Il trattamento di fine mandato

Di che cosa parliamo quando parliamo del trattamento di fine mandato, detto anche più semplicemente TFM? Il trattamento di fine mandato è semplicemente uno strumento che in gran parte le aziende non usano, se non in maniera molto rara. Altre aziende invece nemmeno conoscono che cosa sia. A parte questo però il trattamento di fine mandato presenta dei vantaggi fiscali rilevanti sia dal punto di vista aziendale sia per quanto riguarda l’amministratore.

Sommario

Adesso quindi vediamo in che cosa consiste il trattamento di fine mandato e come funziona, ma soprattutto quali sono i destinatari ai quali è rivolto e come si possa usare per tratte dei vantaggi dal punto di vista dell’organizzazione delle piccolo-medie imprese, ma anche dal punto di vista fiscale.

Cos’è il trattamento di fine mandato?

trattamento di fine mandatoPossiamo dire da subito che il trattamento di fine mandato (TFM) è un vero e proprio compenso, che viene riconosciuto in maniera differita da parte delle imprese o dalle società in maniera facoltativa, quindi non vi è alcun tipo di obbligatorietà, verso i propri amministratori. Tale strumento però non è previsto dalla legge, eppure però la disciplina può essere desunta da due precise norme: l’articolo 2120 e l’articolo 2364 del Codice Civile.

La prima norma, che viene dettata per disciplina del contratto di lavoro subordinato, prevede il trattamento di fine rapporto (il famosissimo TFR). In altre parole possiamo dire che si tratta del diritto che viene riconosciuto ai vari lavoratori dipendenti di poter beneficiare di una certa somma quando viene a cessare il rapporto lavorativo, ma anche nel caso in cui ci si trasferisca in altro impiego, oppure quando si viene licenziati o si vada in pensione. Ovviamente nel caso del licenziamento non deve esservi intercorsa alcuna responsabilità disciplinare.

In sintesi possiamo dire che ai dipendenti viene riconosciuta una somma una tantum, che viene calcolata considerando un certo tot di mensilità, con il titolo di liquidazione rispetto alla conclusione del rapporto lavorativo.
Per quanto riguarda invece l’articolo 2364 del Codice Civile, questo riguarda invece la disciplina delle varie società in generale, quindi possono trattarsi di quelle società di persone, come anche società molto semplici, ma anche quelle capitali, o per azioni oppure con una responsabilità limitata. L’articolo 2364 stabilisce che l’assemblea ordinaria, quindi con tutti i soci con diritto di voto, può determinare il compenso che spetta ai vari amministratori e ai vari componenti del collegio, ovviamente quando questo non è già stabilito dallo Statuto societario.

Queste due norme, combinate insieme, anche se riguardano due settori completamente diversi del diritto civile (infatti una riguarda il ramo lavorativo, mentre l’altra riguarda il ramo commerciale), può dare una primissima disciplina e fornire un inquadramento generale del trattamento di fine mandato. Questo al parti del trattamento di fine rapporto viene riconosciuto ai dipendenti in modo forfettario agli amministratori, nel momento in cui il mandato amministrativo scade e si conclude.

Come avviene la tassazione del trattamento di fine mandato

tassazione tfmPer quanto riguarda la tassazione del TFM questa prevede l’applicazione di un regime agevolato per l’impresa che lo emette. Viene così anche per quanto riguarda il TFR che è destinato ai lavoratori dipendenti, e così avviene anche per il TFM che rientra nei costi deducibili. Ovviamente per fare in modo che sia possibile dedurre il trattamento di fine mandato occorre che questo abbia anche il requisito di certezza della data dell’atto con la quale viene attribuito il compenso.

Occorre anche distinguere in maniera chiara tra deducibilità per competenza, che viene attuata nel momento in cui il rapporto lavorativo tra l’azienda e l’amministratore è stato instaurato; mentre dall’altro canto la deducibilità per cassa. Nel caso in cui questo requisito non si presente, dal momento in cui il trattamento di fine mandato non è stato determinato prima, in questo caso non si potrà dedurre il costo come voce del bilancio, quindi l’ammontare relativo verrà tassato ugualmente.

Requisiti di un valido trattamento di fine mandato

requisiti tfmPer fare in modo da instaurare un valido trattamento di fine mandato uno dei requisiti principali è quello dell’esistenza della data certa dell’atto, come si diceva all’inizio di questo articolo. Tale requisito viene richiesto dalla legge per vari motivi e ipotesi. Nel caso di specie questo requisito è previsto per fare in modo da favorire un comportamento corretto e molto trasparente per quanto riguarda le imprese.

