggiori esponenti, Skinner, ha presentato nel 1948 una storica ricerca dal titolo Superstition in the Pigeon (Superstizione nel colombo) sul &#8220;Journal of Experimental Psychology&#8221;. È un caposaldo per la comprensione del fenomeno. La superstizione in questa celebre pubblicazione è stata presentata come un comportamento creativo e complesso in cui avvengono fenomeni di ritualizzazione e rinforzo. Cosi come l’esperimento sui colombi ha dimostrato, il credere superstizioso avviene associando ad un determinato fenomeno un rapporto di causalità con un altro essenzialmente lontano e distante. Nel rapporto di causalità che viene appreso istintivamente interferiscono fattori culturali che ne interpretano le dinamiche; è precisamente in questo momento del percorso di apprendimento che strutture valoriali socialmente condivise influiscono nella sfera e nella comprensione individuale. Le associazioni che intercorrono nel rapporto di causa ed effetto vengono costruite culturalmente e rinforzate tramite l’atto continuo del comportamento. La dignità della superstizione sta nel suo fondamento logico e pratico; molti atteggiamenti e atti considerati scaramantici hanno una spiegazione basata su fondamenti concreti e storicamente fondati. Il pane poggiato al contrario sulla tavola è considerato di male auspicio sin da tempi lontani, ma solamente perché in periodi di carestia il pane e il grano erano beni preziosi a cui portare rispetto; ecco spiegato la ragione del poggiare sulla tavola il pane nel verso giusto è simbolo di educazione e rispetto per i valori fondamentali di un tempo. Anche oggi il pane poggiato al contrario sulla tavola è considerato un ‘porta sfortuna’, tuttavia spesso non se ne conosce il motivo o la regione.<br />Quello che si denota è una frammentazione nei comportamenti e nelle credenze che vengono riprese, miscelate e presentate con elementi nuovi e rimediazioni di vecchi e conosciuti. Le nuove generazioni in qualsiasi contesto vivono forniscono nuove e curiose interpretazioni delle antiche superstizioni, che vengono mixate a scaramanzia, oroscopo, sfortuna e credenze personali. La socialità della superstizione foraggiata da religione e cultura popolare, viene traslata e personalizzata in maniera creativa. Cosi i risultati che si hanno, permettono di perpetuare una forma di comunicazione sociale nella trasmissione dell’informazione rinnovando e rinforzando in maniera innovativa esorcismi e manie culturalmente condivise. La superstizione in questo senso è una manifestazione di un comportamento irrazionale insito nell’uomo, che come tale è necessario; e anche una manifestazione infantile di una tendenza al controllo sulla realtà. Gesti scaramantici che tendono inconsciamente e puerilmente ad allontanare l’imprevedibilità della realtà cercando di stabilizzare i meccanismi e le dinamiche attraverso un rituale tranquillizzante e personalmente pacificatorio. Nonostante la sua natura sociale e limitativa la superstizione presenta una sua essenza individuale e liberatrice, in cui l’individuo ha la libertà di credere o di crearsi un proprio rituale superstizioso. La personalizzazione del credere e nel manifestare il proprio atto superstizioso ha risvolti curiosi e paradossali che a volte rasentano la patologia e l’instabilità mentale. <br />Senza andare troppo oltre scendendo a livelli inconsci troppo profondi, possiamo rassicurare molti lettori che quest’anno bisestile sta volgendo al termine e che la sfortuna verrà spazzata via senza bisogno di amuleti, scopette scaccia guai, riti propiziatori giornalieri o numeri particolari, lasciando stare anche i gatti neri. </div>
