La volatilità degli investimenti

Dopo la crisi in Grecia in molti si sono interessanti agli investimenti a carattere finanziario, ovviamente tra quelli che si sono avvicinanti a questo modo ci sono molti neofiti o non professionisti. Molti hanno notato infatti che i mercati finanziari sono soggetti a una fortissima instabilità. Questa instabilità viene definita volatilità che riguarda gli indici della Borsa e che, dopo la crisi greca, ma anche quella venezuelana, hanno subito dei picchi violentissimi tra alti e bassi, soprattutto bassi.

Sommario

Ovviamente nel momento in cui in molti privati hanno cominciato a interessarsi alle dinamiche degli investimenti finanziari, hanno cominciato anche a prendere in considerazione il fatto di dover fare i conti con gli indicatori, con bande dai nomi complicati, a volte con cose del tutto sconosciute a loro, complesse e persino confusionarie. Per prima cosa dobbiamo cominciare dalla base della base, ovvero dal concetto poc’anzi espresso di volatilità.

Cos’è la volatilità degli investimenti?

cos'è volatilitàLa volatilità è uno tra i concetti più importanti per quanto riguarda la finanza, anche se molto spesso è un concetto molto difficile nella sua comprensione per coloro che si accingono a diventare dei risparmiatori o comunque a lavorare con la finanza.

Possiamo partire dalla definizione stessa di volatilità, possiamo subito dire che la volatilità tratta l’intensità delle varie variazioni che un titolo ha subito nel corso di un certo periodo di tempo. Questo indica che la volatilità ci mostra come una percentuale di un certo valore possa cambiare e avere diverse oscillazioni in un certo arco di tempo.

Grazie alla volatilità possiamo comprendere lo spettro nel quale un titolo si muove e varia, andando anche a definire la maggiore o la minore oscillazione del prezzo. Quest’ultima cambia anche in base al rendimento del prezzo stesso. In altre parole la volatilità ci dice che le oscillazioni più forti portano il prezzo di un certo titolo ad alzarsi, mentre le oscillazioni più deboli e quindi basse rendono il prezzo di un titolo non troppo diverso dal valore d’inizio del prezzo.

Con un esempio figurato possiamo vedere la volatilità come una sorta di altalena che oscilla avanti e indietro, prima su e poi giù, per poi tornare su e poi riscendere. Con questo esempio figurativo possiamo dire che all’interno di questa oscillazione si basa anche il fattore di un investimento che può sia scendere che salire in un determinato lasso di tempo.

La volatilità degli investimenti è un rischio?

volatilità investimenti rischioQuando parliamo di volatilità di un investimento su un titolo non parliamo esclusivamente di un rischio collegato oppure associato a esso. Sicuramente è una questione certa e quasi scontata che la volatilità sia collegata al fatto che se un investimento è alto, maggiore è il rischio delle oscillazioni del prezzo, anche se addirittura qualcuno sostiene il contrario. Ma questa è solo una piccola parte del concetto basilare.

Dobbiamo certamente anche avere una certa propensione al rischio su questi investimenti, soprattutto per il fatto che nel tempo le oscillazioni del prezzo prenderanno un andamento non certo costante. E’ anche chiaro il fatto che se c’è una propensione sbagliata verso le oscillazioni occorrerà prendere la decisione di dover rinunciare ad effettuare certi investimenti nella volatilità, affidandoci a investimenti più sicuri, ma anche più bassi.

Per quanto riguarda espressioni come volatilità positiva o negativa, questi non possiamo affermarlo anche perché le varie oscillazioni dei prezzi dei vari titoli bisogna prenderle sempre in considerazione, anche perché da un certo punto di vista è impossibile eliminarle completamente. Quindi occorre valutare bene i nostri obiettivi e trovare la soluzione a noi adatta.

