Trading online: investire nel caffè

La bevanda più consumata al mondo, a livello analcolico, a parte l’acqua, è il caffè. Questa bevanda a livello di fatturazione fa la concorrenza al petrolio e al suo mercato, cosa non da poco per coloro che cominciano ad avvicinarsi al mondo del trading e a investire sulle materie prime.

Sommario

Per quanto riguarda la storia del caffè possiamo accreditarne la sua origine in maniera piuttosto incerta, soprattutto per il fatto che gli studiosi di questa pregiata pianta sono combattuti nell’accreditare la sua nascita nelle regioni dello Yemen, della Persia, oppure anche dell’Etiopia, anche se comunque rimane incerto.

Storia e leggende sul caffè

caffè storiaIl punto più sicuro e certo per quanto riguarda l’origine di questa materia prima è stata decretata da Pellegrino Artusi nel famoso libro di ricette che porta il suo nome. Secondo questo grande esperto di cucina, l’origine del caffè, anzi, del miglior caffè deriverebbe dalla città di Mokha nello Yemen, in questo modo dà ragione agli altri studiosi in questo campo.

Un’altra storia legata all’origine del caffè sfocia nella religione e ovviamente si tratta della religione islamica, proprio per queste origini territoriali del caffè. La leggenda vuole che il caffè sia stato donato direttamente da Allah a Maometto. Attraverso l’Arcangelo Gabriele, Allah avrebbe creato un infuso il cui aroma si sarebbe propagato a grande distanza, in questo modo avrebbe dato coraggio e forza a Maometto per proseguire nel suo operato religioso.

In più ci sarebbe anche la vicenda leggendaria delle piante di caffè che in Abissinia presero fuoco facendo in modo da diffondere il proprio aroma per migliaia di chilometri? Che sia una leggenda legata alle storie islamiche? La nascita comunque delle piante di caffè è decretata dagli studiosi e dagli esperti proprio in territorio arabico, da dove ebbe inizio la religione islamica, non è da escludere quindi che un fondo di verità ci sia.

Il caffè in Europa

caffè europaIl caffè cominciò ad essere commercializzato già nel 1400 partendo dalla città di Damasco, da dove ebbero inizio i primi commerci di caffè. Il caffè infatti per come lo conosciamo oggi cominciava la sua tratta da Damasco per arrivare poi a Istanbul, dove veniva servito sia nei locali pubblici sia nelle case private.

Per quanto riguarda l’Europa centrale si sostiene che la prima nazione a farne uso sia stata la Germania, per poi propagarsi in Austria e in Italia dove nel 1591 un certo Prospero Alpini ne parlò per prima volta in un libro intitolato “De Medicina Aegyptiorum”. Ovviamente sappiamo benissimo che il caffè come viene oggi conosciuto in Italia ha origine direttamente da Venezia, dalla grande città marinara che aveva ampi scambi commerciali.

Ma per quanto riguarda la sua attività economica? Cosa sappiamo di questa importante e buonissima materia prima così tanto venduta? Per poter vedere affiorare il caffè nelle varie attività economiche e commerciali dobbiamo guardare direttamente in Inghilterra, dove verso la metà del 1600 vennero aperte le prime e numerose coffeehouse (le nostre caffetterie) dove la bevanda veniva venduta e consumata dai clienti.

Lo scopo di queste coffeehouse era quello di fare in modo che la bevanda potesse essere servita e gustata mentre gli avventori discutevano di politica, di arte e di letteratura. L’aroma di questa bevanda nera e saporita contribuito ad allietare le varie giornate, soprattutto quelle piovose, nell’Inghilterra del Seicento. Nell’arco di brevissimo tempo, circa mezzo secolo, queste caffetterie passarono da appena un’ottantina, fino a toccare le tremila ai primi anni del 1700.

Il caffè nel resto del mondo

caffè mondoNel momento in cui cominciarono a prosperare le coffeehouse nell’Europa del Seicento, si cominciò anche a pensare di importare questa pianta nel resto del mondo, infatti finora il caffè veniva importato dal medio-oriente, ma nelle colonie britanniche, olandesi e francesi di questa pianta non c’era alcuna traccia. Così si cominciò a pensare che effettivamente il clima era ideale per la crescita di questa pianta e poteva tranquillamente garantire un’ottima produzione. Un esempio negli anni sarà il Brasile, che da solo produce un terzo del fatturato della produzione mondiale.

Per quanto riguarda però l’ampia diffusione del caffè sull’intero continente e anche oltre oceano ovvero negli Stati Uniti occorre aspettare la fine del 1600, dopo nel 1689 venne aperta la London Coffee House nel cuore di Boston, mentre nel 1696 venne aperta a New York la King’s Arm.