<h2  class="related_post_title">Gli utenti che hanno letto questo articolo, hanno letto anche ...</h2><ul class="related_post"><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/la-superstizione-a-tavola/" title="La Superstizione a tavola">La Superstizione a tavola</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/non-ci-credo-ma-mi-fermo/" title="Non ci credo, ma mi fermo">Non ci credo, ma mi fermo</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/le-funzioni-socialidei-rituali-scaramantici/" title="Le &#8220;funzioni sociali&#8221;dei rituali scaramantici">Le &#8220;funzioni sociali&#8221;dei rituali scaramantici</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/gli-alieni-terapia-dellimmaginario-occidentale-2/" title="Gli Alieni, terapia dell&#8217;immaginario occidentale">Gli Alieni, terapia dell&#8217;immaginario occidentale</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/amuleti-e-talismani/" title="Amuleti e Talismani">Amuleti e Talismani</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/volevo-un-gatto-nero/" title="Volevo un gatto nero">Volevo un gatto nero</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/17%e2%80%a6disgraziato-chi-lo-mette/" title="17…disgraziato chi lo mette">17…disgraziato chi lo mette</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/arrivano-gli-alieni-storia-di-un%e2%80%99invasione/" title="Arrivano gli alieni? Storia di un’invasione">Arrivano gli alieni? Storia di un’invasione</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/il-disturbo-ossessivo-compulsivo/" title="Il disturbo ossessivo compulsivo">Il disturbo ossessivo compulsivo</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/linsostenibile-leggerezza-del-male/" title="L&#8217;insostenibile leggerezza del male">L&#8217;insostenibile leggerezza del male</a></li></ul>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cultumedia.it/2008/11/01/superstizione-dei-nostri-tempi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Arrivano gli alieni? Storia di un’invasione</title>
		<link>http://www.cultumedia.it/2008/11/01/arrivano-gli-alieni-storia-di-un%e2%80%99invasione/</link>
		<comments>http://www.cultumedia.it/2008/11/01/arrivano-gli-alieni-storia-di-un%e2%80%99invasione/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 31 Oct 2008 22:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Non è vero, ma ci credo]]></category>
		<category><![CDATA[magia]]></category>
		<category><![CDATA[superstizione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://cultumedia.syrus.it/2008/11/arrivano-gli-alieni-storia-di-un%e2%80%99invasione/</guid>
		<description><![CDATA[di Patrizia Tonin

“Signore e signori, vogliate scusare per l’interruzione del nostro programma di musica da ballo, ma ci è appena pervenuto uno speciale bollettino della Intercontinental Radio News.



Alle otto meno venti, ora centrale, il professor Farrell dell’Osservatorio di Mount Jennings, Chicago, Illinois, ha rilevato diverse esplosioni di gas incandescente che si sono succedute a intervalli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;"><img src="/images/stories/immagini2008/novembre/01_11_08_la figura dellalieno nellimmaginario del 900.jpg" alt="01_11_08_la figura dellalieno nellimmaginario del 900.jpg" style="float: left; margin: 5px;" title="01_11_08_la figura dellalieno nellimmaginario del 900.jpg" width="150" height="105" />di <a href="mailto:patriziatonin@yahoo.it">Patrizia Tonin</a></div>
<div style="text-align: justify;"><i><span style="font-family: arial; font-size: small;"></span></i></div>
<div style="text-align: justify;"><i><span style="font-family: arial; font-size: small;">“Signore e signori, vogliate scusare per l’interruzione del nostro programma di musica da ballo, ma ci è appena pervenuto uno speciale bollettino della Intercontinental Radio News.<br />
<br /><span id="more-611"></span><br />
</span></i></div>
<div style="text-align: justify;"><i><span style="font-family: arial; font-size: small;"></span></i></div>