Attraverso questo tipo di requisito, con il quale viene riconosciuto il TFM, il documento rappresenta un mezzo con autenticazione che può fare in modo da garantirci esigenze pubblicitarie verso terzi.
Dal momento che un atto deve avere una data certa, serve necessariamente che abbia almeno uno dei seguenti requisiti:

  • l’atto deve presentare l’autenticazione da parte di un notaio;
  • l’atto deve risultare allegato a una PEC (posta elettronica certificata) dal momento che la legge certifica la data del documento;
  • l’atto deve essere stato spedito in a/r (con avviso di ricevuta), questo garantisce sia il momento in cui è avvenuta la spedizione, sia il momento in cui è avvenuta la consegna. Questo può essere spedito anche tramite fax;
  • il verbale dell’assemblea dell’azienda deve riconoscere il TFM come registrato per l’Agenzia delle Entrate;
  • l’atto deve portare l’apposita marca da bollo con una data ben precisa.

La data certa occorre per poter fare in modo da introdurre nel bilancio e anche contabilizzare i costi di competenza la somma del trattamento di fine rapporto: quindi proprio per questo motivo questo è deducibile solamente nel caso in cui questo maturi dal punto di vista giuridico. Non serve a nulla sapere il momento preciso in cui avviene l’attribuzione della somma verso l’amministratore.

Oltre al fatto che ci sono in ballo dei fini a carattere fiscale e anche di corretta gestione del bilancio aziendale, la data certa fa in modo anche da tutelare i creditori, dal momento che questi possono sapere se l’azienda ha ancora la somma uscita dai bilanci della società proprio a titolo di trattamento di fine mandato.

Il TFM conviene agli amministratori

tfm conviene amministratoriIl trattamento di fine mandato è semplicemente una forma di attribuzione molto particolare del compenso agli amministratori. A questo punto ci si potrebbe domandare per quale motivo a una società o a un amministratore può convenire questo riconoscimento di una somma di denaro, in base al pagamento dello stipendio e dei vari onorari che normalmente spettano sulla base dello Statuto societario.

A un amministratore conviene non poco vedersi riconoscere il compenso tramite il TFM perché il regime fiscale attuale contenuto nel TUIR (il Testo Unico delle Imposte sui Redditi) ha la facoltà di poter cambiare la tassazione con un regime a tassazione separata. A questo punto l’amministratore mettendo in atto questa facoltà può determinare l’imponibile a cui sarebbe esposto e può scegliere se gli conviene il regime speciale per la tassazione ordinaria.

Nel 2011 il Governo Monti con la Legge 201/2011 aveva previsto, infatti, che i compensi riconosciuti per il TFM degli amministratori delle società dovessero essere tassate con un regime ordinario ma soltanto alla presenza delle seguenti condizioni:

  • se la somma riconosciuta è superiore al milione di euro;
  • se l’atto è privo di data certa

Solo in questi due casi i compensi avuti a titolo di trattamento di fine mandato dall’amministratore devono essere tassati in maniera obbligatoria secondo il regime ordinario di tassazione.
Ad eccezione di queste due ipotesi, ovviamente nel caso in cui la somma è inferiore al milione di euro e l’atto abbia una data certa, l’amministratore può optare per il regime a tassazione separata. Il vantaggio è che, a differenza del regime a carattere ordinario, la somma può intendersi scissa dal reddito complessivo, quindi si applica un’aliquota a sé stante, che non va a confluire nel redditto IRPEF.

In una specie di traduzione in cifre questo conviene non poco soprattutto per quanto riguarda il risparmio d’imposta, anche se in alcuni casi i risultati possono andare a sommarsi per varie ragioni e quindi può risultare inutile effettuare la tassazione separata.
Precisiamo comunque che nel caso ci fosse una rinuncia al riscuotimento del trattamento di fine mandato rimane comunque l’obbligo verso il Fisco, infatti per quanto l’incasso non avviene in maniera materiale, ciò viene considerato valido dal punto di vista fiscale, perché comunque è inserito all’interno del bilancio societario.

Specifichiamo che da quanto chiarito dall’Agenzia delle Entrate l’esborso del TFM da parte della società è una cosa effettiva in quanto viene inserito nella parte relativa alle varie spese una certa somma che non ha più a disposizione e quindi non può essere tassata.

Per quanto riguarda l’amministratore questo riceve un decisivo incremento patrimoniale che dal punto di vista giuridico è molto rilevante, e tale viene considerato a fine fiscale. Nel caso però tale amministratore decidesse di rinunciarvi, ciò non fa cambiare nulla sotto il punto di vista fiscale.

Per quanto riguarda invece la società, come si diceva precedentemente, questa gode di vari vantaggi nel momento in cui riconosce il compenso che viene sborsato, infatti le somme che vengono accantonate per il TFM possono essere dedotte dall’IRES e quindi vanno a creare una vero e proprio risparmio fiscale, che non è nemmeno poco importante.