Investire nel caffè

caffè tradingPrima di poter cominciare un’attività di investimento, nel nostro caso del caffè, ma questo vale per qualsiasi tipo di materia, occorre prima far fronte a tutta una serie di elementi come ad esempio il fattore concorrenziale, la distribuzione, e lo studio dei vari tipi di mercato. Ovviamente tutto questo lo si può fare solo tenendo a mente le varie normative che regolano i mercati, che molto spesso sono diverse da nazione a nazione, ma soprattutto anche le varie regole fiscali.

Certo questo articolo non tratta su come aprire una azienda di produzione di caffè, ma spiegheremo come impiegare i nostri soldi e infine farli fruttare andando a investire in questo settore economico. A questo punto cominciamo a fare un elenco dei vari e possibili modi per investire nella materia prima del caffé:

  • Gli ETF del caffè
  • L’acquisto azionario del caffè
  • Le futures del caffè

Cominciamo parlando degli ETF del caffè. Questo strumento finanziario è costituito in gran parte dalle opzioni, questo significa che il rischio di perdita è davvero ridotto ai minimi termini. Possiamo in questo caso ricorrere a un preciso strumento finanziario che è chiamato ETF Dow Jones-UBS Coffee ETN (JO) questo offre svariate sfumature al suo interno per poter cogliere al meglio le particolarità dell’andamento di questo fondo.

Per quanto riguarda l’acquisto azionario del caffè, questa ci offre la possibilità di investire direttamente nelle azioni delle aziende produttrici di caffè e che operano in questo settore. Ovviamente in questo caso dobbiamo avere l’accortezza di andare a valutare il trend che ha questa azienda, ovvero la sua crescita, il suo sviluppo. E infine andare a scegliere quelle più attive e ancorate a un trend positivo e florido.

Il consiglio in questo caso è quello di andare a scegliere delle aziende che magari producono altri tipi di beni oltre al caffè. Ad esempio possiamo puntare su aziende che producono anche marmellate, succhi di frutta, conserve ecc… in questo modo andremo a ridurre ai minimi termini tutte le criticità che possono emergere in caso di rischio di perdite da parte del settore in questione.

Oltre agli investimenti azionari possiamo anche fare affidamento, sempre per quanto riguarda il settore del caffè, sui futures, che però rappresentano una forma di investimento certamente rischiosa e difficile, consigliata soprattutto a coloro che sono già esperti in materia di finanza e di trading.

Per quanto riguarda i futures del caffè è bene dire in maniera chiara e tonda che i futures sono quotati nel New York Mercantile Exchange usando il simbolo KC. Nell’arco di un anno possiamo andare a scegliere solamente un massimo di 5 futures e l’importo non deve superare le 37.500 libbre di caffè. In altre parole possiamo dire che per grandi rischi corrispondono comunque grandi guadagni e viceversa.

Conoscere e capire il caffè

caffè conoscereNel momento in cui abbiamo deciso di investire i nostri guadagni nel settore del caffè occorre anche dire che dobbiamo conoscere al meglio le varie tipologie di caffè che fanno in modo da comporre i lati buoni e i lati meno buoni di ogni singola varietà di caffè.

A tutt’oggi i Paesi che sono i maggiori produttori di caffè sono i seguenti: Vietnam, Colombia, Brasile, Indonesia e in secondo piano, in base alle annate, Messico, Honduras, Nicaragua, Guatemala, El Salvador, Etiopia, Ecuador e India. Consideriamo inoltre che ci sono oltre 20 milioni di persone che fisicamente si occupano della produzione di caffè, quindi ci possiamo tranquillamente rendere conto di quanto questa produzione può fare del bene ai Paesi in via di sviluppo.

In base anche alla quantità della produzione e delle risorse dei vari produttori di caffè, avremo anche delle differenze sulle possibilità di attendere la maturazione dei frutti della pianta oppure la necessità di doverli raccogliere verdi pur di fare in modo che le casse dell’azienda possano avere una certa liquidità. Tutto questo dipende dalla capacità di sapere gestire al meglio le intere scorte e la qualità logistica.

Ovviamente c’è anche la possibilità che i piccoli produttori di caffè si ritrovino a dover svendere tutte le loro scorte anche quando il prezzo del caffè cresce, questo perché alcuni privati hanno la possibilità di pagare tutto e subito in contanti, senza passare per le cooperative che pagano con tempi molto più lunghi e su questo non hanno la possibilità di poter aspettare. Nel caso contrario invece, nel caso i prezzi scendessero i produttori si troveranno nella possibilità di fare affidamento sulle cooperative per poter avere i pagamenti in tempi più lunghi visti i prezzi leggeri del caffè sul mercato generale. A conclusione di questo articolo possiamo dire che se ne abbiamo la possibilità possiamo investire sul caffè, questo può essere una diversificazione del portafoglio.