<div style="text-align: justify;"><i><span style="font-family: arial; font-size: small;">Alle otto meno venti, ora centrale, il professor Farrell dell’Osservatorio di Mount Jennings, Chicago, Illinois, ha rilevato diverse esplosioni di gas incandescente che si sono succedute a intervalli regolari sul pianeta Marte. Lo spettroscopio indica che si tratta di idrogeno e che si sta avvicinando verso la terra a enorme velocità. Il professor Pierson dell’Osservatorio di Princeton conferma questa osservazione dicendo che il fenomeno è simile alla fiammata blu dei jet sparata da un’arma”.</span></i><br /><span style="font-family: arial; font-size: small;">E’ la sera del 30 Ottobre del 1938: la stazione radiofonica statunitense della CBS è in onda con uno speciale sulla festa di Halloween, che prevede la trasposizione radiofonica, recitata dall’attore emergente Orson Welles, di un romanzo di fantascienza di H.G. Wells, La Guerra dei Mondi. Il romanzo descrive l’invasione della Terra da parte di extraterrestri provenienti da Marte sul finire del diciannovesimo secolo. </span><br /><span style="font-family: arial; font-size: small;">La gente, anche se avvertita ben 4 volte che si trattava di una trasposizione radiofonica, è colta dal panico. Migliaia di persone si riversano nelle strade e si lasciano andare a comportamenti completamente irrazionali, subito dopo la registrazione di un finto cronista che descrive l’incontro con gli alieni: <em>“Signore e signori, è la cosa più terribile alla quale abbiamo mai assistito…Aspettate un momento! Qualcuno sta cercando di affacciarsi alla sommità..qualcuno… o qualcosa. Nell’oscurità vedo scintillare due dischi luminosi..sono occhi? Potrebbe essere un volto. Potrebbe essere..mio Dio, dall’ombra sta uscendo qualcosa di grigio che si contorce come un serpente. E poi un altro e un altro ancora. Sembrano tentacoli. Ecco, adesso posso vedere il corpo intero. È grande come un orso e luccica come cuoio bagnato. Ma il viso! È indescrivibile. Devo darmi forza per riuscire a guardarlo. Gli occhi sono neri e brillano come quelli di un serpente. La bocca è a forma di V e della bava cade dalle labbra senza forma che sembrano tremare e pulsare. Il mostro, o quello che è, si muove a fatica. […]Un oggetto ricurvo sta uscendo dalla fossa. […]”.</em></span><br /><span style="font-family: arial; font-size: small;">Se da una parte la trasmissione evidenzia l’importanza e il potere divulgativo dei mezzi di comunicazione di massa, dall’altra è con questa burla mediatica che l’alieno diviene parte integrante dell’immaginario collettivo del nostro secolo. Quel giorno, il 30 ottobre 1938, per gli americani e poi per il mondo, la realtà rappresentava l’invasione dei marziani, i tanto temuti abitanti di Marte. A questo episodio seguirono numerosi altri avvistamenti e ritrovamenti di oggetti e persone (?) di dubbia provenienza, come la notizia del ritrovamento di un oggetto non identificato nei pressi della cittadina di Roswell (New Mexico) nel 1974. L’esistenza degli alieni però continua tuttora ad essere ipotetica dal punto di vista scientifico, dato che al di fuori della Terra non sono mai state trovate prove reali di microrganismi – a parte qualche meteorite – provenienti da Marte o da altri pianeti. Tuttavia, le numerose opere di fantascienza, sia letterarie sia cinematografiche, e gli altrettanto numerosi resoconti di misteriosi avvistamenti di Ufo da parte di persone di ogni nazionalità, ci fanno presupporre che gli alieni esistono veramente. Perlomeno nell’immaginario di molti. Ma esistono anche studiosi che parlano di vita aliena già nella Bibbia e fonti Nasa, che sostengono l’esistenza di 7 specie di extraterrestri, mediamente con un’intelligenza superiore alla nostra: i Piccoli Grigi di Zeta Reticoli, che sono i più temuti perché rapiscono gli umani e i bambini per esperimenti genetici; i Grigi di Bellatrix; i Grigi alti di Orione; i Rettiliani; i Pleiadiani, i nostri antenati “spirituali”; gli Uomini falena draconiani e i Deros/Teros, “lontani parenti” dei troll e degli gnomi. Non sappiamo quindi se credere oppure no all’esistenza degli alieni, però stasera ho appuntamento con E.T., l’extraterrestre più famoso del mondo. E non è detto che sia un incontro alla Tv. Magari mi porta a vedere i circoli nel grano che la sua navicella ha creato in America o in Australia o a visitare l’Area 51 – la famosa base aerea Nellis, area di esercitazione e sperimentazione nucleare vicino a Las Vegas. </span></div>