Trattamento di fine mandato: quali alternative?

alternative tfmCi si chiede spesso se esistono delle alternative valide al trattamento di fine mandato, soprattutto se ci sono delle alternative che possono considerarsi convenienti. Ovviamente questa specie di compenso verso gli amministratori è facoltativa, soprattutto rispetto a quanto riguarda l’erogazione tramite un assegno periodico, ma anche verso altre forme diciamo così speciali.

Una delle alternative al TFM possiamo dire che potrebbe essere rappresentata dalle polizze assicurative. Quando decidiamo di optare verso le polizze assicurative ci rendiamo conto che il vantaggio che consiste è quello che l’amministratore percepisce dei guadagni per l’attività da lui stesso espletata verso la società stessa, ciò deriva dal fatto che l’accantonamento delle somme non avviene subito nel bilancio societario, bensì in modo indiretto. Questo significa che è la società assicurativa che mette da parte le somme che andranno poi a entrare nel premio riconosciuto da parte dell’amministratore

Queste somme poi saranno riscattate dalla società di assicurazioni alla fine del periodo che viene considerato per poter affrontare l’obbligo del pagamento del servizi, che sono stati erogati all’amministratore.

Come riconoscere il trattamento di fine mandato

Dopo aver spiegato perché il trattamento di fine mandato convenga agli amministratori andiamo ora a spiegare in maniera più dettagliata come funziona questo TFM.
Partiamo subito con il dire che affinché l’indennità dell’amministratore possa essere composta in modo valido dalla società è indispensabile che ci siano due tipi di condizione assolutamente fondamentali.

  • Per prima cosa per riconoscere il TFM occorre che sia riconosciuta dallo Statuto societario oppure una delibera da parte dell’assemblea, in questo modo si va a rispondere al requisito della data sicura, che abbiamo spiegato precedentemente.
  • In ultimo, l’amministratore deve cominciare il suo mandato dopo la presa visione che il riconoscimento del trattamento di fine mandato sia stato riconosciuto dallo Statuto oppure dall’assemblea ordinaria dei soci.

Nel momento in cui ci sarà la mancanza di una delle due condizioni sopraesposte, la quota che è stata accantonata dalla società non è più deducibile, quindi questo va a comportare che, anche se si può riconoscere una certa quota all’amministratore come TFM, non sarà però soggetta ad alcuna tassazione separata. In più la legge prevede che ci siano dei limiti entro cui si può determinare l’ammontare del trattamento di fine mandato.

Per queste ragioni non si può andare a sostituire in maniera completa lo stipendio percepito dall’amministratore, indi per cui l’accantonamento della somma non deve superare in nessun modo un quinto oppure un terzo del compenso dell’intero anno, altrimenti per la società si rischia che si possa eludere l’intera quota dell’amministratore.

Registrare il trattamento di fine mandato in bilancio

Per poter chiarire del tutto l’aspetto del trattamento di fine mandato occorre, come ultimo aspetto, stabilire anche il lato che lo riguarda direttamente nella società, ovvero il suo riconoscimento.
La società deve infatti registrare l’accantonamento delle cifre nei propri bilanci, secondo dei modelli diversi tra loro che ovviamente dipendono dalla circostanza in cui il TFM viene riconosciuto dalla società. Oppure, da parte dell’assicurazione in maniera indiretta.

Nel primo caso possiamo vedere come il TFM raffigura una voce di debito determinato, anche se non ancora definito, proprio per questo motivo questo deve venire iscritto nella voce che è dedicata ai fondi dell’accantonamento delle somme di fine mandato.
Alla fine del mandato la somma da corrispondere all’amministratore dovrà essere individuata nella voce del bilancio, che va a incrementare nei vari esercizi per cui è durato il rapporto di mandato.

Se il TFM però viene eroga nella forma della polizza assicurativa, la società non ha alcun obbligo di accantonamento della somma nel bilancio.
Per quanto riguarda la liquidazione del TFM le modalità possono cambiare in base che il beneficiario della polizza sia la società oppure anche l’amministratore. Nel caso della prima ipotesi, la società dopo aver riscosso il credito dall’assicurazione, andrà a imputare la somma a titolo di indennità di fine mandato.

Nella seconda opzione invece la società andrà a rilevare nella contabilità il pagamento dei vari premi a carattere assicurativo, mettendo la causale dell’accantonamento di voci del TFM e chiudere, a questo punto, il debito che è stato accantonato nell’attimo in cui vanno a cessare i vari rapporti con l’assicurazione, che ovviamente in quel momento avrà già pagato l’assicuratore.