Leggere la volatilità degli investimenti

leggere volatilità investimentiQual’è il fine o l’obiettivo della volatilità degli investimenti? Il suo obiettivo è sicuramente cercare di dare una certa idea su quale potrebbe essere il risultato futuro dei nostri investimenti. Certo la volatilità degli investimenti è possibile calcolarla in modi differenti, soprattutto per il fatto che molti forniscono delle informazioni sul rischio e quindi vanno a informarci su cosa corriamo nel caso dei nostri investimenti.

Per leggere la volatilità degli investimenti possiamo farlo in tre diversi modi:

  • Attraverso la volatilità storica. Questo è un indice che ci mette davanti agli andamenti passati di un certo investimento e ci fa percepire anche il guadagno che potremo avere. Quello che troviamo alla base di questa volatilità sostiene che le oscillazioni passate siano circa sempre le stesse e che nel futuro rimarranno uguali.
  • Attraverso la volatilità attesa. Questo è un indice che ci dà una stima molto verosimile di quella che sarà la volatilità in futuro e ci dà anche la stima di quello che può essere il rischio dove andremo a incappare. Su questo però occorre precisare che c’è il rischio di cadere in previsioni imprecise o addirittura sbagliate. Per evitare questo tipo di previsioni errate occorre fondamentalmente affidarsi a un sistema di calcoli matematici e statistici che vanno a eliminare ogni tipo di eccedenza. Sia questo tipo di volatilità sia la volatilità storica ci danno una stima.
  • Infine possiamo farlo attraverso la volatilità implicita. Questo è un indice che ci mette davanti alla volatilità degli investimenti procedendo a ritroso e partendo dal valore che ha l’opzione sul mercato.

Da cosa dipende la volatilità degli investimenti?

cosa dipende volatilità investimentiCi sono precisamente tre fattori che ci aiutano a comprendere al meglio da cosa possa dipendere la volatilità degli investimenti. Questi tre fattori che possiamo dire essere di cardine e sono i seguenti:

  • La durata e la scadenza: come abbiamo detto nei paragrafi precedenti, più grande è l’arco di tempo del nostro investimento più grande è l’indice della volatilità.
  • La cedola: in tale caso la durata e il rendimento sono pari, se la cedola è bassa, ci troveremo l’indice di volatilità a un livello maggiore.
  • Il livello di rendimento: in questo caso la volatilità è basata sul livello del rendimento, quindi se la volatilità è alta, minore sarà il rendimento. Con un esempio possiamo dire che se un’obbligazione è del 4% è sicuramente più volatile di un’obbligazione del 5%.

Limitare gli esiti della volatilità degli investimenti

limitare esiti volatilitàTanto per cominciare occorre prendere in considerazione gli obiettivi con i quali andiamo ad effettuare degli investimenti e quindi tenere in considerazione anche l’arco di tempo nel quale vogliamo andare ad operare. Ripetiamo che maggiore è l’arco di tempo, maggiore ovviamente sarà il rischio, quindi maggiore sarà la concentrazione nel quale andremo a valutare le varie oscillazioni in un periodo medio.

Una strategia che possiamo adottare per limitare la volatilità degli investimenti è quella di creare un nostro portafoglio diversificato, questo ci permetterà di andare a rendere più equilibrate le oscillazioni degli asset permettendo al capitolo di crescere in modo equilibrato.

Dobbiamo inoltre anche ricordarci che i valori volatili delle singoli azioni devono essere presi in considerazione, ma anche dobbiamo prenderli con le pinze. Infatti tra i vari fattori che troviamo e che influenzano ci sono la liquidità degli investimenti e il settore di appartenenza. Ad esempio il settore farmaceutico è molto volatile, addirittura può avere un’oscillazione anche 35% con picchi assurdi del 500%.

A conclusione dobbiamo anche dire che per calcolare il rischio  non ci serve solamente la volatilità degli investimenti, ma occorre anche avere delle informazioni che ci aiutino a valutare le varie metriche legate ai vari investimenti. Un esempio è il VaR, ovvero il Valore a Rischio che ci indica in maniera statica il rischio del mercato sintetizzando il tutto in perdite e profitti.