<h2  class="related_post_title">Gli utenti che hanno letto questo articolo, hanno letto anche ...</h2><ul class="related_post"><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/la-superstizione-a-tavola/" title="La Superstizione a tavola">La Superstizione a tavola</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/non-ci-credo-ma-mi-fermo/" title="Non ci credo, ma mi fermo">Non ci credo, ma mi fermo</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/le-funzioni-socialidei-rituali-scaramantici/" title="Le &#8220;funzioni sociali&#8221;dei rituali scaramantici">Le &#8220;funzioni sociali&#8221;dei rituali scaramantici</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/gli-alieni-terapia-dellimmaginario-occidentale-2/" title="Gli Alieni, terapia dell&#8217;immaginario occidentale">Gli Alieni, terapia dell&#8217;immaginario occidentale</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/amuleti-e-talismani/" title="Amuleti e Talismani">Amuleti e Talismani</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/volevo-un-gatto-nero/" title="Volevo un gatto nero">Volevo un gatto nero</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/17%e2%80%a6disgraziato-chi-lo-mette/" title="17…disgraziato chi lo mette">17…disgraziato chi lo mette</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/superstizione-dei-nostri-tempi/" title="Superstizione dei nostri tempi">Superstizione dei nostri tempi</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/il-disturbo-ossessivo-compulsivo/" title="Il disturbo ossessivo compulsivo">Il disturbo ossessivo compulsivo</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/linsostenibile-leggerezza-del-male/" title="L&#8217;insostenibile leggerezza del male">L&#8217;insostenibile leggerezza del male</a></li></ul>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cultumedia.it/2008/11/01/arrivano-gli-alieni-storia-di-un%e2%80%99invasione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il disturbo ossessivo compulsivo</title>
		<link>http://www.cultumedia.it/2008/11/01/il-disturbo-ossessivo-compulsivo/</link>
		<comments>http://www.cultumedia.it/2008/11/01/il-disturbo-ossessivo-compulsivo/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 31 Oct 2008 22:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Non è vero, ma ci credo]]></category>
		<category><![CDATA[magia]]></category>
		<category><![CDATA[superstizione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://cultumedia.syrus.it/2008/11/il-disturbo-ossessivo-compulsivo/</guid>
		<description><![CDATA[
 
Superstizione e nevrosi
 
di Giovanni Di Felice


Quando si parla di superstizione, l’ambito al quale si fa riferimento è solitamente quello antropologico-cultuale. Il più delle volte si considera la scaramanzia come una forma deteriore di religione. Non a caso – sia detto senza alcun intento di scatenare putiferi teologici &#8211; il poeta romano Lucrezio, nel I sec. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Arial;"><img src="/images/stories/immagini2008/novembre/01_11_08_ disturbo ossessivo-compulsivo_ difelice.jpg" width="150" height="151" alt="01_11_08_ disturbo ossessivo-compulsivo_ difelice.jpg" title="01_11_08_ disturbo ossessivo-compulsivo_ difelice.jpg" style="float: left; margin: 5px;" /></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Arial;"> </p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Arial;"><i><span style="font-size: small;">Superstizione e nevrosi</span></i></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Arial; min-height: 14.0px;"> </p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Arial;"><span style="font-size: small;">di </span><a href="mailto:giodife@hotmail.it"><span style="font-size: small;">Giovanni Di Felice</span></a></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Arial; color: #0000ff;"><span style="color: #0000ee; text-decoration: underline;"><span style="font-size: small;"><br /></span></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Arial; min-height: 14.0px;"><span style="font-size: small;"><br /></span></p>
<p style="text-align: justify; font: normal normal normal 12px/normal Arial; margin: 0px;"><span style="font-size: small;">Quando si parla di superstizione, l’ambito al quale si fa riferimento è solitamente quello antropologico-cultuale. Il più delle volte si considera la scaramanzia come una forma deteriore di religione. Non a caso – sia detto senza alcun intento di scatenare putiferi teologici &#8211; il poeta romano Lucrezio, nel I sec. a.C., traduceva un po’ estremisticamente il concetto di superstizione con la parola “religio”.</span></p>
<p><span id="more-613"></span><br />
<span style="font-family: arial;"> </span></p>
<p><span style="font-family: arial;"><br /></span></p>
<p><span style="font-family: Arial; line-height: normal;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: arial;">Una posizione radicale, che sembrerebbe anticipare, seppure molto alla lontana, il dibattutissimo enunciato freudiano secondo il quale la religione rappresenterebbe una “nevrosi ossessiva universale”.</span></span></span></p>
<p style="text-align: justify; font: normal normal normal 12px/normal Arial; margin: 0px;"><span style="font-size: small;"><span style="font-size: small;">E’ a partire dal XIX secolo, dunque, che la scaramanzia diviene terreno di elezione di una serie di studi psicologici.</span></span></p>
<p style="text-align: justify; font: normal normal normal 12px/normal Arial; margin: 0px;"><span style="font-size: small;">Si scopre così che la superstizione portata all’eccesso, definita dagli addetti ai lavori “pensiero magico”, è sintomatica di una sindrome più ampia, il </span><i><span style="font-size: small;">disturbo ossessivo-compulsivo</span></i><span style="font-size: small;"> o DOC (in inglese OCD, </span><i><span style="font-size: small;">obsessive-compulsive disorder</span></i><span style="font-size: small;">).</span></p>
<p style="text-align: justify; font: normal normal normal 12px/normal Arial; margin: 0px;"><span style="font-size: small;">Rispondete ora a poche semplici domande. Siete ossessionati dall’ordine e dalla simmetria? Di fronte ad un pavimento a scacchiera evitate di calpestare le fughe tra una mattonella e l’altra? Controllate ripetutamente di aver chiuso bene la porta di casa o lo sportello della macchina? Vi lavate le mani con una assiduità sospetta?</span></p>
<p style="text-align: justify; font: normal normal normal 12px/normal Arial; margin: 0px;"><span style="font-size: small;">Bene. Anzi, male: forse siete affetti da sindrome ossessivo-compulsiva. Sebbene sia ormai dimostrato che tale disturbo investe percentuali crescenti di popolazione e presenta in diversi casi una radice genetica, non sarebbe però giusto crogiolarsi nel proverbiale “mal comune” e bisognerebbe forse prendere provvedimenti.</span></p>
<p style="text-align: justify; font: normal normal normal 12px/normal Arial; margin: 0px;"><span style="font-size: small;">Come suggerisce la denominazione stessa, il DOC è formato da una componente ossessiva e da un’altra compulsiva.</span></p>
<p style="text-align: justify; font: normal normal normal 12px/normal Arial; margin: 0px;"><span style="font-size: small;">Le </span><i><span style="font-size: small;">ossessioni</span></i><span style="font-size: small;"> sono costituite da pensieri, idee, impulsi o immagini ricorrenti e/o persistenti che insorgono improvvisamente nella psiche del soggetto e che vengono percepiti come fastidiosi, insensati o sconvenienti. Il paziente avrà allora paura della contaminazione, delle malattie (ipocondria), di fare (o aver fatto) del male agli altri perdendo inavvertitamente il controllo.</span></p>
<p style="text-align: justify; font: normal normal normal 12px/normal Arial; margin: 0px;"><span style="font-size: small;">La risposta alle ossessioni è data dalle </span><i><span style="font-size: small;">compulsioni</span></i><span style="font-size: small;">, cioè dalla coazione a ripetere determinati rituali o “cerimoniali privati”, a compiere per l’appunto gesti scaramantici con una frequenza malsana. Come ha opportunamente sottolineato F. Parenti, la sintomatologia ossessiva ripropone individualmente le finalità della magia e della superstizione: il soggetto compulsivo assegna ai rituali il potere di rassicurarlo in situazioni di presunto “pericolo” e di placare così la sua ansia.</span></p>
<p style="text-align: justify; font: normal normal normal 12px/normal Arial; margin: 0px;"><span style="font-size: small;">Lo scaramantico patologico ritiene che certi numeri siano sfortunati e, dopo averne visto uno incluse nella sua “lista nera”, è inquieto finché non neutralizza la “jella” scorgendo una cifra porta-fortuna. Oppure teme che scrivere, pronunciare un dato termine o compiere un determinato atto possa causare catastrofi o incidenti mortali. Ecco allora che lo vediamo cancellare e riscrivere, o deporre l’oggetto appena afferrato per riprenderlo subito dopo.</span></p>
<p style="text-align: justify; font: normal normal normal 12px/normal Arial; margin: 0px;"><span style="font-size: small;">Per concludere, elenchiamo qui di seguito solo alcuni esempi, oltre a quelli già citati, di comportamento da DOC:</span></p>
<p style="text-align: justify; font: normal normal normal 12px/normal Arial; margin: 0px;"> </p>
<ul style="list-style-type: disc;">
<li style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Arial;"><span style="font-size: small;">spegnere ed accendere la luce un certo numero di volte prima di abbandonare una stanza;</span></li>
<li style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Arial;"><span style="font-size: small;">avvertire la necessità che entrambi gli arti agiscano in modo uguale (es.: se si calpesta un pezzo di carta con il piede sinistro si può se<br />
ntire il bisogno di calpestarne un altro con il destro, o di tornare indietro per imprimervi quest’ultimo piede)</span></li>
<li style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Arial;"><span style="font-size: small;">modificare incessantemente il volume di una radio o del televisore perché non si è mai soddisfatti della tonalità;</span></li>
<li style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Arial;"><span style="font-size: small;">avere dei pensieri sessuali indesiderati (tipiche sono la paura di essere omosessuali o pedofili).</span></li>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial; line-height: normal;"><br /></span></div>
</ul>
<h2  class="related_post_title">Gli utenti che hanno letto questo articolo, hanno letto anche ...</h2><ul class="related_post"><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/la-superstizione-a-tavola/" title="La Superstizione a tavola">La Superstizione a tavola</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/non-ci-credo-ma-mi-fermo/" title="Non ci credo, ma mi fermo">Non ci credo, ma mi fermo</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/le-funzioni-socialidei-rituali-scaramantici/" title="Le &#8220;funzioni sociali&#8221;dei rituali scaramantici">Le &#8220;funzioni sociali&#8221;dei rituali scaramantici</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/gli-alieni-terapia-dellimmaginario-occidentale-2/" title="Gli Alieni, terapia dell&#8217;immaginario occidentale">Gli Alieni, terapia dell&#8217;immaginario occidentale</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/amuleti-e-talismani/" title="Amuleti e Talismani">Amuleti e Talismani</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/volevo-un-gatto-nero/" title="Volevo un gatto nero">Volevo un gatto nero</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/17%e2%80%a6disgraziato-chi-lo-mette/" title="17…disgraziato chi lo mette">17…disgraziato chi lo mette</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/superstizione-dei-nostri-tempi/" title="Superstizione dei nostri tempi">Superstizione dei nostri tempi</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/arrivano-gli-alieni-storia-di-un%e2%80%99invasione/" title="Arrivano gli alieni? Storia di un’invasione">Arrivano gli alieni? Storia di un’invasione</a></li><li><a href="http://www.cultumedia.it/2008/11/01/linsostenibile-leggerezza-del-male/" title="L&#8217;insostenibile leggerezza del male">L&#8217;insostenibile leggerezza del male</a></li></ul>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cultumedia.it/2008/11/01/il-disturbo-ossessivo-compulsivo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

